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Fave: coltivazione e ricette

Le fave sono ortaggi della famiglia delle leguminose e possono essere coltivate in tutta Italia dando ottimi raccolti. Andiamo a conoscere come coltivare le fave, le loro esigenze colturali, la raccolta e scopriamo qualche ricetta

Fave: coltivazione e ricette

La fava è una pianta che produce un legume commestibile e appartiene alla famiglie delle leguminose.

Il suo nome scientifico è Vicia faba anche se comunemente cono conosciute con il nome di baccelli.

Di fave ne esistono 4 diverse varietà botaniche, alcune ad uso alimentare umano, altre per il foraggio degli animali erbivori da allevamento.

La fava è originaria delle terre asiatiche ma si è acclimatata sin dal antichità al clima Mediterraneo e in Italia è coltivata da tempo specialmente nelle terre meridionali.

 

Esigenze di coltivazione delle fave

La fava non ha particolari esigenze di coltivazione ed è tra le colture più facili da seguire con raccolte abbondanti che arrivano a 200 quintali ad ettaro.

Il clima dove cresce meglio è quello temperato e non ama temperature sotto i 5 gradi o la forte siccità.

Indicativamente predilige un suolo parzialmente argilloso, ricco di calcio e ben drenato perché vanno evitati i ristagni idrici; infatti l’irrigazione è richiesta nel momento della semina, durante la fioritura e nei casi in cui vi siano periodi molto siccitosi, ma in generale non ha esigenze irrigue particolari. Dovremo fare attenzione invece a non annaffiare troppo perché la pianta può indebolirsi e contrarre così malattie fungine e creare l’ambiente idoneo per la formazione di marciumi.   

Un intervento colturale importante per le fave è la cimatura che consiste nel tagliare la parte apicale della pianta quando è alta almeno 15 centimetri; questo serve per limitare lo sviluppo della parte verde e spingere la pianta ad una maggior produzione dei frutti.

 

Coltivazione della fava: la semina

La prima lavorazione per la coltivazione della fava è la preparazione anticipata di almeno qualche settimana della semina in terreno diretto. Questo scavo richiede una profondità media di 40 centimetri e una pulizia dalle erbe infestanti presenti nel terreno.

La semina viene fatta in buche profonde 5 centimetri con 2 o 3 semi per ogni buca; le file vengono distanziate di almeno 50 centimetri l’una dall’altra e sulla fila le buche sono distanti circa 20 centimetri.

Il periodo di semina può essere in autunno da novembre in poi oppure in primavera tra marzo e aprile a seconda del clima; le fave che vengono piantate in autunno avranno 6 mesi di ciclo produttivo mentre quelle seminate a inizio primavera lo avranno di circa 3 mesi.

La posizione per seminare le fave nell'orto può avvenire seguendo la teoria delle consociazioni che vede la coltivazione della fava vicino a piante di aglio, cipolla, porri o altre piante di questa tipologia proprio perché si proteggono una con l’altra. Questa affinità con la famiglia delle liliacee è una delle basi dell’agricoltura sinergica che mette le fave a pieno titolo tra gli ortaggi coltivati negli orti sinergici.

Per aiutare la germogliazione dei semi di fava è buona regola metterli in ammollo in acqua per almeno una notte e successivamente piantarli nelle buche del terreno; questo velocizzerà la nascita delle piantine che spunteranno dopo circa due settimane.

Per le fave piantate in autunno è anche consigliato un intervento di sarchiatura che consiste nel mettere del terreno vicino alla base della pianta per proteggerla meglio dal gelo dell’inverno.

 

La semina delle fave a gennaio

 

Raccolta delle fave

La raccolta dei baccelli di fava viene fatta in primavera intorno al mese di aprile e continua in modo scalare per qualche tempo sino addirittura al mese di agosto per le varietà più tardive.

Il baccello per il consumo fresco deve essere raccolto quando è verde e turgido, con i semi ben formati in modo da perdere il sapore amaro e diventare dolce con una consistenza soda.

Alla fine dell’estate le piante di fave si seccano completamente e possiamo raccoglierle per la conservazione invernale; solitamente le piante di fave vengono estirpate intere qualche giorno prima che secchino completamente e messe ad asciugare in modo da aprire i baccelli e conservarne i semi per lo stoccaggio invernale.  

 

Altri usi delle fave 

La pianta di fave, essendo una leguminosa, è capace di fissare azoto nel suolo e arricchire così il terreno rendendolo più fertile; per questa suaproprietà, le fave vengono anche utilizzate per aumentare la sostanza organica verde, venendo falciate per la concimazione del terreno per le colture successive dell'orto.

Viene considerata una vera e propria pianta amica che aiuta la fertilizzazione naturale tanto che è una dei semi base delle miscele di sovesci che si utilizzano nell’agricoltura naturale.

 

Le fage: come mangiarle

I baccelli delle fave sono commestibili sia come seme che come involucro e possono essere mangiati sia crudi che cotti oppure si possono conservare secchi.

Molto tipico è il consumo fresco accompagnato con salumi o formaggi oppure preparati i semi secchi in minestroni come avviene per le zuppe di legumi. 

Le fave fresche sono indicate contro l’iperglicemia, mentre essiccate perdono questa proprietà in quando gli zuccheri vengono concentrati nel seme, anche se restano un ottimo alimento ricco di proteine vegetali.

Vediamo alcune idee di ricette con le fave.

Sugo di fave

Ingredienti:

> Semi di fave
> uno o due cucchiai di passata di pomodoro
> una cipolla
> prezzemolo
> carote
> erbe aromatiche

Preparazione: mettiamo a rosolare la cipolla con un trito di prezzemolo e carote. Dopo qualche istante aggiungiamo i semi di fave e uno o due cucchiai di passata di pomodoro.

A questo punto versiamo sopra alle fave abbondante acqua e cuociamo fino a quando le fave saranno ben morbide. A fine cottura aggiungiamo il sale e erbe aromatiche come origano o erba cipollina o foglie di basilico. Le fave possono poi essere aggiunte come sugo per la pasta asciutta o nel riso.

Una variante può essere di trasformarle in crema utilizzando un frullatore ad immersione.

 

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Farifrittata veg con le fave

Dalla crema di fave possiamo anche pensare a fare una farifrittata veg:

Ingredienti:
> farina di grano e farina di ceci al 50%
> acqua,
> crema di fave,
> sale ed erbe aromatiche

Preparazione: mescoliamo tutti gli ingredienti, in modo che l’impasto risulti con una consistenza abbastanza liquida per essere poi cotto in una padella piatta antiaderente per formare delle frittatine.

Se piacciono più morbide, è possibile aggiungere un pizzico di lievito per renderle soffici.

Accompagnate con pomodori crudi a dadini conditi con un trito di aglio e basilico oppure con verdure di stagione stufate diventano una vera ricetta della cucina tradizionale contadina.

 

Fave sott'olio

Anche la conservazione sotto olio delle fave è una buona idea e la preparazione è abbastanza semplice da eseguire.

Ingredienti:
> fave
> aglio
> prezzemolo o basilico
> olio extravergine di oliva

Preparazione: prendiamo le fave e le bolliamo in acqua e aceto per almeno 5 minuti poi le scoliamo e le asciughiamo bene con uno strofinaccio.

Dentro a vasi di vetro ben sterilizzati possiamo così mettere le fave scottate con un battuto di aglio, prezzemolo o basilico e ricoprendo il tutto di olio extravergine di oliva.

I vasi vanno battuti per far penetrare bene l’olio in ogni posizione evitando bolle d’aria che possono provocare l’irrancidimento e la mal conservazione delle fave.

 

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