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Rafano e wasabi

Molto simili, il rafano e il wasabi sono due radici dal sapore deciso, utilizzate per farne le note salse. Scopriamo le differenze nella preparazione e nell'utilizzo in cucina di queste due radici.

Rafano e wasabi

Cos'è il rafano 

Il rafano, noto anche come barbaforte o cren, è una pianta erbacea perenne (Armoracia rusticana) della famiglia delle Crocifere.

Originario della Russia meridionale, in Italia si trova allo stato spontaneo in luoghi umidi e nei pressi di corsi d’acqua, tanto in pianura quanto in montagne, soprattutto lungo l'Appenninno Tosco-Romagnolo; viene anche coltivato in serre per essere utilizzato per il consumo come alimento in molte ricette

Stimolante gastrico - l’olio essenziale, fortemente aromatico, favorisce la produzione di succhi gastrici, aiutando la digestione e stimolando l’appetito - il rafano è anche un buon integratore di vitamina C. Ricette a base di rafano? La salsa al cren è la più nota, dal sapore forte e deciso, si usa come accompagnamento per bolliti o arrosti.

 

Cos'è il wasabi

Il wasabi, noto anche come ravanello giapponese, (Wasabi Japonica) è una radice verde piccante molto usata nella preparazione della salsa omonima che accompagna piatti tipici orientali, come sushi, sashimi o altri della cucina nipponica. Non è facile coltivare la radice di questa pianta, è molto antica e costosa e cresce molto lentamente. 

Il wasabi è ricco di proprietà benefiche: ha discrete quantità di vitamina C e antiossidanti naturali, che contrastano i radicali liberi e lo rendono un elisir di lunga vita.

Offre un buon effetto diuretico, disintossica il fegato e l’intestino, previene le intossicazioni alimentari e stimola la digestione; per finire, ha importanti proprietà antibatteriche, antimicotiche e antinfiammatorie.

 

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Differenze e usi di rafano e wasabi

La radice di rafano è meno piccante e intensa rispetto a quella del wasabi, ma di fatto l'uso in cucina è simile, entrambe servono infatti, grattuggiate o spremute, a insaporire e dare un tocco di gusto tutto particolare alle salse in accompagnamento a quelle pietanze dal gusto neutro e delicato.

La radice del rafano, grattugiata e ridotta in salsa, può anche essere usata per applicazioni esterne a scopo terapeutico come rimedio naturale per contrastare dolori reumatici o bronchiti: un impacco di radice di rafano ridotta in poltiglia applicato sul petto ha azione anticatarrale.

Inaspettatamente, anche il wasabi presenta usi alternativi: lo si usa per la cura di capelli e pelle, soprattutto per stimolare i bulbi piliferi e la ricrescita dei capelli, ma anche per rendere morbide le labbra e per curare naturalmente la pelle grassa, contrastando i brufoli

 

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Foto: cokemomo / 123rf.com