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Amaranto, pseudocereale da scoprire

Sapevate che l'amaranto fa bene alla vista, che è tra i cereali e gli pseudocereali più facili da digerire e più ricco di proteine? Cos'altro c'è da scoprire sull'amaranto?

Amaranto, pseudocereale da scoprire

Il nome amaranto ci fa pensare a du cose: si ricollega anzitutto in modo immediato al colore chiamato amaranto proprio come i fiori rosso rosati della pianta in questione; l’altra opzione è quella di pensare immediatamente ai piccoli semi di questo genere di pseudocereali commercializzati a scopo alimentare.

Letteralmente il nome di origine greca significa “fiore imperituro”. Ma concentriamoci sui semi. Come detto, non si tratta di un cereale ma di uno pseudocereale, al pari della quinoa e delle chia, e come detto si tratta di un genere botanico che comprende numerosissime specie.

Alcune di queste sono più adatte alla coltivazione per il consumo umano: Amaranthus caudatus, Amaranthus hypochundriacus e Amarantus cruentus. Proprio come gli altri pseudocereali succitati, anche l’amaranto è originario dell’America Latina, dell’areale peruviano per essere più precisi.

 

Semi e foglie dell'amaranto

La differenza principale tra l’amaranto e gli altri pseudocereali (e coi cereali) riguarda le dimensioni del seme. I semi di amaranto sono particolarmente piccoli, difficilissimi da scolare senza andare persi nello scarico, e per tanto più ideali per zuppe e minestre che non richiedono scolatura.

Altro uso tipico dell’amaranto è la pasticceria secca: i suoi semi possono facilmente rimpiazzare il sesamo molti tipi di granella nella copertura di barrette e croccanti.

Fin dai tempi degli Aztechi l’amaranto era coltivato e consumato per la facilità della raccolta, per la ricchezza di proteine di origine vegetale, per la buona quantità di calorie e fibra alimentare contenute.

Già in antichità, era risaputo che le foglie di amaranto fossero ricche di vitamina C e molti oligoelementi.

L’amaranto non contiene glutine, sebbene al suo interno si possano rilevare tracce di fitoelementi considerabili come composti antinutrizionali come le saponine, gli ossalati e i tannini, che però riducono i loro effetti in seguito a una cottura appropriata del seme.

 

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I principi nutrizionali dell'amaranto

Dando un’occhiata alla tabella nutrizionale dell’amaranto, notiamo intanto che i grassi che apporta (gli oli di amaranto) sono quasi esclusivamente polinsaturi.

Proseguendo nell’analisi, notiamo poi la grande presenza di proteine, con più di venti tipologie diverse di amminoacidi, tra le quali spicca l’acido glutammico.

Passando poi alla vitamine, notiamo che la vitamia C è tra le principali, ma che contiene inoltre molte vitamine del gruppo B, soprattutto la B5 e la B9, ma su tutte la B6, tanto che 100 g di amaranto forniscono quasi il 50% di dose di B6 giornaliera.

L’amaranto è uno pseudocereale molto ricco di oligoelementi: possiamo infatti notare grandi quantità di ferro, magnesio, manganese, fosforo e zinco.

Recentemente salito alla ribalta come pseudocereale privo di glutine, possiamo approfittare della sua commercializzazione per altri benefici che l’amaranto è in grado di apportare.

Come abbiamo detto, è il più ricco di proteine tra gli altri cereali e pseudocereali, fattore non da poco in un regime di dieta vegana specialmente se cominciato in tenera età.

Va sottolieaneta soprattutto la presenza di lisina, uno degli amminoacidi che il corpo umano non è in grado di sintetizzare.

Se invece non siamo vegani e nemmeno più giovanissimi, sarà interessante scoprire che l’amaranto è un ottimo strumento per abbassare il colesterolo e ridurre il rischio di problemi cardiovascolari, soprattutto per quanto riguarda l’attacco cardiaco.

La sua ricchezza in sali minerali si traduce in un forte potere antiossidante mentre la ricchezza in proteine si traduce in diminuzione della fame, ovvero una più facile perdita di peso.

Non bastasse, tra i cereali e gli pseudocereali, l’amaranto è uno dei più facili da digerire. L’amaranto è consigliato come alimento in grado di migliorare la vista e per mantenerla sana.

Per questo l’aggiunta di amaranto a una vellutata di carote, o una bella colazione di amaranto, yogurt e mirtilli, sono pasti che non mancano mai sulle tavole dei portatori di occhiali.

 

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Foto Daniel Vincek / 123rf.com