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Kamut e glutine: facciamo chiarezza

Il kamut contiene glutine: non è adatto a chi soffre di celiachia, lo sapevate?

Kamut e glutine: facciamo chiarezza

Quello che i più sanno è che il kamut e la farina di kamut, di cui ormai si parla molto, altrimenti detta farina di grano khorasan, si presta alla preparazione di molte ricette.

Con questa farina si possono realizzare infatti crespelle, pasta, pizza, pane, torte e tanto altro; si usa invece il chicco del grano kamut per arricchire zuppe, minestre o insalate.

Molti sono anche i prodotti che si vedono tra gli scaffali di negozi e supermercati in cui appare la scritta "kamut": grissini, gallette, piadine, torte salate, cereali per la colazione, pane, pizze, focacce, biscotti e tanto altro ancora.

Forse in pochi sanno però che Kamut non è il vero nome di un tipo di grano, si tratta infatti di un marchio commerciale registrato della società americana Kamut International Ltd, fandata a suo tempo nel Montana dal dottor Bob Quinn.

Il noto patologo vegetale decise negli anni 70 di chiamare Kamut, o meglio Kamut®, una varietà di grano duro, altrimenti noto come Triticum turgidum turanicum, ovvero un frumento di origine mediorientale appartenente alla famiglia delle Graminacee, conosciuto anche come grano rosso o grano Khorasan, la regione dell'Iran da dove proviene e dove ancora oggi si produce.

 

Celiachia e kamut

Il grano kamut contiene una discreta dose di proteine, circa il 40% in più rispetto al normale frumento; è ricco di selenio, che lo rende un buon antiossidante, zinco, magnesio e vitamina E.

Contenendo un’alta percentuale di lipidi, la farina di kamut è molto energetica, adatta ad anziani, bambini o sportivi. Ma attenzione: la farina di kamut, il kamut stesso e i suoi derivati non sono adatti a chi soffre di celiachia in quanto contengono glutine, poco più del 15% di glutine secco, spesso anche in quantità maggiore rispetto al normale frumento.

Il kamut è pertanto sconsigliato come ingrediente nella dieta dei celiaci, nonostante a volte certa pubblicità sembra alludere al contrario.

In buona sostanza, il kamut è un cereale digeribile, più digeribile di altri tipi di frumento sottoposti a processi chimici di raffinazione o miglioramento genetico; è più nutriente e adatto a chi soffre di disturbi digestivi. Un prodotto dunque salutare, non adatto a chi soffre di celiachia, non molto ecologico, visto che è necessario importarlo dagli Stati Uniti, e piuttosto caro: un chilo si paga fino a 4 euro.

 

Curiosità sul kamut

Il nome kamut deriva da ka'moet che, che nella lingua egizia significa “anima della terra”.

Il Kamut è poco coltivato in Europa: si trova soprattutto in alcune piccole aziende agricole, ma la sua produzione molto costosa scoraggia i produttori. In Italia è importato solo da aziende autorizzate e può essere macinato solo da mulini autorizzati.

 

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