Aloe vera: proprietà, uso, controindicazioni

L'aloe vera è una pianta antinfiammatoria, cicatrizzante e lassativa. Scopriamo tutti i suoi benefici e come utilizzarla.

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A cosa serve l'aloe vera?

L'aloe è una pianta della famiglia delle Aloaceae, piante con portamento arbustivo e foglie succulente, originarie di diverse regioni dell'Africa.


Circa quindici specie di aloe presentano proprietà terapeutiche rilevanti e, tra queste, una tra le più note e diffuse è l'Aloe vera, conosciuta anche come aloe delle Barbados. Dalle foglie delle varie specie di aloe si estraggono per incisione un succo denso e un gel trasparente.

 

Quali sono i benefici dell'aloe vera?

I benefici dell'aloe vera sono tanti e molto eterogenei tra loro. A seconda della modalità di impiego (in succo o in gel, per uso interno o esterno), l'aloe può essere usato come:

  • Lassativo e depurativo naturale;
  • idratante, emolliente e cicatrizzante per la pelle;
  • gastroprotettore;
  • antinfiammatorio, cicatrizzante e lenitivo per le mucose.

 

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Proprietà curative e terapeutiche

Il succo di aloe vera contiene principalmente glicosidi antrachinonici dall'azione lassativa e purgante ed è utilizzato in caso di stitichezza, stipsi e intestino pigroGli antrachinoni svolgono infatti un'azione irritante sulla mucosa intestinale, stimolando la peristalsi e, di conseguenza, l'evacuazione fecale.
 

Le droghe antrachinoniche come l'aloe devono essere utilizzate con moderazione e solo occasionalmente poiché, assunte per lunghi periodi, possono compromettere la funzionalità intestinale.

Il gel di aloe vera è invece ricco di mucillagini ed è sfruttato per uso esterno nel trattamento di diverse problematiche dermatologiche e del cavo orale e, internamente, per disturbi gastrici.

 

A uso topico, il gel di aloe vera è noto per le sue proprietà antinfiammatorie, e per l'azione idratante, rinfrescante e cicatrizzante. Si utilizza in caso di dermatiti, psoriasi, scottature, ferite e piaghe, ma anche per la cura della pelle secca e danneggiata e in caso di eritema solare o per alleviare il prurito e il gonfiore causato da punture di insetti e orticaria.

 

L'applicazione cutanea di gel di aloe aiuta infatti a lenire l'infiammazione, il dolore e l'arrossamento e velocizza la guarigione e la cicatrizzazione.

 

Risciacqui del cavo orale con gel di aloe possono invece essere utili per lenire il dolore dato da gengiviti, stomatiti e afte. Anche la mucosa vaginale può trarre beneficio dai lavaggi a base di gel di aloe vera in caso di infiammazione, bruciore e prurito.

 

Per uso interno, invece, il gel di aloe svolge azione cicatrizzante, antinfiammatoria e protettiva sulla mucosa gastica e intestinale ed è utile per alleviare i sintomi legati ad ulcera gastrica e colite ulcerosa.  

 

L'assunzione orale di succo di aloe è controindicata in gravidanza, durante l'allattamento e nei bambini di età inferiore ai 12 anni. L'aloe non deve essere somministrata in caso di patologie infiammatorie intestinali, prima di interventi chirurgici e comunque il suo impiego non deve essere protratto oltre i 7 giorni.

 

L'uso interno di gel di aloe può interferire con l'assorbimento di nutrienti e farmaci, dunque è bene consultare il proprio medico se si seguono terapie. L'applicazione di gel di aloe sulla pelle è considerata sicura e priva di rischi ma può causare reazioni allergiche nelle persone predisposte.

 

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Aloe vera gel: le proprietà e i benefici

I benefici del gel dell'aloe sono molto vari:

  • Per i disturbi gastrointestinali, il gel di aloe ad uso alimentare si somministra alle dosi di 25-100 millilitri una o due volte al giorno.
  • In caso di afte, gengiviti e stomatiti, si usa esternamente il gel di aloe di grado alimentare puro o diluito in acqua per effettuare risciacqui del cavo orale.
  • Il gel di aloe a uso cosmetico, più denso, è impiegato invece per applicazioni localizzate sulla pelle o come crema viso e corpo.

 

Aloe vera succo: le proprietà e i benefici

L'azione lassativa è la più nota proprietà del succo di aloe vera. A tale scopo si assumono generalmente capsule contenenti succo concentrato ed essiccato di aloe al dosaggio di 10-30 milligrammi di derivati idrossiantacenici al giorno. L'impiego non deve potrarsi oltre i sette giorni.

 

La coltivazione dell'aloe

L'aloe è una pianta succulenta perenne a portamento arbustivo, che può raggiungere il metro di altezza. Presenta foglie grandi, carnose, lanceolate e appuntite, con margine e apice provvisti di spine. In prossimità del terreno, le foglie sono disposte a rosetta dal cui centro si innalza lo scapo fiorifero.

 

L'infiorescenza è composta da un racemo di fiori penduli. I fiori di aloe possono essere rossi, gialli o arancioni. Maculate in fase di crescita, assumono un colore verde uniforme allo stato adulto, rivestite da una pellicola protettrice che permette alla pianta di aloe di filtrare l'aria e l'acqua.

 

Le foglie si raccolgono tra agosto e settembre recidendole alla base o tagliandole in grandi pezzi. Il succo che fuoriesce viene raccolto e concentrato per ebollizione fino a raggiungere una consistenza simile al vetro.

 

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Come si coltiva l'aloe vera in vaso?

La pianta dell'aloe è originaria della costa nord orientale dell'Africa e del bacino del Mediterraneo, da cui probabilmente si diffuse in India, isole dell'oceano Indiano, ma anche il continente americano, dal Texas al Messico fino al Venezuela, e anche l'Oceania.

 

Predilige i climi caldi e secchi e cresce spontanea su terreni secchi e calcarei, ma si può anche coltivare, sia per seme che per talea.

 

La coltivazione dell'aloe vera è abbastanza semplice: è sufficiente procurarsi una piantina già sviluppata e collocarla in un luogo luminoso, anche in pieno sole durante i mesi estivi. L'aloe vera ha bisogno di irrigazioni moderate e di essere protetta dalle rigide temperature invernali.

 

Se si decide di coltivare l'aloe vera è possibile sfruttarne le proprietà terapeutiche per problematiche della pelle, semplicemente tagliando una foglia e strofinandola sull'area da trattare in caso di scottature, piccole ferite e irritazioni cutanee.

 

Per la somministrazione orale, è bene ricorrere ai preparati che si trovano in commercio in erboristeria, evitando di assumere per via orale foglie o gel di aloe vera coltivata in casa.

 

Rimedi naturali con l'aloe

Fin dall'antichità questa pianta è usata per ricavare rimedi naturali.

Il termine aloe ("Allo eh" in arabo, "Halal" in ebraico, "Alo hei" in Cinese, "Aloe" nei paesi occidentali) deriva infatti dalla radice greca Alos, che significa "sostanza salata" forse in riferimento al suo habitat marittimo; mentre un'altra derivazione attendibile sembra essere quella che lo fa discendere dal vocabolo arabo alua, che vuol dire "amaro", come in effetti è il succo completo della pianta. 

 

L'Aloe Barbadensis deve il suo nome alle Isole Barbados, ma è anche presente nel resto delle Antille, nei Caraibi 

 

L'aloe vera è conosciuta da millenni per le sue proprietà medicinali: è citata nell'Antico Testamento, nei Vangeli e in documenti antichissimi che tramandano l'uso dell'Aloe presso gli Egizi, i Cinesi, gli Indiani e i popoli Arabi.

 

Definita pianta dell'immortalità dagli antichi Egizi, essa veniva piantata presso l'entrata delle piramidi per indicare il cammino dei Faraoni verso la terra dei morti.

 

Usata anche come ingrediente nella preparazione dei balsami per la mummificazione, come nel caso del Faraone Ramses II. Il documento più antico in cui si fa riferimento all'Aloe vera pare sia il Papiro di Ebers (circa 1500 a.C.), che è attualmente conservato all'Università di Lipsia, nel quale sono elencate le proprietà salutari della linfa di questa pianta.

 

Ippocrate (460-337 a.C.), il padre della medicina occidentale, cita ripetutamente l'uso dell'aloe nei suoi trattati, decantandone le proprietà antinfiammatorie, rigeneranti, disinfettanti.

 

Dioscoride, medico greco (20-70 d.C.), autore del più antico trattato di farmacologia a noi pervenuto, il De materia medica, descrisse ampiamente i benefici effetti di questa pianta per la guarigione di piaghe, cicatrizzazione di ferite, protezione e sollievo contro scottature, pruriti e infiammazioni cutanee. 

 

Anche Plinio il Vecchio, autore del famoso trattato Historia Naturalis, descriveva gli usi terapeutici del succo d'aloe per curare ferite, disturbi di stomaco, stipsi, punture d'insetto, problemi orali. Gli Antichi Romani infatti sfruttavano l'aloe per le sue proprietà cicatrizzanti: era utilizzato sottoforma di balsamo per il trattamento delle ferite di guerra dei soldati.

 

Durante il Medioevo e il Rinascimento l'uso medicinale dell'aloe si diffuse in Europa, e il suo impiego a scopo curativo venne introdotto poi anche nel Nuovo Mondo, forse per opera dei missionari spagnoli. Da quel momento la coltivazione della pianta si diffuse dapprima nei Caraibi e successivamente in Messico e Sud America.

 

Nel 1851 due ricercatori inglesi, Smith e Stenhouse, isolarono l'aloina la sostanza dagli effetti lassativi; mentre nel 1935 Creston Collins e suo figlio rivelarono in un rapporto divenuto poi celebre, il possibile utilizzo dell'aloe per trattare gli effetti devastanti delle radiazioni.

 

Il farmacista texano Bill Coats, alla fine degli anni '50, riuscì a stabilizzare la polpa con un procedimento naturale, si aprirono, infine, le porte alla commercializzazione ad uso industriale di prodotti a base d'aloe. Tale procedimento, atto a conservare gli enzimi e le vitamine presenti nel succo, consiste nell'incubazione del gel con aggiunta di vitamina C (acido ascorbico), vitamina E (tocoferolo) e sorbitolo.

 

 

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Bibliografia e fonti

European medicines Agency
 

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