Passiflora: proprietà, uso, controindicazioni

La passiflora è una pianta utile contro ansia, agitazione e insonnia. Scopriamo quali sono le sue proprietà, gli usi e le controindicazioni.

Passiflora

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©Andrea Tammaschke / 123rf.com

 

Che cos’è la passiflora

La passiflora (Passiflora incarnata) è una pianta appartenente alla famiglia delle Passifloracee. Si tratta di una specie comune negli Stati Uniti del Sud e in Messico. Viene coltivata a scopo ornamentale e per uso erboristico e fitoterapico, in considerazione delle sue proprietà terapeutiche.

 

La droga della passiflora è rappresentata dalle parti aeree, dunque fusti e foglie, raccolte generalmente prima e durante la fioritura, quando il contenuto di principi attivi (soprattutto flavonoidi) è massimo. Alla passiflora sono state tradizionalmente attribuite proprietà sedative e antispasmodiche, poi confermate grazie alla ricerca.

 

A cosa serve la passiflora

La pianta della passiflora è utilizzata per trattare:

  • nervosismo e irritabilità;
  • irrequietezza e agitazione;
  • tachicardia;
  • ansia;
  • disturbi dell’umore;
  • insonnia lieve;
  • disturbi gastrointestinali di origine nervosa.

 

Gli effetti della passiflora sono dati dal fitocomplesso costituito da alcaloidi, flavonoidi, maltolo, acidi fenolici, cumarine, fitosteroli e olio essenziale.

 

Per godere dei benefici della passiflora la si può consumare sotto forma di infuso, tintura madre o capsule e compresse preparate con la polvere. L’infuso di passiflora si prepara con 2 grammi di droga essiccata in 150 millilitri di acqua calda per 15 minuti. Se ne possono bere fino a quattro tazze al giorno.

 

Per quanto riguarda la tintura madre di passiflora, se ne assumono 30 gocce diluite in acqua, fino a tre volte al giorno in caso di agitazione. Per favorire il sonno, la dose consigliata è di 40 gocce prima di andare a dormire.

 

In caso di insonnia la passiflora può essere associata a luppolo e valeriana; per problemi digestivi lavora invece in sinergia con finocchio, tarassaco e camomilla; per trattare l’ansia e le palpitazioni la si associa a camomilla e biancospino.

 

Come si coltiva la passiflora?

La passiflora è una pianta a portamento rampicante coltivata anche a scopo ornamentale in giardino o in vaso su balconi o terrazzi. La coltivazione della passiflora è molto semplice e può partire da una pianta acquistata in vivaio o da una talea prelevata in primavera da piante adulte.

 

La passiflora non ha particolari esigenze, è una pianta rustica e resistente e addirittura invasiva se coltivata in piena terra. Per prendersi cura della passiflora è sufficiente garantirle un sostegno su cui aggrapparsi, bagnare il terreno in modo regolare evitando i ristagni di acqua e concimare durante i mesi estivi, soprattutto se la pianta viene cresciuta in vaso.

 

In breve tempo la passiflora produrrà fusti legnosi verde grigiastro, che potranno raggiungere lunghezze notevoli, fino a dieci metri, coprendo pergolati o cancellate ai quali la pianta si arrampicherà grazie a cirri.

 

In primavera la passiflora produce una gran quantità di foglie che garantiscono ombra e privacy. Le foglie di passiflora sono alterne, divise in tre lobi di diversa grandezza e di un bel verde brillante. Nelle regioni più calde la passiflora conserva il fogliame anche nei mesi invernali, mentre al Nord tende a perderle per poi produrne di nuove con l’arrivo della primavera.

 

I fiori della passiflora sbocciano in estate, sono grandi e solitari, privi di profumo ma molto ornamentali. Sono costituiti da cinque sepali verdi esternamente, bianchi o violacei internamente, e presentano una corolla di cinque petali bianchi o viola, una doppia corona di appendici rosso-porpora simili a petali. Hanno cinque stami con antere arancioni portati da una colonna centrale e ovario vellutato sormontato da tre stili e tre stigmi. Dopo la fioritura si sviluppano i frutti, bacche gialle ovali e polpose, ricche di piccoli semi.

 

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Cosa simboleggia la passiflora?

La passiflora simboleggia la passione di Cristo e per questo è chiamata anche pianta della passione, così come fiori e frutti sono noti anche come fiore della passione e frutto della passione.

 

Il motivo risiede nella forma dei fiori e delle foglie di passiflora. Il cerchio composto dalle appendici del fiore della passiflora rappresentano infatti la corona di spine di Gesù, i tre stili sono associati ai chiodi usati per la crocifissione, le foglie divise in tre lobi rappresentano la lancia e i cirri lo staffile.

 

Effetti collaterali e controindicazioni

La passiflora è considerata un rimedio sicuro, privo di tossicità ed effetti collaterali alle dosi terapeutiche.

 

L’uso della passiflora è però controindicato in caso di ipersensibilità a uno o più dei suoi componenti poiché potrebbe scatenare reazioni allergiche. È bene non utilizzare la passiflora prima di un intervento chirurgico, in gravidanza e durante l’allattamento e in caso di aritmie cardiache.

 

Per quanto riguarda le possibili interazioni, i preparati a base di passiflora potrebbero aumentare l’effetto di sedativi, induttori del sonno, alcol e farmaci antidepressivi, dunque si sconsiglia la somministrazione contemporanea con tali medicinali o con bevande alcoliche.

 

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