Elicriso, proprietà e benefici

L'elicriso è una pianta spontanea nota per le sue proprietà antinfiammatorie e antiallergiche, utili nelle affezioni delle vie aree e della pelle.

elicriso

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L'elicriso (Helichrysum italicum) è una pianta spontanea molto comune in tutto il bacino del Metiranneo.

Appartiene alla famiglia delle Asteraceae ed è noto per le sue proprietà antiallergiche e antinfiammatorie, utili per trattare disturbi all'apparato respiratorio e cutaneo. Scopriamolo meglio.
 

 

Proprietà dell'elicriso

L'elicriso è una pianta officinale di cui si utilizzano le sommità fiorite ricche di olio essenziale, flavonoidi e acidi organici che conferiscono alla pianta numerose proprietà.



Le foglie e il fiore dell'elicriso sono utilizzati in cucina come aromatizzanti e in ebroristeria sotto forma di tisana o estratto per la loro azione:

  • Antinfiammatoria;
  • antiallergica;
  • oltre che per le proprietà espettoranti, analgesiche, antibatteriche e cicatrizzanti.

Un'altra proprietà importante dell'uso esterno dell'elicriso è quella astringente, antiedemigena, analgesica, in quanto contrasta l'infiammazione e il dolore, tonifica le pareti venose, riduce i versamenti e la dilatazione delle vene.
 

Benefici dell'elicriso

Grazie alle sue proprietà, l'elicriso è utilizzato nel trattamento delle allergie che colpiscono le vie aeree e i tessuti cutanei. Sull'apparato respiratorio, l'elicriso favorisce l’eliminazione del catarro bronchiale in eccesso, attenua gli spasmi dell'asma e le infiammazioni di origine allergica della mucosa nasale.


Per uso interno la pianta è dunque utilizzata nel trattamento dell'allergia, in presenza di rinite, congiuntiviti e blefariti allergiche, tosse, bronchite acuta e cronica.


Per uso topico, invece, la pianta rappresenta il rimedio specifico per lenire e sfiammare la pelle in caso di psoriasi, herpes, eczemi, ustioni ed eritemi solari, e per calmiare le irritazioni della pelle sensibile, grazie alla sua azione decongestionante e protettiva.

Le preparazioni topiche contengono generalmente olio essenziale di elicriso, che può essere utilizzato anche per preparare oli da massaggio.

L'elicriso è infine un ottimo rimedio in caso di emorroidi, artrite e nelle forme reumatiche acute.

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Modalità d'uso

Uso interno

  • Infuso1 cucchiaio di sommità fiorite di elicriso, 1 tazza d’acqua 

La tisana di elicriso si prepara sistemando la pianta in acqua bollente e spegnendo subito il fuoco. Dopodiché si copre e si lascia in infusione per 10 minuti. Infine, si filtra l’infuso e si consima. Se ne possono bere fino a 4 tazze al giorno lontano dai pasti, ad esempio contro tosse manifestazioni asmatiche.

 

Uso esterno

  • Decotto: 1 cucchiaio raso di elicriso in una tazza d’acqua.

Versare le sommità fiorite sminuzzate nell’acqua fredda, accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire ancora qualche minuto e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 minuti.

Filtrare l’infuso e applicare in impacchi sulla pelle per alleviare infiammazioni cutanee, dermatiti, psoriasi ed eczema. Gli impacchi con elicriso sono inoltre ottimi per riattivare la circolazione sanguigna quindi molto efficaci nel caso di mani e piedi freddi e geloni.

  • Olio di Elicriso

100 grammi di fiori di elicriso secchi in olio extra vergine di oliva.

Sistemare l'elicriso in un barattolo di vetro dotato di coperchio ermetico, coprire i fiori con l’olio di oliva e chiudere il barattolo.

Lasciar macerare per 40 giorni, scuotendo il barattolo almeno una volta al giorno. Trascorso il tempo di macerazione, filtrare con un colino e con una garza, spremendo bene i fiori per recuperare tutto l'olio.

Trasferire l'oleolito in una bottiglia in vetro scuro da conservare in luogo fresco, lontano da fonti i calore. L’oleolito di elicriso aiuta, oltre che in caso di irritazioni della pelle sensibile, anche per dolori reumatici e per massaggi utili a riattivare la circolazione.

 

Effetti collaterali

Per l'elicriso non sono noti effetti collaterali rilevanti. L'uso di prodotti contenenti elicriso può causare reazioni nelle persone allergiche alla pianta o a uno dei suoi componenti.

Controindicazioni dell'elicriso

L'elicriso è considerato un rimedio sicuro. Il suo utilizzo è sconsigliato solo in gravidanza, allattamento e prima di un'operazione chiururgica.

 

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Descrizione della pianta

La pianta di elicriso è una suffrutrice perenne alta 25-40 centimetri, con portamento compatto e fusti legnosi ricoperti da una fitta peluria biancastra. Le foglie di elicriso emanano un aroma caratteristico simile al curry o alla liquirizia, tanto che spesso questa pianta si trova in vendita con il nome di pianta curry o elicriso liquirizia.

Le foglie, di color grigio/cinerino sono fitte, lineari e pubescenti su entrambe le facce. I fiori sono capolini gialli, prevalentemente tubulari, riuniti in densi corimbi di 25-35 infiorescenze. Dopo la fioritura si sviluppa il frutto, un achenio ovale dotato di pappo.

 

L'habitat dell'elicriso

Pianta caratteristica della bassa macchia mediterranea, diffusa in luoghi incolti e pietrosi, assolati e aridi. In Italia si trova soprattutto al centro-sud e nelle isole, dalle coste fino a oltre mille metri di altitudine, soprattutto nei luoghi con una buona esposizione solare. L'elicriso cresce ad esempio molto bene in Sardegna: l'elicriso sardo è noto proprio come "oro della Sardegna".


Coltivazione

L'elicriso è una pianta rustica e resistente, semplice da coltivare in vaso o in piena terra.

Le piante di elicriso si trovano facilmente nei vivai; una volta acquistato, l'elicriso va sistemato in una posizione soleggiata.

Se è coltivato in vaso, avrà bisogno di concimazioni regolari in primavera e in estate, mentre in piena terra non ha particolari esigenze.

Le irrigazioni sono necessarie soprattutto per le piante giovani, prestando attenzione ai ristagni idrici.

L'elicriso non teme la siccità e le temperature elevate, ma soffre il gelo; d'inverno va ricoverato all'interno o protetto dal freddo nelle regioni in cui le temperature sono particolarmente rigide.
 

Cenni storici

Helichrysum è una denominazione introdotta agli inizi del'700 in allusione all'aspetto raggiato dei capolini di questa pianta e al loro colore dorato. Il nome infatti deriva dal greco helios, "sole" e chrysos, "oro", e si riferisce appunto alla forma e al giallo dorato molto luminoso dei suoi fiori e al fatto che la pianta vegeta in luoghi molto assolati e caldi.

L'elicriso, la cui famiglia annovera numerose specie, è conosciuto anche col nome di "semprevivo", probabilmente perché conserva il colore dei fiori molto a lungo assieme al suo profumo, quest'ultimo molto simile alla liquirizia o al curry.

 

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