Artiglio del diavolo: effetti collaterali
Antinfiammatorio naturale, sicuro in generale ma non adatto a tutti se sono presenti patologie e se si è sottoposti a cure farmacologiche
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- Cos'è l'artiglio del diavolo
- Quando viene utilizzato
- Effetti collaterali possibili
- Interazioni e controindicazioni
- Quando evitarlo
Cos’è l’artiglio del diavolo
L'artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) è una pianta cosiddetta prostrata, appartenente alla famiglia delle Pedaliaceae, dalle foglie picciolate e lobate; i fiori grandi e solitari di color bianco, rosso e porpora, e i frutti legnosi muniti di propaggini uncinate.
La parte utilizzata è la radice secondaria tuberiforme. Le sue proprietà sono state scoperte dalle popolazioni del sud dell'Africa che utilizzavano l’artiglio del diavolo per trattare problemi digestivi. Oggi è molto diffuso per la sua azione analgesica e anti-infiammatoria, un valido rimedio contro mal di schiena e problemi articolari.
Quando viene utilizzato
Da sempre utilizzato per la cura di vari problemi del sistema osteo-articolare, l’artiglio del diavolo contiene iridoidi nella radice (arpagoside, arpagide, procumbide, procumboside). Svolge azione antireumatica, analgesica, coleretica, eupeptica.
E’ indicato in caso di reumatismi, artrite, artrosi cervicale e lombare, gonartrosi, inappetenza e dispesia.
L'artiglio del diavolo è quindi utile in caso di tendiniti, osteoatrite, artrite reumatoide, mal di schiena, mal di testa, dolori generici alla cervicale, contusioni, sciatica.
La pianta è anche ricca di principi amari utili in caso di dispepsia e inappetenza, svolge azione ipo-colesterolemizzante e ipo-uricemizzante.
La sua assunzione, in pomata o compresse, viene per esempio proposta anche contro l'aterosclerosi, la gotta, i dolori muscolari, i fastidi gastrointestinali, il reflusso gastroesofageo, la febbre e le emicranie. Inoltre è stato utilizzato in caso di difficoltà durante il parto, problemi mestruali, reazioni allergiche, perdita dell'appetito e disturbi renali o alla vescica.
Effetti collaterali possibili
L'artiglio del diavolo potrebbe ridurre la velocità di metabolizzazione di alcuni farmaci da parte del fegato
A causa della presenza di sostanze amare, l’artiglio del diavolo è sconsigliato in caso di ulcere e gastriti, in quanto potrebbe determinare il verificarsi di nausea, diarrea e dolori addominali .
La sua assunzione per via orale è considerata sicura se non si superano i dosaggi raccomandati, almeno nel caso in cui viene portata avanti per non più di un anno. La sua assunzione in soggetti sensibili può scatenare nausea, vomito, dolori addominali, mal di testa, acufeni, problemi mestruali e variazioni della pressione sanguigna.
Interazioni e controindicazioni
In linea teorica i preparati a base di artiglio del diavolo aumentano la secrezione gastrica e quindi potrebbero contrastare l’attività dei farmaci antiacidi e degli inibitori della pompa protonica, diminuendone l’efficacia.
Inoltre, l’artiglio del diavolo interagisce con farmaci anticoagulanti ed ha un effetto ipotensivo, se ne sconsiglia quindi l’uso a chi è sottoposto a questo tipo di terapia.
Potrebbe aumentare l'effetto degli antiaggreganti conì il rischio di lividi ed emorragie e quello degli antidiabetici, aumentando il rischio di ipoglicemia.
Quando evitarlo
I preparati a base di Artiglio del Diavolo sono controindicati in presenza di litiasi biliare ulcera peptica. Per principio precauzionale non è consigliato in stato di gravidanza e nel periodo di allattamento.