Iperico: proprietà, uso, controindicazioni

L'iperico è una pianta dalle note proprietà antidepressive e sedative, utilizzata anche esternamente per il trattamento di svariati disturbi della pelle.

Iperico, erba di san Giovanni

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L'iperico (Hypericum perforatum) è una pianta della famiglia delle Hypericaceae. PIanta nota anche con il nome di Erba di San Giovanni, le sue sommità fiorite sono ricche di ipericine e flavonoidi e sono utilizzate per la loro azione antidepressiva. Scopriamola meglio.

 

 

Proprietà dell'iperico

Le proprietà terapeutiche dell’iperico sono dovute al fitocomplesso presente nelle foglie e nelle sommità fiorite. La droga dell'iperico conteien infatti naftodiantroni (ipericina e pseudoipericina) e acilfloroglucinoli (iperforina e adiperforina), oltre a flavonoidi (rutina, quercetina), tannini e olio essenziale. Tali sostanze conferiscono alla pianta proprietà antidepressive, sedative e digestive e, per uso esterno, antinfiammatorie e cicatrizzanti.

 

Il fitocoplesso presente nell'erba di San Giovanni agisce prevalentemente sul sistema nervoso centrale inibendo la ricaptazione presinaptica di serotonina e altri neurotrasmettitori tra cui noradrenalina, dopamina e GABA, aumentando nel tempo i recettori per tali neurotrasmettitori. Questo si traduce in un'azione sedativa, antidepressiva e spasmolitica da parte dell'iperico, pianta sfruttata nel trattamento della depressione lieve, per alleviare gli sbalzi di umore durante la menopausa e nella sindrome premestruale, favorire il rilassamento e il sonno e migliorare la digestione. 

 

Dalla macerazione dalle sommità fiorite fresche in olio di girasole o di altro olio vegetale, si ottiene inoltre l'olio di iperico, dal tipico colore rossastro. L'oleolito di iperico ha proprietà emollienti, antinfiammatorie e antisettiche ed è utilizzato per alleviare la pelle in caso di ustioni, eritema solare, psoriasi, per velocizzare la guarigione di ferite e piaghe, rendere meno evidenti cicatrici e smagliature e per contrastare secchezza della cute del viso e del corpo, invecchiamento cutaneo.

 

Modalità d'uso

USO INTERNO: 

  • Estratto: 900 mg al giorno, suddiviso in tre somministrazioni per almeno quattro settimane.
  • Tintura madre: 30 gocce disperse in un bicchiere di acqua 1-3 volte al giorno per 2 mesi consecutivi.
  • Infuso: 2 grammi di droga in 150 millilitri di acqua bollente due volte al giorno.

 

USO ESTERNO:

  • Olio di iperico: 70 grammi di sommità fiorite fresche, 250 millilitri di olio di girasole

Sistemare i fiori in un barattolo a chiusura ermetica, coprire con l'olio e lasciar macerare per sei settimane a temperatura ambiente. Ogni giorno scuotere il barattolo una-tre volte, per favorire l'estrazione. Trascorse sei settimane esporre al sole per un giorno intero, dopodiché filtrare e conservare l'olio di iperico in bottiglie di vetro scuro, al riparo dalla luce e dal calore.

  • L'oleolito di iperico si utilizza ogni giorno massaggiandone poche gocce su viso e collo per combattere rughe e segni del tempo e sul corpo in caso di smagliature o rilassamento cutaneo oppure al bisogno in caso di  ferite, piaghe, scottature, eritemi, psoriasi e altre problematiche della pelle.
  • Infuso: 5-10 grammi di droga ogni 100 millilitri di acqua bollente, filtrato e lasciato intiepidire per l'utilizzo in caso di problemi della pelle.

 

Controindicazioni dell'iperico

Sebbene l'l'erba di San Giovanni sia considerata un rimedio sicuro e ben tollerato, il suo utilizzo presenta alcune controindicazioni. L'uso di iperico è ad esempio sconsigliato in caso di allergie verso uno o più dei suoi componenti e durante la gravidanza e l'allattamento.

Inoltre, l'ipericina provoca una reazione di fotosensibilizzazione, con comparsa di eritemi e macchie in seguito all'esposizione ai raggi UV, dunque è sconsigliato esporsi al sole durante i trattamenti con iperico.

L'assunzione di estratti di iperico può inoltre avere effetti indesiderati, molti dei quali derivano da interazioni con farmaci. L'erba di San Giovanni è infatti un induttore di varie forme del citocromo P450 (un complesso enzimatico presente a livello del fegato), tra cui i CYP3A4 e i CYP1A2. La somministrazione contemporanea di iperico e di farmaci metabolizzati da questi citocromi può diminuire la biodisponibilità e, di conseguenza, l'efficacia del farmaco. Inoltre, l'iperico può aumentare l'espressione della glicoproteina P, un trasportatore espresso principalmente a livello intestinale e renale, riducendo l'assorbimento e aumentando l'eliminazione di alcuni farmaci.

 

In particolare, l'iperico non andrebbe assunto se si seguono terapie con warfarin, ciclosporina, digossina, contraccettivi orali e molti altri. Inoltre, la somministrazione di iperico può portare a sindrome serotoninergica in associazioni a farmaci che aumentano i livelli di serotonina. Prima di decidere di iniziare un trattamento con iperico è bene consultare il medico o informare il farmacista e l'erborista riguardo alle terapie che si stanno seguendo.

 

Descrizione della pianta

L'iperico è una pianta erbacea perenne caratterizzata da un caule legnoso e ramificato che può raggiungere un metro di altezza. Le foglie sono opposte, ovali e di piccole dimensioni, picchiettate di minuscole ghiandole trasparenti che in controluce assomigliano a forellini e gli conferiscono l’appellativo “perforato”. I fiori, di colore giallo intenso, sono riuniti in una sorta di corimbo e compaiono in estate; se stropicciati colorano la pelle di rosso, per la presenza di ipericina. Il frutto dell'erba di San Giovanni è una capsula ovoidale e deiscente.

 

Proprietà e uso del rimedio omeopatico Hypericum

 

Habitat dell'iperico

Molto diffuso in Europa, America del Nord, Asia e Africa, l'iperico cresce nei terreni asciutti, lungo i margini delle strade, ai bordi di campi e nelle radure, fino a 1600 metri d'altitudine.

 

Cenni storici

Spesso la superstizione popolare si lega a piante che assumono nell’immaginario collettivo straordinari poteri curativi o magici. L’iperico è una di queste. Storicamente il suo nome deriva dal greco hyper-eikon, cioè pianta che cresce sulle vecchie statue. Per i medici greci Ippocrate e Dioscoride il suo nome significherebbe “al di sopra del mondo degli Inferi”. 

 

Più noto come erba caccia-diavoli per la presunta capacità di cacciare gli spiriti maligni e i fantasmi, è anche chiamato erba di S. Giovanni. Si racconta che alla vigilia dell’omonima festa, per proteggersi dai malefici delle streghe, fosse utile portare una piantina di iperico insieme alla ruta, l’artemisia e l’aglio. In molti paesi europei nella notte di S. Giovanni c’era l’usanza di danzare attorno al fuoco, cingendosi il capo con le sue fronde; una volta spenti i fuochi, le gettavano sui tetti delle case, per preservarle dai fulmini.

 

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Fonti:

European Medicines Agency