Astragalo, proprietà e benefici

La radice di astragalo è utilizzata nella medicina tradizionale cinese e in quella occidentale per le sue proprietà adattogene e immunostimolanti.

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L'astragalo (Astragalus membranaceus) è una pianta della famiglia delle Fabaceae. Conosciuto per le sue proprietà immunostimolanti e adattogene, è utile per sostenere le difese del corpo. Scopriamolo meglio.
 

Proprietà dell'astragalo

Modalità d'uso

Controindicazioni dell'astragalo

Descrizione della pianta

Habitat dell'astragalo

Cenni storici sull'astragalo

 

Proprietà dell'astragalo

Dell'astragalo si utilizzano le radici raccolte da piante di quattro o cinque anni che vengono poi impiegate per la preparazione di estratti dall'azione immunostimolante, tonica e adattogena.

Le proprietà della radice di astragalo sono date soprattutto dalla presenza di saponine triterpeniche, flavonoidi e polisaccaridi noti per la loro azione immunomodulante, antiossidante e antinfiammatoria.

La frazione polisaccaridica è tra le componenti maggiormente attive poiché è in grado di stimolare il sistema immunitario attivando, tra gli altri, linfociti B, macrofagi, cellule NK.

I preparati a base di astragalo sono dunque consigliati per stimolare il sistema immunitario e rafforzare i naturali meccanismi di difesa dell’organismo nei confronti dei virus che causano le più comuni malattie da raffreddamento (raffreddore, tosse, febbre), ma anche su quelli responsabili di patologie più gravi come l’influenza aviaria e l’epatite B.

La preparazione maggiormente utilizzata è la tintura madre e spesso l'astragalo viene associato ad altre droghe immunostimolati per il trattamento dell'influenza.

L'astragalo lavora bene in sinergia con schisandra, eleutorecocco e rodiola o anche con echinacea e liquirizia. Per diminuire l'affaticamento nei periodi di forte stress viene invece associato alla radice di salvia.

 

Modalità d'uso

2-4 millilitri di tintura madre di astragalo tre volte al giorno lontano dai pasti in caso di influenza, febbre, tosse o raffreddore;

fino a 2 grammi al giorno di estratto secco standardizzato in astragalosidi (saponine triterpeniche) o in polisaccaridi.

 

Controindicazioni dell'astragalo

L'astragalo è un rimedio ben tollerato, anche se in alcuni casi la sua assunzione può provocare disturbi gastrointestinali, aumento della pressione sanguigna e della glicemia.

L'uso dell'astragalo è controindicato in caso di ipersensibilità verso uno o più componenti, in gravidanza e durante l'allattamento e se si seguono terapie con farmaci immunosoppressori e chemioterapici, con i quali l'astragalo potrebbe interferire.

 

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Descrizione della pianta

Pianta erbacea perenne che può raggiungere i 40 centimetri di altezza. La radice è cilindrica, non ramificata e flessibile. L'epidermide della radice è dura e rugosa e il colore varia dal giallo grigiastro al marrone, mentre la polpa interna è legnosa e marrone giallastra.

Possiede fusti ramificati e le foglie sono imparipennate, alterne ed ellittiche. I fiori sono riuniti in infiorescenze a racemi e i frutti sono baccelli che racchiudono i semi.

 

L'habitat dell'astragalo

Originario dell'estremo oriente e della Cina in particolare è diffusa in tutte le zone temperate dell’emisfero boreale. Cresce in luoghi erbosi, boschi caducifogli da 100 a 1.400 m. di altitudine

 

Cenni storici

Le proprietà dell’astragalo sono sfruttate da tempi antichi nella Medicina Tradizionale Cinese e nel mondo occidentale come rimedio antinfiammatorio e immunostimolante nelle malattie da raffreddamento e per sostenere l'organismo nei periodi di grande stress e affaticamento.

Nella medicina popolare cinese è considerata la migliore droga adattogena del Qi, che rappresenta la forza vitale di ogni organismo. Nella farmacopea cinese l'astragalo è idicato per trattare immunodeficienza, affaticamento, disturbi gastrointestinali, inappetenza, deperimento, ulcere ed edema polmonare.

In Cina la pianta è chiamata "huangqi", mentre in Giappone è nota come "ogi" e in Korea come "hwanggi". Il nome astragalo rimanda invece a un osso del piede: l'omonimia è probabilmente dovuta alla forma dei fiori della pianta, che somigliano a calcagni.

 

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