Malva: proprietà curative, uso, controindicazioni

La malva è una pianta dalle proprietà antinfiammatorie ed emollienti, preziosa per intestino, gola e pelle. Scopri come e quando usare la malva per uso interno o esterno.

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La malva è una pianta ricca di mucillagini dalle proprietà emollienti e lenitive utili in caso di tosse e mal di gola, problemi gastrointestinali e irritazioni cutanee.

La malva (Malva sylvestris) è una pianta appartenente alla famiglia delle Malvaceae molto diffusa in tutte le regioni a clima temperato.

Grazie alle sue proprietà emollienti e antinfiammatorie, la malva è utile contro la tosse, ma anche per regolare le funzioni intestinali e per calmare le irritazioni di pelle e mucose. 
 

Proprietà della malva

Modalità d'uso

Controindicazioni

Descrizione della pianta

Habitat della malva

Cenni storici

 

Proprietà della malva

La malva è una pianta ricca di mucillagini, flavonoidi, tannini, vitamine e minerali e, per le sue proprietà, viene impiegata sia come rimedio naturale sia come alimento.

L’erboristeria utilizza i fiori e le foglie della malva per le proprietà emollienti e antinfiammatorie date dalla capacità protettiva delle mucillagini su pelle e mucose

Le foglie e i fiori raccolti in estate vengono utilizzati contro la tosse secca e per alleviare infiammazioni a carico di gola, faringe e laringe.

L’uso della malva è impiegato anche in caso di irritazioni del cavo orale (gengiviti, stomatiti, ascessi) e dell’esofago, ulcere gastriche e duodenali e per calmare le infiammazioni alla vescica e le irritazioni vaginali.

La malva è poi ampiamente impiegata anche nel trattamento di infiammazioni intestinali, coliche e stipsi lieve, grazie all’azione lenitiva e blandamente lassativa, dovuta alla capacità delle mucillagini di formare una sorta di gel, che ammorbidisce le feci e aumenta la massa fecale, favorendone l’eliminazione.

Il trattamento della stitichezza con la malva è indicato anche in gravidanza, nei bambini e negli anziani.

 

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Modalità d'uso

La malva può essere utilizzata internamente ed esternamente sotto forma di infuso da bere o da applicare localmente.

Vediamo come preparare e quando prendere la tisana di malva e come usare le foglie di malva fresche ed essiccate.
 

USO INTERNO
L’infuso si prepara sistemando una manciata di fiori e foglie freschi o essiccati in acqua fredda, lasciando poi macerate per una notte per estrarre le mucillagini presenti nelle foglie. La tisana di malva può essere consumata dopo averla filtrata ed eventualmente riscaldata brevemente. La si può bere più volte nel corso della giornata in caso di tosse, mal di gola, stipsi e irritazioni a carico dell’apparato gastrointestinale.
 

USO ESTERNO
L’infuso preparato con le foglie e i fiori di malva può essere utilizzato anche per gargarismi, risciacqui del cavo orale e lavande vaginali esterne per alleviare le irritazioni delle mucose. È anche possibile effettuare impacchi di malva utilizzando del cotone imbevuto con l’infuso da applicare localmente per qualche minuto in caso di prurito, arrossamento, irritazioni e secchezza della pelle.

 

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Controindicazioni

La malva è un rimedio sicuro che può essere utilizzato anche durante la gravidanza, l’allattamento, nei bambini e negli anziani. L’assunzione di malva è controindicata solo in caso di ipersensibilità a uno o più componenti presenti nella pianta.

Occorre tenere conto del fatto che l’uso interno di malva, se prolungato nel tempo, potrebbe interferire con l’assorbimento di farmaci a livello intestinale, diminuendone la biodisponibilità.

 

Descrizione della pianta

La malva è una pianta erbacea perenne o biennale, dotata di un robusto apparato radicale e di un fusto poco ramificato che può raggiungere altezze anche superiori al metro.

Le foglie sono palmate e di dimensioni variabili e i fiori, privi di profumo, sono costituiti da una corolla a cinque petali striati nelle tonalità del rosa, lilla e porpora. I frutti che si sviluppano dopo la fioritura sono piccoli, di colore verde che vira poi al marrone a maturazione.

Tutte le parti della pianta sono commestibili e possono essere utilizzate in cucina: le foglie si utilizzano soprattutto per addensare minestre e zuppe, il midollo dei fusti si consuma crudo o cotto come verdura, mentre i fiori e i frutti acerbi si usano a crudo per decorare insalate e altri piatti freddi. 

Esistono diversi tipi di malva oltre alla Malva sylvestris, tra cui ricordiamo:

  • la Malva neglecta;
  • la Malva nicaeensis

che si utilizzano con le stesse indicazioni. 

 

Habitat della malva

La malva è una pianta diffusa allo stato spontaneo e molto comune in tutte le regioni a clima temperato dove è possibile trovarla anche in contesti urbani ovunque ci sia un prato, giardino o anche una piccola aiuola.

 

Cenni storici

Le virtù emollienti della malva sono conosciute e apprezzate sin dai tempi antichi, infatti, il suo nome deriva dal latino "mollire" cioè “capace di ammorbidire”.

I Greci invece la chiamavano "malàchi", che rende l'idea di “qualcosa che rende morbido” (dal verbo greco "malachizomai"). 

Ippocrate la raccomandava per le sue proprietà emollienti e lassative, ma era utilizzata anche come cibo dalle persone povere. In effetti, è ottima nelle minestre o lessata e condita con olio e sale.

 

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