Rusco o pungitopo: proprietà, uso, controindicazioni

Una pianta dalle molteplici virtù, che agisce sul microcircolo venoso e favorisce la diuresi. Un aiuto per alleggerire gli arti inferiori, disinfiammare e non solo

rusco

Credit foto
©Foto di Tolga Ahmetler su Unsplash

Il Rusco (Ruscus aculeatus), o Pungitopo, è una pianta della famiglia delle Ruscaceae. Nota per le sue proprietà vasoprotettrici e antinfiammatorie, è utile per la circolazione venosa. 

Scopriamola meglio.

 

Proprietà del Rusco

Le radici di Rusco contengono saponine steroidee, oli essenziali e resine, che hanno dimostrato efficaci proprietà vasoprotettrici, e antinfiammatorie sulla circolazione venosa periferica, unitamente ad una ottima tollerabilità. La pianta è impiegata nel trattamento dei disturbi associati all'insufficienza venosa cronica quali dolori e senso di pesantezza alle gambe, edema, prurito e crampi notturni ai polpacci. È utile contro le emorroidi e nelle turbe della circolazione retinica.

Il rusco presenta infatti una spiccata attività flebotonica data dalle ruscogenine (2% min.), che aumentano il tono venoso, rendendo più elastiche le pareti dei vasi, utili in caso di fragilità capillare; e inoltre riducono l'eccessiva permeabilità dei capillari, che provoca ristagni linfatici e cellulite.
Il rusco, o pungitopo, possiede anche proprietà antiedemigene e diuretiche indicate in caso di flebiti, gonfiore agli arti, eccesso di acidi urici che causano reumatismi e gotta.

Gli estratti di rusco si utilizzano anche nei preparati cosmetici: per l’azione benefica sul microcircolo sono impiegati nel trattamento della couperose, della fragilità capillare e della cellulite; inoltre per le proprietà antinfiammatorie , gli estratti di rusco entrano nella composizionedi prodotti doposole, dopobarba e per l’igiene intima.

Riassumendo, le indicazioni più comuni:

  • Sintomatologia dell’insufficienza venosa degli alrti inferiori, gonfiore, pesantezza, dolori, prurito
  • Edemi
  • Varici, ulcere varicose,
  • Postumi di flebiti
  • Emorroidi
  • Ritenzione idrica associata ad oliguria
  • Cellulite
  • Couperose

 

Modalità d'uso

 

  • Decotto; 1 grammo in una tazza d’acqua circa 150ml da far bollire per circa 10 minuti e lasciare poi in infusione per altri 10 minuti, 2 o 3 tazze al giorno.
  • Estratto secco: titolato in ruscogenina, 500-750 mg, divisi in 2 somministrazioni al giorno, lontano dai pasti
  • Estratto idroalcolico: 90 gocce in poca acqua per 2 volte al giorno lontano dai i pasti 
     

 

Il rusco tra le erbe per la circolazione: scopri le altre

 

Controindicazioni del rusco


Non esistono controindicazioni o effetti collaterali conosciuti per il rusco, ma per la potente attività diuretica dei preparati a base di rusco, sono controindicati in caso di edemi conseguenti ad insufficienza cardiaca o renale.
I preparati di rusco per il loro contenuto in saponine, occasionalmente possono provocare nausea e disturbi gastrointestinali, pertanto sono controindicati in presenza di gastrite ed ulcera peptica
In caso di assunzione di farmaci diuretici, l’azione del rusco potrebbe sommarsi alla stessa potenziandone gli effetti.
Per ragioni preventive, se ne sconsiglia l'uso durante la gravidanza e l'allattamento.
 

Descrizione della pianta

Arbusto sempreverde alta dai 30 agli 80 cm, con rizoma robusto, spesso ramificato e provvisto, nella parte inferiore, di grosse radici. I fusti, originati all'apice del rizoma, sono alti fino a 60 cm, hanno la porzione basale lignificata e sono molto rigidi, semplici inferiormente e abbondantemente ramificati in alto.
Quelle che sembrano foglie, in effetti, sono dei rametti appiattiti detti cladodi, che hanno preso la forma e la funzione delle foglie; sono ovali e terminano all'apice in una punta rigida e pungente; le nervature sono più o meno parallele. Le vere foglie sono molto piccole e inserite al centro dei cladodi, hanno forma triangolare o lanceolata e sono lunghe solo alcuni millimetri.
I fiori, inseriti isolati o più raramente appaiati all'ascella delle vere foglie, hanno un involucro composto da 6 petali e sono tutti di colore verdastro. Il frutto è una bacca sferica di colore rosso vivo contenente 1-2 semi.

Considerata la variante selvatica dell’asparago comune, l’asparago di pungitopo viene utilizzato anch’esso in cucina: Le parti considerate sono i germogli e le radici. Quest’ultime vengono utilizzate essiccate, mentre i germogli di rusco vengono mangiati freschi, previa lessatura e possono essere aggiunti a insalate e minestre.
 

 

L'habitat del rusco

Originario dell’Europa, si trova nei boschi, prevalentemente su terreni calcarei, costituendo una delle componenti del sottobosco delle pinete e delle leccete.
 

 

Cenni storici

Gli Antichi Romani usavano il rusco come talismano perché credevano che piantandolo intorno alla casa allontanasse i malefici. Le proprietà del pungitopo erano note fin dall'antichità.

Ne parlava Plinio dicendo che il decotto di radici con il vino si impiegava per le infezioni renali.
Anche Dioscoride considerava il rusco "una pianta capace di indurre il flusso urinario e il sanguinamento mestruale" e utile nel trattamento della calcolosi biliare, dell'ittero e del mal di testa.
Nel Medioevo si preparava la "Pozione delle cinque radici", utilizzata ancora oggi con prezzemolo, al finocchio, al sedano e all'asparago come diuretica.
Il nome volgare pungitopo deriva invece dal fatto che veniva posto attorno alle scorte alimentari per difenderle dai topi.

 

Il rusco tra gli ingredienti del fango anticellulite

 

Altri articolo sul rusco:

Il rusco tra i rimedi per le vene varicose

In collaborazione con Erboristeria del Pigneto