Rosa canina: proprietà, uso, controindicazioni

La rosa canina è un'erba spontanea utilizzata soprattutto per il suo contenuto in vitamina C per prevenire e trattare tosse, raffreddore e altri sintomi influenzali.

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La rosa canina è una pianta spontanea appartenente alla famiglia delle Rosaceae. Si tratta di una specie molto utilizzata in erboristeria e fitoterapia per il contenuto di vitamina C, flavonoidi e tannini a cui si devono le sue proprietà e i suoi benefici. Scopriamola meglio.

 

 

Proprietà della rosa canina

Della rosa canina si utilizzano le gemme e i falsi frutti sotto forma di estratti liquidi, tisane e altre preparazioni erboristiche.


Il gemmoderivato ottentuto dai giovani germogli è consigliato per le sue  proprietà immunomodulante, dunque per regolare la risposta immunitaria dell’organismo in caso di infezioni virali, tosse, raffreddore, sintomi influenzali e contro le forme di allergia che colpiscono l'apparato respirarorio.


Grazie alle proprietà antinfiammatorie della pianta, il gemmoderivato di rosa canina è utilizzato nelle flogosi acute che interessano le mucose nasali, gli occhi e le vie aeree superiori.


La rosa canina sotto forma di gemmoderivato è ad esmpio consigliato per trattare congiuntivite, rinite e asma allergici e nelle infezioni ricorrenti come le tonsilliti, le rinofaringiti, le otiti, così come in caso di tosse e raffreddore di origine infettiva.


I piccoli frutti della rosa canina vengono invece imiegati per il loro elevato contenuto di Vitamina C e di altre molecole ad azione antiossiante, tra cui i flavonoidi. In genere si raccolgono all'inzio dell'inverno, dopo la prima gelata: lavati e tagliati longitudinalmente, sono privati dei semi e della peluria interna, fatti essiccare e utilizzati in infusione o per preparare estratti.


Oltre a difendere dall'azione dannosa dei radicali liberi, la vitamina C contenuta nelle bacche di rosa canina è convolta anche nella sintesi di collagene e nei meccanismi di assorbimento di calcio e del ferro.


Poiché la vitamina C, nota anche con il nome di acido ascorbico, non può essere sintetizzata direttamente dall'uomo (a differenza di quanto avviene per gli altri animali), questa deve essere introdotta attraverso gli alimenti o, se la dieta è carente, grazie alla somministrazione di integratori alimentari.


Integratori a base di rosa canina possono dunque essere utili per contrastare l'invecchiamento cutaneo e per favorire l'assorbimento di ferro presente nei vegetali (ad esempio per le persone chs seguono una dieta vegetariana o vegana), per incrementare la vitamina C nei soggetti che necessitano di fabbisogni elevati di questo micronutriente, come i fumatori.


Le bacche di rosa canina hanno inoltre azione blandamente diuretica e  astringente, quest'ultima data dalla presenza di tannini, che aiutano a contrastare diarrea e coliche intestinali.

 

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Modalità d'uso

  • Tintura madre: 45-50 gocce 3 volte al giorno lontano dai pasti in casi di raffreddore, tosse, mal di gola o influenza.
  • Infuso: una tazza di tisana da bere 3 volte al giorno, utile per le infezioni delle vie aeree. 
  • Miele rosato, prodotto dalla macerazione dei petali, da assumere a cucchiai, ottimo per la gola in caso di tosse.
  • Macerato glicerico dei germogli: 40-50 gocce in due somministrazioni giornaliere, lontano dai pasti.

Sebbene la rosa canina si trovi facilmente in natura, è bene ricorrere a prodotti erboristici di qualità titolati e standardizzati rivorgendosi all'erborista di fiducia.
 

Controindicazioni

La rosa canina non presenta particolari controindicazioni o effetti collaterali. La somministrazione di questo rimedio è però sconsigliata nei soggetti che presentano ipersensebilità o allergie verso uno o più componenti presenti nella pianta o nei suoi estratti. 

Per quanto riguarda le possibili interazioni, l'assunzione di rosa canina tende ad acidificare le urine per la presenza di acido ascorbico, dunque è sconsigliato sommistrare questo rimedio con uva ursina, poiché ne ridurrebbe l'efficacia.

 

Descrizione della pianta

La rosa canina (Rosa canina) ha portamento arbustivo, fusti legnosi ricoperti di spine e foglie imparipennate, composte da 5-7 foglioline ovali, con margini dentati.

La pianta fiorisce al termine della primavera e all'inzio dell'estate producendo fiori rosa carico debilmente profumati. Successivamente dai fiori si sviluppano cinorrodi, falsi frutti carnosi di un bel colore rosso intenso.

 

L'habitat della rosa canina

La specie è spontanea in tutta Europa e nelle regioni temperate di tutto il mondo. Cresce in pianura e collina fino ai 1500 metri e la si può trovare con facilità lungo i sentieri, ai margini dei boschi, nei terreni incolti.

Gli arbusti di rosa canina, semplici da coltivare e curare, sono utilizzati anche per creare siepi e abbellire aiuole all'interno di parchi e giardini.

 

Cenni storici

Questa pianta deve l’appellativo botanico “canina” a Plinio il vecchio, che riportava di un soldato romano, morso da un cane e guarito dalla rabbia, grazie all’assunzione di un decotto di radici.

La rosa canina era già apprezzata per la sua efficacia nel rafforzare le difese dell'organismo contro infezioni e particolarmente contro il comune raffreddore.

Nel Medioevo era comunemente usata in rimedi tradizionali per problemi alle vie respiratorie, e i frutti erano molto popolari nei dolci.

Il suo impiego ha avuto un ruolo importante nella fornitura di Vitamina C ai bambini britannici durante la seconda guerra mondiale in sostituzione della fonte normale degli agrumi.

Il procedimento usato nel XVIII secolo di ridurre i frutti in purea come forma di assunzione della pianta, ha ceduto il posto all’infuso delle sue bacche essiccate.

Una ricetta con la rosa canina

Infuso: 1 cucchiaio raso di rosa canina bacche, 1 tazza d’acqua
Sistemare le bacce nell’acqua prima che arrivi al punto di ebollizione. Spegnere il fuoco, coprire e lasciare in infusione per 10 minuti. Filtrare l’infuso e consumarlo in caso di influenza o semplicemente per il delizioso sapore agrumato.

 

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