Tarassaco: proprietà, benefici, controinidicazioni

Il tarassaco (Taraxacum officinale) è una pianta erbacea perenne appartenete alla famiglia delle Asteracee. Con le sue proprietà coleretiche, colagoghe e diuretiche, è un ottimo alleato per i problemi digestivi e per stimolare la diuresi. Scopriamolo meglio.

tarassaco

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Il tarassaco (Taraxacum officinale) è una pianta erbacea perenne appartenete alla famiglia delle Asteracee. 

Con le sue proprietà coleretiche, colagoghe e diuretiche, è un ottimo alleato per i problemi digestivi e per stimolare la diuresi. Scopriamolo meglio. 

 

 

Proprietà del tarassaco

Il tarassaco viene utilizzato per favorire la digestione, regolare il flusso biliare e per stimolare la diuresi, per le sue proprietà coleretiche e colagoghe, diuretiche e blandamente antinfiammatorie.

 

Del tarassaco si utilizza tutta la pianta -  radice e parti aeree - che contengono flavonoidi, minerali, acidi fenolici, sostanze amare e lattoni sesquiterpenici. Le radici sono inoltre ricche di inulina e fruttosio. Queste sostanze, e in particolare i principi amari, sono responsabili delle proprietà del tarassaco, un’erba capace di aumentare la produzione di bile e stimolare il flusso biliare, migliorando così l’attività del fegato e la digestione. 

 

L’assunzione di tarassaco è indicata in caso di disturbi digestivi lievi che includono la sensazione di pienezza, digestione lenta, inappetenza e flatulenza.

 

Nella tradizione contadina il tarassaco è anche conosciuto come “piscialetto” o “pisciacane”, appellativi che suggeriscono le proprietà diuretiche della droga. Di tali proprietà sono responsabili i flavonoidi e in parte i sali di potassio, che stimolano la diuresi favorendo l’eliminazione dei liquidi in eccesso. La sua assunzione è perciò indicata in caso di lievi infiammazioni del tratto urinario, come adiuvante nei disturbi urinari minori.
 

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Modalità d'uso

Il tarassaco può essere assunto sotto forma di infuso, estratto secco e tintura madre, con dosaggi diversi in base al disturbo.

 

In caso di problemi digestivi, si assume la radice essiccata nella dose di 3-4 grammi in decozione o di 4-10 grammi in infusione, fino a tre volte al giorno. In alternativa si possono assumere compresse rivestite che contengano 300 mg di estratto secco, una o due volte al giorno. Per quanto riguarda la tintura madre, se ne assumono 35 gocce dopo i pasti principali. Se i sintomi persistono oltre le due settimane, è opportuno consultare il medico.

 

Per sfruttare l’azione diuretica del tarassaco si assume invece la radice in infusione o decozione da sola o con altre erbe: il dosaggio è sempre di 3-4 grammi per il decotto e di 4-10 grammi per l’infuso.

 

Controindicazioni

Il tarassaco è considerato una droga sicura che non presenta effetti collaterali gravi. Nei soggetti predisposti, l’assunzione di tarassaco può però provocare reazioni allergiche

 

Inoltre, il tarassaco è controindicato in caso di ostruzione dei dotti biliari, calcoli biliari, malattie a carico del fegato, ulcera peptica e ipekaliemia.

 

Il tarassaco non andrebbe somministrato in concomitanza con terapie che possono determinare iperkaliemia tra cui beta-bloccanti, FANS e ACE-inibitori e nei pazienti che assumono terapie con litio.

 

L’uso del tarassaco è infine sconsigliato nei bambini con età inferiore ai 12 anni. 

 

Descrizione della pianta

Il tarassaco è una pianta erbacea perenne, di altezza compresa tra i 3–9 cm. Presenta una grossa radice a fittone dalla quale si sviluppa, a livello del suolo, una rosetta basale di foglie munite di gambi corti e sotterranei.

 

Le foglie sono semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con margine dentato prive di stipole. Il gambo, che si evolve in seguito dalle foglie, è uno scapo cavo, glabro e lattiginoso, portante all'apice un'infiorescenza giallo-dorata, detta capolino.

 

Il capolino è formato da due file di brattee membranose, piegate all'indietro e con funzione di calice, racchiudenti il ricettacolo, sul quale sono inseriti centinaia di fiorellini, detti flosculi.

 

I frutti sono acheni, provvisti del caratteristico pappo: un ciuffo di peli bianchi, originatosi dal calice modificato, che, agendo come un paracadute, agevola col vento la dispersione del seme, quando questo si stacca dal capolino.

 

L'habitat del tarassaco

Diffuso in tutta Italia, cresce dalla pianura alla zona alpina fino oltre i 2000 metri, si trova nei prati, ai margini delle strade e nei luoghi incolti.

 

Cenni storici

L'uso terapeutico di questa pianta non era conosciuto nell'antichità. Nel Medioevo, secondo la Teoria delle Segnature, avendo il fiore giallo come la bile gialla, si iniziò a usare come rimedio del fegato. E come spesso accade evidenze scientifiche hanno confermato questa teoria.

 

Nel 1546 il naturalista Bock attribuì al tarassaco un potere diuretico, mentre un farmacista tedesco del XVI secolo attribuì alla pianta virtù vulnerarie (vale a dire capaci di curare rapidamente le ferite).

 

Il tarassaco è utilizzato nella Medicina tradizionale cinese come depurativo in grado di purificare il Calore, eliminare le tossine e dissipare i noduli, con tropismo epatico (epatiti) e gastrico.

 

Un detto francese afferma che il tarassaco “purifica il filtro renale e asciuga la spugna epatica”.

 

Una ricetta con il tarassaco

Decotto di tarassaco, uso interno.

Occorrente: 1 cucchiaino raso di radici di tarassaco, 1 tazza d'acqua.

Preparazione: Versare la radice sminuzzata nell’acqua fredda, accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire qualche minuto e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo.

 

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Immagine | Wikimedia PeriodVitamin

 

In collaborazione con Erboristeria del Pigneto

Fonti: Community herbal monograph on Taraxacum officinale Weber ex Wigg., radix cum herba

 

Video by Deabyday.tv