Melissa: proprietà, uso, controindicazioni

La melissa è una pianta aromatica utile contro ansia, insonnia e problemi digestivi. Ecco come usarla.

melissa

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La melissa (Melissa officinalis) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Lamaceae. Grazie al contenuto di olio essenziale e flavonoidi, trova impiego contro ansia e insonnia e nelle problematiche intestinali.
 

 

 

Melissa, proprietà e benefici

Le foglie di melissa sono ricche di olio essenziale e flavonoidi, oltre ad acidi organici e tannini che conferiscono a questa piccola pianta aromatica proprietà sedative del sistema nervoso, spasmolitiche, digestive e carminative.

L'olio essenziale, inoltre, è responsabile dell'aroma che caratterizza tutta la pianta, e del gradevole sapore delle foglie di melissa, che ricorda quello del limone, motivo per cui la melissa è nota anche come pianta limoncina.

Grazie alle sue proprietà, la melissa è utilizzata in caso di:

 

L'uso della melissa è dunque particolarmente indicato per combattere stati di ansia accompagnati da irritabilità e irrequietezza e per alleviare altri sintomi spesso legati all'eccessiva agitazione come disturbi gastrointestinali, mal di testa, tensione muscolare, insonnia e palpitazioni.

Grazie all'azione sedativa, spasmolitica e antinfiammatoria, inoltre, si tratta di un rimedio efficace anche per alleviare i sintomi della sindrome premestruale.

L'olio essenziale di melissa possiede anche proprietà antivirali, antibatteriche, antifungine e antiossidanti. Si utilizza nel trattamento topico dell'Herpes simplex o herpes labiale e delle micosi a carico di pelle, mucose e unghie.

 

Modalità d'uso

Infuso

2-4 grammi di foglie di melissa lasciate in infusione per 5 minuti in 150 millilitri di acqua molto calda ma non bollente. Si possono consumare da una a tre tazze al giorno.

Tintura madre di melissa

40 gocce diluite in poca acqua da una a tre volte al giorno dopo i pasti per favorire la digestione o prima di andare a dormire per facilitare il sonno.

Olio essenziale di melissa

Una goccia diluita in 10 millilitri di olio di girasole o altro olio vegetale per massaggi rilassanti su tutto il corpo o localizzati al ventre per dolori mestruali e problemi intestinali.

 

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Controindicazioni della melissa

La melissa è considerata un rimedio sicuro con effetti collaterali trascurabili. Il suo uso non risulta sconsigliato in gravidanza, allattamento e nei bambini.

Dosaggi elevati e per lunghi periodi sono sempre da evitare, soprattutto nelle persone che soffrono di ipotiroidismo.

 

Descrizione della pianta

La melissa è una pianta erbacea perenne che può raggiungere gli 80 centimetri di altezza. Presenta fusti eretti e ramificati e foglie opposte, picciolate e ovali, con margine crenulato.

Le foglie, se sfregate tra le dita, emanano un gradevole e intenso profumo simile a quello del limone. I fiori di melissa compaiono in estate, raccolti in verticillastri: sono piccoli, con corolla tubulosa bianca o maculata di rosa, divisa in lobi. Il frutto è un tetrachenio.

 

Habitat della melissa

Cresce spontaneamente nell'Europa meridionale e nell'Asia occidentale. In Italia si può trovare lungo le siepi, nei giardini, nei parchi, dove cresce nelle zone semi ombreggiate e fresche.

 

Cenni storici

Il nome melissa sembra derivi dal greco la cui radice meli significa miele. Ciò probabilmente è divuto al fatto che il profumo della pianta attira le api, che ne succhiano volentieri il nettare.

Fu dapprima introdotta in medicina come rimedio moralmente esilarante e confortatore dei nervi. Galeno e Paracelso la consigliavano nella mania e nei disturbi psichici. Scriveva Serapio che allevia le inquietudini e tristezze del cervello e principalmente quelle prodotte dalla malinconia.

Gli Arabi la tenevano in grande considerazione: il medico Avicenna già nell’XI secolo attribuiva alla specie “la meravigliosa proprietà di rallegrare e confortare il cuore”. 

L'Alcolato di Melissa, o “Acqua di Melissa” inventato dai Carmelitani Scalzi francesi nel 1611, era per le sue proprietà antispasmodiche un rimedio popolare a cui facevano ricorso tutte le classi sociali nei momenti critici della loro vita (dal mal di denti, alle sincopi, alle crisi di nervi ecc.).

 

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