Biancospino: proprietà, uso, controindicazioni

Il biancospino è un rimedio naturale utile in caso di ipertensione e per disturbi cardiaci di lieve entità. Scopriamone modalità d'uso ed eventuali controindicazioni.

Biancospino proprietà

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© Christopher Smith / 123rf.com

Il biancospino (Crataegus monogyna, Crattaegus legivaga o oxyacantha) è una pianta perenne della famiglia delle Rosaceae utilizzata per la cura del sistema circolatorio grazie alla sua spiccata attività ipotensiva, cardioprotettiva e antiossidante.

 

 

Proprietà del biancospino

Il biancospino è da sempre conosciuto come la pianta del cuore, utile per sostenere le funzioni cardiovascolari. Si utilizzano le foglie e i fiori essiccati, ricchi di flavonoidi dall'azione antiossidante, ipotensiva, cardiotonica, vasodilatatrice e sedativa.

 

Il biancospino agisce dilatando i vasi sanguigni, in particolare quelli coronarici, diminuendo la resistenza dei vasi. Il risultato è una riduzione della pressione arteriosa e un miglioramento dell'insufficienza cardiaca. Il suo impiego è quindi indicato nei casi di ipertensione, lieve o moderata, specie se di origine nervosa.  

 

Questa pianta ha azione miorilassante e cardiotonica ed è in grado di rallentare le contrazioni del cuore aumentandone contemporaneamente la forza. Il biancospino aiuta dunque a ridurre aritmie e tachicardia.

 

La vitexina, principio attivo presente nel biancospino, agisce come spasmolitico, sedativo e ansiolitico naturale. Quest’azione sedativa e rilassante è utile soprattutto nelle persone che soffrono di agitazione e stati di ansia, per controllare la componente emotiva che può influenzare la pressione e per trattare l'insonnia. 

 

I benefici dati dalla somministrazione di biancospino sono apprezzabili dopo diverse settimane di utilizzo.

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Modalità d'uso del biancospino

USO INTERNO: 

Infuso: 1-1,5 g di foglie e fiori essiccati o fino a 1 g di frutti essiccati.

Versare la miscela di foglie e fiori o i frutti in una tazza di acqua bollente e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 15 minuti. Filtrare l’infuso e consumarlo. Se ne assumono tre tazze al giorno.

Tintura madre: 30 gocce in poca acqua tre volte al giorno lontano dai pasti e alla sera prima di coricarsi.

Gemmoderivato: 30-50 gocce in acqua una o due volte al giorno.

 

Controindicazioni del biancospino

Il biancospino presenta pochi effetti collaterali e controindicazioni. In alcuni casi può provocare mal di testa, vertigini, vampate di calore, disturbi gastrointestinali ed epistassi, che si risolvono interroppendo la somministrazione. Il suo impiego deve essere evitato nei soggetti allergici alle Rosaceae, è sconsigliato in caso di pressione bassa e, se si assumono farmaci per l'ipertensione, è bene consultare il proprio medico prima di ricorrere a questo rimedio.

 

Descrizione della pianta

La pianta del biancospino è un arbusto o un piccolo albero spinoso. La corteccia è grigio chiara nei giovani esemplari, bruna nelle piante adulte.   Le foglie sono verde brillante e presentano 3-5 lobi più o meno marcati. I fiori, riuniti in corimbi, compaiono in primavera e hnno cinque petali bianchi o rosati, molto profumati. I frutti sono delle piccole drupe rosse dalla polpa farinosa e insipida.

 

L'habitat del biancospino

Il biancospino è un arbusto molto comune nelle zone temperate dell'emisfero nord. Il biancospino selvatico si può facilmente incontrare nei terreni incolti al limitare dei boschi.

 

Cenni storici

Il nome oxyacantha deriva da greco oxys che significa “punta” e akantha che vuol dire “spina”. Considerato di buon auspicio dai Greci, il biancospino era utilizzato per adornare gli altari, durante le cerimonie nuziali. 

 

I Romani lo chiamavano "alba spina" (spina bianca) e lo dedicarono alla dea Flora, che regnava sul mese di maggio, mese delle purificazioni e della castità, simboleggiata appunto dal bianco dei fiori. Per questo motivo non venivano celebrate le nozze durante quel mese e se proprio era necessario farle, si accendevano cinque torce di Biancospino in onore della dea, per placare la sua ira. 

 

Anche i Celti dedicarono la pianta al periodo che andava da metà maggio a metà giugno.  Nel Medioevo sempre in quel mese, si metteva un albero di Biancospino nella piazza del paese, lo si decorava e si danzava intorno per dare prosperità al paese e per scacciare il malocchio e la sfortuna. Si diceva che i suoi fiori bianchi rappresentassero l'Immacolata Concezione; i frutti rossi, le gocce del sangue di Cristo; e i rami spinosi, la corona di spine.

 

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