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Come si coltiva la passiflora?

La passiflora è una pianta rampicante originaria delle zone tropicale che si è acclimatata anche in Europa. Possiamo ornare i nostri giardini con molte varietà di passiflore con i loro unici fiori e deliziarci con i loro frutti. Scopriamo come coltivare la passiflora in Italia ...

Come si coltiva la passiflora?

La passiflora è una pianta della famiglia delle passifloracee che comprende oltre 600 specie differenti.

Le passiflore sono originarie dei paesi subtropicali e tropicali e vengono coltivate sia a scopo ornamentale che per il consumo del frutto in molti altri paesi del mondo.

In particolare le varietà a frutto come la granadilla vengono coltivate in America, sud Africa, Brasile e Australia. In Italia molte varietà si sono acclimatate perché riescono a sopportare climi più temperati.

 

La struttura della pianta

Solitamente è una pianta rampicante con fusto legnoso e con molti viticci che aiutano la crescita verticale. Inoltre alcune varietà possiedono piccoli dischetti a forma di ventosa posizionati al termine del viticcio che servono per aggrapparsi meglio e crescere anche oltre i 7 metri di altezza.

Le foglie della passiflora sono formate da 5 o 7 lobi con stipule in fondo al picciolo che abbracciano il ramo su cui si inseriscono. Il fiore è molto particolare e unico per la sua struttura.

La colorazione è variopinta da tonalità candidamente bianche a rosso scarlatto, a toni viola e blu che passano dalle molte sfumature rosa. Il frutto nella maggior parte delle passiflore è commestibile; la sua struttura è una bacca ovoidale con una buccia coriacea spesso di colore arancione molto sgargiante. All’interno è presente una polpa gelatinosa di gusto dolce e leggermente acidolo.

I semi sono immersi nella polpa e sono abbastanza numerosi; solitamente si mangia il frutto fresco semplicemente con il cucchiaio e i semi si ingeriscono o vengono masticati senza particolari problemi.

 

Un fiore unico

Il fiore della passiflora è unico nel suo genere: i fiori sono ermafroditi e sono composti da 3 bratee esterne non molto vistose che possono comunque prendere colorazione in alcune varietà.

La dimensione del fiore è variabile da pochi millimetri a qualche centimetro a seconda delle specie di passiflora. Il fiore è composto da 4 o 5 petali colorati dai molteplici colori: bianco, rosso, blu, viola rosa e persino arancioni.

La sua particolarità è data da una corolla di filamenti al centro anch’essi vistosamente colorati. Proprio nella parte centrale è presente in posizione sopraelevata lo stilo formato da 3 stami e 3 stigmi bel visibili.

Il fiore delle passiflore è così evidente per competere e richiamare più insetti impollinatori e ottenere maggiore fruttificazione.

 

Scopri le specie di passiflora e la loro coltivazione

 

Raccolta dei frutti

La passiflora se trova il suo habitat ideale fiorisce e fruttifica quasi tutto l’anno con la sola pausa invernale e i frutti sono maturi quando la buccia sta quasi per raggrinzire leggermente.

I frutti raccolti a maturazione possono essere mangiati freschi semplicemente tagliando in due e utilizzando un cucchiaino.

In cucina i frutti della passiflora sono anche utilizzati per fare marmellate o per preparare gelati, cocktail e bevande ai gusti tropicali.

frutto passiflora

 

Scopri anche come coltivare e mangiare il frutto della passione

 

Il clima adatto per la passiflora

Le passiflore essendo originarie dei paesi tropicali necessitano di un clima caldo e soleggiato; infatti la temperatura minima è una limitazione per la coltivazione della passiflora in Italia. Alcune varietà di passiflora hanno una temperatura minima di 10 gradi e possono essere coltivate solo in vaso e in inverno messe al riparo e mantenute a temperature controllate.

Queste piante hanno bisogno di molto sole e quindi amano crescere lungo i muri e i graticci esposti a sud. Per le passiflore che si decide di coltivare in vaso viene consigliato un materiale di terracotta e non plastico perché il coccio mantiene meglio la temperatura e modula maggiormente l’escursione termica tra il giorno e la notte.

Temono il vento come molte piante rampicanti, quindi la posizione di coltivazione è migliore se riparata da correnti d’aria e solitamente negli angoli interni delle case o negli antri esposti a sud sono le posizioni migliori per le passiflore.

 

Terreno, innaffiatura e cure

Il terriccio per la passiflora deve essere abbastanza sciolto e il consiglio è di mescolare una parte di terriccio buono, una parte di torba e una parte di sabbia. I terreni argillosi sono i più ostili per le passiflore perché diventano asfittici e non permettono una buona penetrazioni delle radici.

Una buona pratica è la pacciamatura del terreno vicino al fusto di base, tecnica che consiste nel ricoprire il terreno con paglia o altri materiali come foglie secche, specie di coperta che mitiga la temperatura e mantiene caldo in inverno.

La passiflora ama essere ben umida visto la concentrazione di vapore d’acqua che è presente nelle zone di origine e quindi le innaffiature potranno essere abbastanza ricche. Bisogna comunque fare molta attenzione all’eventuale formazione di ristagni d’acqua che possono persino far morire o ammalare la passiflora.

La potatura della passiflora non sarebbe necessaria anche se molti giardinieri la effettuano in primavera per dare una forma più armoniosa al rampicante visto che nei giardini ha più uno scopo ornamentale.

Della pianta di passiflora oltre hai frutti si possono utilizzare le foglie e persino i fiori. L’uso curativo di questa pianta è conosciuto sin dai tempi antichi ed è anche nella moderna fitoterapia un ottimo rimedio naturale.

 

Passiflora, rimedio contro il nervosismo

 

Per approfondire:

> Passiflora: proprietà, uso, controindicazioni

> La tintura madre di Passiflora

 

 

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