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Come e quando assumere il cardo mariano

Il cardo mariano è una panacea per il nostro fegato: lo protegge, lo ripara, lo depura. Periodicamente, soprattutto nei cambi di stagione, è un utile rimedio per mantenere la nostra funzionalità epatica in equilibrio.

Come e quando assumere il cardo mariano

Il Sylibum Marianum è il nome botanico del cardo mariano e il suo principio attivo, di grande interesse in campo erboristico, è la silimarina.

A cosa serve il cardo mariano?

Questo rimedio è indicato per dare un aiuto al fegato e alla funzionalità epatica in generale.

> Proprio la silimarina agisce come protettore sulle cellule epatiche, inibisce i processi di ossidazione provocati dai radicali liberi, li intercetta e ne annulla l’attività.

> Il cardo mariano è in grado di stimolare la produzione di cellule epatiche nuove attraverso la sintesi proteica, con un benefico effetto rigenerante.

> Agisce anche come “antidoto” da avvelenamenti da sostanze tossiche come funghi velenosi, insetticidi, antiparassitari che sono nocivi per il fegato e la sua funzionalità.

> Viene introdotto come coadiuvante a cure farmacologiche contro forme di epatite A, B e C.

> E’ efficace anche in sinergia ai farmaci nel trattamento della cirrosi epatica e aiuta ad abbassare i valori delle transaminasi.


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Come assumere il cardo mariano

Possiamo reperire in erboristeria e in farmacia il cardo mariano per scopi fitoterapici sotto forma di estratto secco titolato in silimarina  o in estratto idroalcolico.

> L’estratto secco può essere assunto nella dose giornaliera di 200 mg, suddivisi in due dosi prima dei pasti principali.

> L’estratto idroalcolico può essere assunto 2 o 3 volte al giorno prima dei pasti, 30 gocce in poca acqua.

 

Quando è utile il cardo mariano

> Il cardo mariano è un rimedio indicato in caso di depurazione del fegato, nei cambi di stagione, soprattutto in primavera. In condizioni in cui si è sottoposti a fonti di inquinamento tossiche, il cardo mariano è un depurativo molto efficace.

> E’ utile in caso di problematiche della pelle, come impurità, pelle grassa, acne.

Funziona molto bene anche in sinergia con la bardana perché entrambi aiutano il ricambio cellulare, la purificazione dell’organismo dall’interno che si rispecchia poi sull’epidermide.

> In caso di patologie a carico del fegato come epatite, cirrosi, steatosi il cardo mariano agisce come coadiuvante alle cure farmacologiche.

 

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