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Cardo mariano: un aiuto per il fegato

Come impiegare il cardo mariano per dare sollievo al fegato e aiutare l'organismo a ripulirsi dalle tossine. Proprietà, controindicazioni e usi di questa pianta officinale molto potente

Cardo mariano: un aiuto per il fegato

Una pianta dal fiore molto riconoscibile, maturo in estate, di colore rosso-purpureo, il cardo mariano appartiene alla famiglia delle Silybum Marianum della famiglia delle Asteracee. I frutti sono degli acheni oblunghi di colore nero brillante, macchiati di giallo.

È un fiore legato alla simbologia mariana, in quanto la leggenda vuole che la Vergine Maria allattando suo figlio durante la fuga dall'Egitto avesse versato qualche goccia del latte sulla pianta, lasciando striature bianche (gli acheni della pianta sono dotati di un pappo bianco vistoso).

Altra leggenda lo vuole legato alle faccende d'amore: la tradizione vuole che se si raccoglie un cardo mariano in piena fioritura in occasione della Festa di San Giovanni, lo si brucia leggermente e lo si tiene esposto tutta la notte della vigilia di questa festività cristiana all’interno di un bicchiere di acqua si possano avere risposte "di cuore". Se il cardo riprende colore, ciò significa che vi è qualcuno che ci pensa con amore. Ovvio, si tratta di una leggenda. 

Leggendarie - ma nel senso concreto del termine - sono le proprietà di questa pianta in ambito di depurazione del fegato. Scopriamo quali.

 

Le proprietà del cardo mariano per il fegato

Il cardo mariano un potente decongestionante epatico e favorisce l'escrezione della bile (si dice infatti che è un "colagogo"), è diuretico e febbrifugo. Il suo potere di mitigare le infiammazioni è davvero notevole, in quanto agisce sul rilascio di acido arachidonico connesso ai radicali liberi, dannosi per l'organismo. Il cardo mariano contiene silimarina, sostanza epatoprotettiva straordinaria.

La pianta è anche nota con il nome di carciofo selvatico, altro aiutante diretto del fegato: di fatto in erboristeria spesso viene consigliato in forma di tisane in cui si possono trovare anche altri componenti come, oltre al carciofo, il tarassaco e il boldo, parimenti molto depurativi.

Queste caratteristiche del cardo mariano già in antichità erano note: Plinio il Vecchio le descriveva in Naturalis Historia, spiegando come il succo venisse usato per digerire meglio e favorire il flusso della bile. Questa pianta aiuta in tutti i casi in cui c'è necessità di depurare in profondità: da cirrosi o epatite, assunzione prolungata di farmaci, consumo eccessivo di alcolici, sostanze eccitanti e dipendenza da fumo.

Ha effetti positivi su tutti quei disturbi collegati a un inefficiente funzionamento del fegato, come il mal di testa e la nausea. Il fegato è collegato agli occhi e molto spesso agire sull'organo interno dà poi beneficio ai nostri preziosi organi di senso.

Infine, oltre a essere grande alleato del fegato, nostro organo depuratore principale, il cardo mariano aiuta le donne che hanno bisogno di riequilibrare il proprio sistema ormonale.

 

Proprietà, calorie e valori nutrizionali del cardo

 

Come assumere il cardo mariano   

Se assunto sotto la forma di tintura madre, il cardo mariano si assume in 20 gocce da prendere 2 volte al giorno, mezz'ora prima dei pasti. Nei disturbi cronici del fegato si sostituisce la tintura con le capsule di estratto secco.  Si può anche assumere sotto la forma di integratore disintossicante per il fegato.

In alternativa, ottima anche la forma del decotto, da prendere dopo i pasti: si mettono a bollire 10 g di cardo mariano (pianta intera) in 200 g d'acqua per 10 minuti. Si filtra e si beve subito.

Il cardo mariano non ha particolari controindicazioni se non nei casi di ipertensione cronica, a causa della tiramina in esso contenuta.

 

Scopri di più su posologia e uso nelle ricette del cardo mariano

 

Per approfondire:

>  Fegato curato con la fitoterapia

>  Quali sono gli effetti collaterali del cardo mariano

> Come e quando assumere il cardo mariano

 

 

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