Articolo

Tarassaco, come consumarlo

Il tarassaco è un'erba spontanea che troviamo praticamente ovunque in tutta Italia. Facile da riconoscere e anche da coltivare, possiamo certamente imparare a consumare soprattutto le sue foglie ricche di nutrienti.

Tarassaco, come consumarlo

Il tarassaco è un'erba che cresce spontanea in tutta Italia, il suo nome botanico è taraxacum officinale e appartiene alla famiglia delle asteraceae.

Il tarassaco viene anche conosciuto con il nome di piscialetto, dente di leone o soffione e può essere raccolto un po' dappertutto, dal mare sin su in montagna e anche a 2.00 metri di altezza.

Il tarassaco è così comune da trovare nei campi incolti e nelle radure, inoltre ed è facilmente riconoscibile grazie alla forma dentellata delle foglie e al suo tipico fiore giallo a sfera.

In tutto l’anno è possibile trovarl: si tratta infatti di una delle prime erbe che spuntano subito dopo la neve e il freddo. Il tarassaco cresce in modo simile alla cicoria e a altre erbe di campo che solitamente sono anche esse raccolte nelle tradizionali misticanze d’erbe di campo.

 

Tarassaco, quando si pianta

Il tarassaco viene anche coltivato in modo simile alla cicoria e alle altre insalate essendo una pianta utilizzata per lo più per le sue verdi foglie.

Il periodo migliore per iniziare la coltivazione del tarassaco è tra gennaio e febbraio, prima delle altre coltivazioni di ortaggi. I semi possono essere sparsi direttamente nel terreno in file o a spaglio oppure è possibile germinare prima in un semenzaio e poi trapiantare le piantine direttamente a dimora.

Una volta che la pianta sarà cresciuta potremo tagliare le foglie 2 centimetri sopra il colletto e questo permetterà anche al tarassaco di rigenerare nuove foglie per un secondo raccolto.

Se invece vogliamo i suoi fiori o la sua radice, allora dovremo attendere più tempo in modo che compia il suo ciclo naturale. Per la radice è meglio far crescere la pianta almeno 2 anni.

 

Leggi anche Tintura madre di tarassaco, gli usi >>

 

Tarassaco, quando si mangia

Il tarassaco, crescendo tutto l’anno senza problemi di basse o alte temperature, può essere considerata una pianta commestibile da raccogliere e mangiare praticamente tutto l’anno.

Le foglie iniziano a crescere già a febbraio e continuano per vari mesi sino alla prima nevicata, mentrein primavera avremo le prime aperture fiorali che continueranno comunque per tutta l’estate. La radice invece solitamente viene raccolta in autunno per poi essere trasformata per ricette culinarie o per rimedi erboristici salutari.

 

Tarassaco come pulirlo

Per le foglie e i fiori la pulizia è molto semplice: serve soltanto lavare via con acqua lo sporco di terra o altro. Possiamo anche mettere in ammollo le foglie di tarassaco per qualche minuto per poi scolarle e asciugarle bene con un panno. I fiori sono invece più delicati ed è meglio ripulirli senza metterli in acqua.

Se invece raccogliamo la radice, è bene lavarla sotto acqua corrente e utilizzare una spazzola per togliere i residui di terra. Una volta lavata la radice di tarassaco è bene asciugarla e togliere con un coltello la parte più esterna.

 

Tarassaco, come si cucina

Il tarassaco, una volta pulito, può essere cucinato allo stesso modo degli spinaci e delle altre verdure a foglia verde. Il suo sapore speziato e amarognolo lo rendono adatto sia come antipasto che verso la fine del pasto.

Viene abbinato bene con altre verdure sia crude che cotte. Le foglie possono essere stufate o saltate semplicemente con olio e aglio oppure condite con succo di limone.

Le foglie di tarassaco vengono anche aggiunte nelle zuppe, nelle torte salate di verdure, nei ripieni della pasta fresca e anche come ingrediente nelle frittate.

Con i fiori di tarassaco invece ci spostiamo più su ricette dolci come marmellate e gelatine ma anche come ingrediente di creme e torte. Possiamo utilizzare anche i boccioli ancora chiusi del fiore di tarassaco per preparare un prodotto simile ai capperi.

Infatti, basta raccogliere i boccioli e metterli in un vasetto di vetro ricoperti di sale grosso. Una volta che avranno rilasciato tutta l’acqua saranno utilizzabili allo stesso modo dei capperi ma hanno dimensioni maggiori.

Infine, anche la radice di tarassaco può essere utilizzata in cucina per preparare una bevanda simile al caffè ma senza effetti sul sistema nervoso anche benefica per la salute e soprattutto digestiva.

Questa preparazione richiede la pulizia della radice di tarassaco, la sua tostatura e poi con mix possiamo ottenere una polvere da utilizzare in modo simile al caffè.

 

Tarassaco, a cosa fa bene

Il tarassaco è ricco di vitamina C, così come di ferro e potassio. Sia nella foglia che nella radice abbiamo una buona quantità di vitamina A, B e D.

Questa ricchezza di vitamine e minerali associata ad alcuni principi attivi contribuisce a rendere il tarassaco anche un'ottima pianta per attivare il metabolismo, regolarizzare le funzioni del fegato e dei reni oltre a depurare il sangue.

Il tarassaco è utilizzato sin dall'antichità per le sue proprietà depurative e diuretiche oltre che per il suo effetto digestivo e antiinfiammatorio. Il suo nome popolare di “piscialetto” deriva proprio dalla sua azione diuretica che favorisce la minzione grazie alla presenza di sali di potassio e flavonoidi.

La presenza di ferro e vitamina C inoltre contribuisce a controllare i livelli di ferro che servono soprattutto per la formazione dei globuli rossi, ma anche per altre importanti funzioni fisiologiche del nostro corpo. Il tarassaco, quindi, diventa ottimo contro l’anemia e aiuta a rinforzare il sistema immunitario.

 

Come e quando bere la tisana al tarassaco

La tisana al tarassaco solitamente viene preparata a partire dalla radice di tarassaco che viene bollita in acqua. La ricetta è quella di un decotto quindi serve mettere un cucchiaio di radice essiccata e sminuzzata in 250 ml di acqua che poi verrà portata a ebollizione.

Una volta che la temperatura supera i 100 gradi e inizia il bollore, dovremo coprire con un coperchio e lasciare in infusione per almeno 10 minuti. Successivamente spegneremo il fuoco e lasceremo ancora altri 10 minuti a riposare.

Potremo dolcificare a piacere anche se il sapore amaro veicola meglio l’effetto benefico di questa tisana di tarassaco.

Possiamo bere questa tisana al tarassaco dopo i pasti principali, pranzo e cena. Questo aiuterà molto nel lavoro di digestione.

 

Leggi anche Tarassaco, effetti collaterali >>

 

Foto Elenathewise / 123rf.com

 

Sei mamma di un bambino dagli 0 ai 10 anni?

Con Cure-Naturali scarica le guide di esperti psicologi in formato ebook e ottieni una consulenza personalizzata offerta da Alleanza Assicurazioni.

 

Clicca qui per il tuo pacchetto omaggio