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Tosse persistente, le cause e i rimedi

La tosse persistente può nascondere cause molto serie, deve quindi essere indagata da specialisti per approntare una cura corretta ed appropriata. La fitoterapia può essere un valido supporto alla cura farmacologica per lenire la tosse, disinfiammare, disinfettare e fluidificare eventuali catarri

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© tommaso79 -123rf

 

E' possibile classificare la tosse in base alla durata:

  1. Tosse acuta, quando si manifesta per un periodo inferiore alle 3 settimane
  2. Tosse subacuta, quando la tosse è compresa tra 3 e 8 settimane
  3. Tosse persistente, quando la tosse perdura insistente oltre i due mesi.
     

Cos’è la tosse persistente

La tosse persistente non è semplicemente una tosse che dura da più giorni, bensì la cronicizzazione di una reazione del nostro sistema di difesa. Difesa contro cosa?
Il parametro temporale indicato per definire la tosse persistente è di tosse continua oltre 3 settimane; se si superano le 8 settimane si parla di tosse cronicizzata.

Tossire è una reazione spesso involontaria che s’innesca quando le prime vie aeree incontrano un agente avverso che irrita, infiamma o anche semplicemente ostacola il libero fluire del respiro e della deglutizione.

Se questa risposta è una tosse insistente che persiste per settimane e settimane e non siamo fumatori o non abbiamo in corso una normale influenza, è necessario approfondire con un medico le possibili cause.

Le indicazioni principali da tenere in considerazione sono:

  • Tipo di tosse, se tosse secca persistente o tosse grassa persistente;
  • tempi d’insorgenza, notturna o diurna o entrambe;
  • se si presentano particolarità in associazione, come bruciore al petto o all’esofago, mal di stomaco, mal di testa o altro.


Solo con un’anamnesi accurata e accompagnata da esami diagnostici si potranno dare indicazioni sulle cause non necessariamente legate all’apparato respiratorio.

 

Possibili cause della tosse persistente

La tosse persistente può essere dovuta ad infezioni del tratto respiratorio non curate in maniera corretta e trasformatesi in patologie ben più serie, come bronchiti o addirittura polmoniti. I sintomi più comuni sono febbre, dolore allo sterno, fatica a respirare a volte anche con sibilo, dolore alla schiena.

  • La tosse persistente può dipendere anche dal reflusso gastroesofageo: l’acidità gastrica può nuocere anche alle corde vocali portando ad abbassamenti di voce, tosse stizzosa, continua necessità di schiarire la gola. I sintomi più comuni sono bruciori di stomaco, bruciori all’esofago, sapore acido in gola, tosse notturna, difficoltà di deglutizione.
  • La tosse persistente può essere causata anche da deficit cardiaci, insufficienze più o meno gravi che è importante diagnosticare accuratamente e che portano con loro una sintomatologia importante come serie difficoltà respiratorie, gonfiore agli arti inferiori, giramenti di testa.
  • Esistono poi cause di natura neoplastica: non dobbiamo sottovalutare la tosse quale campanello di allarme vero e proprio che ci informa che qualcosa di più o meno grave sta danneggiando il nostro organismo.

 

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Rimedi contro la tosse persistente

Una volta stabilita la causa che determina questa reazione del nostro organismo, possiamo accompagnare la cura farmacologica con rimedi naturali per la tosse che possano lenire la sintomatologia dalle proprietà antinfiammatorie, sedative e disinfettanti.

 

Marrubio contro la tosse persistente

Il Marrubio è una pianta perenne i cui fiori sono piccoli e bianchi raggruppati. Cresce in Europa, in Asia Occidentale, in Africa Settentrionale, lungo le rive dei fossi, sui muri delle vecchie case, nelle pietraie. La parte del Marrubio utilizzata in erboristeria è quella aerea fiorita. I fiori sono ricchi di principi amari, di alcaloidi, di flavonoidi.

Il Marrubio svolge azione mucolitica, espettorante, antitussiva, coleretica, eupeptica, febbrifuga e vermifuga. Che dire….meglio di così! Oltre ad agire sul sintomo abbraccia alcune delle possibili cause della tosse persistente e può essere un valido aiuto per dare ristoro a chi ne è affetto, soprattutto anche in caso di tosse notturna persistente.

È infatti indicato in casi di bronchite, tosse, pertosse, catarro in gola, asma bronchiale, dispepsia, epatocolecistopatie.

Attenzione in questo ultimo caso, perché è controindicato in caso di calcolosi alla colecisti.

 

Modo d'uso

Si può assumere in infuso: 1.5 g per 150 ml d’acqua. Se ne possono assumere più tazze al giorno lontano dai pasti.

 

Elicriso contro la tosse persistente

L’elicriso è una pianta cespugliosa che cresce in Europa meridionale, in terreni aridi e petraie. La parte di elicriso utilizzata in erboristeria è la sommità fiorita, ricca di flavonoidi, cumarine, oli essenziali, carotenoidi.

L’Elicriso svolge un’azione antisettica bronchiale, espettorante, spasmolitica, coleretica, antiallergica, diuretica.

È indicato quindi in casi di bronchite, tosse, pertosse, asma allergica, orticaria, colecistite, insufficienza epatica, reumatismi, geloni. Lo possiamo assumere sia in infuso sia in estratto idroalcolico.

 

Modo d'uso

L'infuso ha un sapore poco gradevole e bastano 1,5 g per 150 ml d’acqua bollente in infusione per 15 minuti.

L’Estratto idroalcolico segue la posologia standard di 30 gocce 3 volte al giorno in poca acqua.

 

Carvi contro la tosse persistente

Il Carvi o Cumino dei Prati è una pianta biennale caratterizzata da fiorellini bianchi o rosa e frutti stretti e lunghi, aromatici; questi ultimi vengono utilizzati in erboristeria perché ricchi di olio essenziale, flavonoidi, oli grassi, proteine e polisaccaridi.

I frutti del carvi svolgono un’azione spasmolitica, carminativa, espettorante, colagoga. Il carvi è indicato in caso di meteorismo, spasmi gastrointestinali, gastralgia nervosa, ernia iatale, dispepsia, bronchite, bronchite cronica, tosse persistente con catarro. È quindi adatto per quelle forme di tosse persistente che originano da problematiche di natura gastrica.

 

Modo d'uso

Per l' infuso

1,5 di frutti frantumati in 150 ml d’acqua bollente da filtrare dopo 10/15 minuti. Se ne possono assumere dalle 2 alle 4 tazze al giorno.

Estratto idroalcolico

30 gocce in poca acqua 3 volte al giorno

Olio essenziale

2 gocce in un cucchiaino di miele se ne possono assumere 3 cucchiaini al giorno.

 

Tipi di tosse

Spesso diciamo “tosse” genericamente, ma esistono vari tipi di tosse, con sintomatologie e cause differenti. Il comune denominatore è che la tosse è fastidiosa, sia per chi ne è affetto e sia per chi è vicino e sente tossire in continuazione.

  • Tosse secca e stizzosa: si definisce tosse improduttiva, poiché non presenta espettorato. Spesso è dovuta a irritazioni alle vie aeree e ad infezioni virali.
  • Tosse secca con fischio: si tratta di una tosse con sibilo, generalmente di natura allergica.
  • Tosse secca abbaiante: tipica nei bambini, ma può presentarsi anche in soggetti adulti. Spesso si manifesta nelle ore notturne e si caratterizza per un particolare suono simile al verso della foca, dovuto alla chiusura intermittente della glottide, con difficoltà respiratorie. E’ ascrivibile a virus influenzali.
  • Tosse convulsa: detta anche pertosse, tipica dei bambini, può essere infettiva. Si manifesta anche negli adulti, con colpi di tosse prolungati, con catarro, malessere, a volte febbre.
  • Tosse grassa o di petto: si tratta di infiammazione delle vie aeree bronchiali o polmonari, con presenza di catarro. In questo caso la tosse svolge una funzione importante espettorante.

 

Quando preoccuparsi per la tosse?

La tosse è sempre un campanello d’allarme abbiamo detto, soprattutto se dura da mesi, e ci indica la presenza di infezione o infiammazione di un’area preposta alla respirazione, vie aeree superiori o più profonde.

La presenza di febbre, malessere, catarro molto vischioso, dal colore scuro sono sintomi che devono essere presi in considerazione e segnalati prontamente al medico, perché generalmente richiedono una cura farmacologica d’urto per sedare l’infezione, di natura batterica o virale.

Quindi a volte è necessario ricorrere ad antibiotici, a cortisonici e ad antimicotici. In ogni caso ricordiamo sempre di integrare la cura farmacologica con probiotici per rafforzare la flora batterica intestinale, la risposta immunitaria e abbreviare i tempi di remissione.

 

Quando la tosse è sintomo di Covid?

Ormai dobbiamo imparare a convivere con questo nuovo virus mutante e farci i conti ogni qualvolta avvertiamo sintomi influenzali. La tosse, spesso secca, può essere un sintomo di Covid, se accompagnata a malessere generalizzato, febbre, stanchezza.

Il condizionale è d’obbligo perché i sintomi sono gli stessi di un qualsiasi stato influenzale, con l’aggravante della presenza di coronavirus che può attaccare il nostro sistema cardiocircolatorio oltre che respiratorio.

E’ quindi buona norma abituarci al tampone, un po’ come in caso di sospetta presenza di streptococco. Saremo quindi più sereni nella ricerca della giusta diagnosi, posto che le cure devono essere ancora supportate da ricerche e protocolli.

 

 

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