Croste del cuoio capelluto, cause e rimedi naturali

Prurito, eczema, dermatiti, psoriasi, forfora, alopecia, sono possibili segnali psicosomatici: curare le croste del cuoio capelluto richiede di intervenire sulle cause oltre che sui sintomi.

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©Pongsak Tawansaeng / 123rf.com

  1. Le croste in psicosomatica
  2. Le croste del cuoio capelluto
  3. Rimedi naturali per le croste del cuoio capelluto

 

La testa è il nostro centro di controllo da cui partono e a cui arrivano segnali, dal mondo esterno, dal mondo interno, fisico, psichico, chimico-ormonale. Se consideriamo in chiave psicosomatica la testa e i suoi annessi, possiamo facilmente comprendere come questa parte del corpo possa essere soggetta a manifestazioni di varia natura quando si crea una condizione di disequilibrio. 

 

Prurito, eczema, dermatite seborroica, dermatite atopica, psoriasi, forfora, alopecia, sono possibili segnali che qualcosa non stia funzionando nel modo più corretto e dobbiamo intervenire, non solo sul sintomo, ma sulla causa.  

 

Le croste in psicosomatica

Le croste, in generale, sono formazioni a placca, che si generano come sorta di riparazione dopo una lesione. Un misto di cellule dello strato corneo e di liquido sieroso. 

 

 

Il messaggio che si evince è quello di una coltre protettiva sopra una ferita che necessita di tempo per rimarginarsi completamente ed essere integrata nella pelle.

 

La formazione di croste, di strati cheratosi, può assumere diversi significati in ambito psicosomatico. La manifestazione di un disagio molto profondo, che rende l’individuo indifeso di fronte ai suoi demoni, alle sue paure, al mondo può essere una possibile lettura: un’area della pelle particolarmente esposta che chiede di essere protetta, oppure al contrario molto nascosta che chiede di essere curata.

 

Anche il fegato e la sua reattività è un elemento che può entrare in connessione profonda con la pelle e le sue manifestazioni; emozioni come rabbia, impotenza, forti stress, affiorano a pelle.

 

Curare il sintomo è ciò che normalmente viene richiesto ed è ccomprensibile cercare di risolvere il disturbo. Ma come si può ben comprendere è necessario ricercare la causa e non fermarsi a una soluzione dermatologica.

 

Le croste del cuoio capelluto

La premessa in chiave psicosomatica era doverosa per capire meglio una visione olistica della problematica legata al cuoio capelluto in particolare.

 

 

Le croste in testa possono essere una manifestazione dovuta a disturbi localizzati, come la comune forfora. La stessa forfora però può essere causata da fattori diversi: un fungo, il Malassezia Furfur, causa dermatite seborroica e deve essere trattata in maniera specifica per debellarlo. 

 

D’altro canto la forfora compare spesso anche nei cambi di stagione, in cui il corpo subisce stress da sbalzi di temperature, modificazioni orari, sonno/veglia, surplus lavorativo. In queste circostanze la manifestazione è una reazione metabolica attribuibile al fegato, organo bersaglio in caso di iperreattività all’ambiente e alle situazioni.

 

Anche i bambini spesso riportano nei primi mesi di vita crosticine in testa, la cosiddetta crosta lattea, che può manifestarsi in fase di lattazione. 

 

Viene definita dermatite seborroica neonatale e generalmente si risolve con molta facilità grazie all’applicazione di oli vegetali.

 

Rimedi naturali per le croste del cuoio capelluto

In funzione della possibile causa scatenante la formazione di croste in testa, alcuni rimedi naturali possono venire in aiuto sia per lenire la sintomatologia sia per riequilibrare il “terreno” da cui si è scatenato il disturbo.

 

 

A livello topico vi sono alcune soluzioni che possono essere adottate:

 

> Olio di germe di grano: si tratta di un olio molto pastoso, che può essere diluito con olio di sesamo in proporzioni 3:1. L’olio di germe di grano è ricco di vitamina E, dalle proprietà emollienti, riepitelizzanti, ricostituenti lo strato lesionato. Onde evitare unzioni eccessive è consigliabile utilizzare un contagocce, per un trattamento mirato ed efficace, senza disperdere troppi quantitativi di olio sui capelli.

 

> Olio essenziale di carota: questo olio essenziale apporta tutte le sue proprietà eudermiche utili alla rigenerazione cutanea. Possiede proprietà depurative, cicatrizzanti, vermifughe, antisettiche. Può essere aggiunto allo shampoo per la detersione profonda, ad un olio vettore per un massaggio del cuoio cappelluto, oppure inserito in una miscela scrub a base di sale fino da cucina, shampoo neutro, e olio di iperico, da applicare sulla cute per una depurazione topica profonda.

> Olio essenziale di Tea Tree: in caso di dermatite seborroica da presenza fungina, il tea tree oil si comporta come un ottimo rimedio antimicotico, cicatrizzante e depurativo del cuoio capelluto. Il tea tree oil può essere utilizzato puro, direttamente sulla cute o miscelato con tutti i prodotti funzionali, come lo shampoo, il balsamo, la crema per la cute, un olio vettore. 

 

E’ necessario coadiuvare il trattamento topico con integratori che possano riequilibrare le fu nzioni epatite e di depurazione della pelle dall’interno. Le piante funzionali a questa attività sono ormai ben note:

 

> Carciofo: il carciofo possiede proprietà epatoprotettive, coleretiche, colagoghe, ipoglicemizzanti, antiuriche, diuretiche, depurative. E’ indicato in caso di insufficienza epatica, steatosi, iperlipemia (aumento dei grassi nel sangue), iperuricemia, ritenzione idrica. Agisce riequilibrando i principali organi emuntori, quali fegato, reni e pelle.

 

> Cardo Mariano: il cardo mariano possiede proprietà epatoprotettive, eupeptiche, antiossidanti, stimola la rigenerazione delle cellule del fegato. E’ indicato in caso di intossicazioni del fegato, steatosi, epatiti, cirrosi, stasi biliare. Svolge una funzione depurativa della pelle dovuta a intossicazioni alimentari, da farmaci o sostante irritanti.

 

> Bardana: la bardana possiede proprietà depurative, diuretiche-azoturiche, diaforetiche, coleretiche ed ipoglicemizzanti. E’ indicata in caso di acne, foruncolosi, dermatopatie di varia origine, eczema, seborrea, diabete nell’anziano. Svolge un’azione eudermica, attraverso una correzione dei disequilibri epatici.