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Ernia jatale e stagionalità

L'"ernia jatale" è una modificazione morfologica che può causare reflusso, acidità e, in alcuni casi, lesione alle corde vocali. Spesso con il cambio di stagione queste problematiche si acuiscono.

Ernia jatale e stagionalità

L’Ernia jatale risulta essere una modificazione morfologica che  si manifesta con una sintomatologia spesso esacerbata nei cambi di stagione.

La primavera in particolare ma anche l’autunno rappresentano dei momenti di transizione in cui l’organismo risponde con somatizzazioni chiare.

Acidità, bruciori di stomaco soprattutto sembrano acutizzarsi, spesso col freddo. Motivazioni scientifiche non ve ne sono, ma le statistiche riscontrano innalzamenti di patologie gastriche proprio nei cambi di stagione in particola modo tra gli stacchi più evidenti, dal caldo al freddo e dal freddo al caldo.

 

Le stagioni dello Stomaco

Il cambio di alimentazione spesso porta con sé problematiche legate all’apparato gastrico, cibi troppo proteici d’inverno o cibi freddi d’estate modificano la reazione digestiva. Inoltre il nostro organismo, e gli organi deputati all’elaborazione dei nutrienti in particolare, possiedono una memoria genetica, racchiusa nel nostro DNA, che fornisce input e reazioni ai cambiamenti esogeni.

La Medicina Tradizionale Cinese ci viene in aiuto per interpretare meglio il legame tra la stagionalità ai disturbi collegati all’ernia iatale.

In particolar modo Primavera e Tarda Estate/Autunno sono le stagioni che rispettivamente connotano il Movimento Legno e il Movimento Terra correlati alla funzionalità energetica del sistema Fegato/Vescicola Biliare e di quello di Stomaco/Milza, Pancreas.

Il risveglio primaverile dell’organismo a “nuova vita”, in cui tutte le energie immagazzinate durante l’inverno, con un’alimentazione più calorica, i ritmi più rallentati con il freddo, devono essere messe in campo per supportarci al fabbisogno della natura che ci chiama a rifiorire, ad aprire gli occhi sul mondo, a “graffiare” la vita, a muoverci più velocemente.

 

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Il Fegato e la Colecisti in queste funzioni devono sintetizzare, produrre, secernere, emulsionare con maggiore vigore perché tutto in noi e fuori di noi sta riprendendo i suoi ritmi.

> In Primavera chi soffre di gastrite, acidità di stomaco, ma anche di allergie patisce questo risveglio a nuova vita. Il soggetto linfatico fa fatica a “darsi una mossa”, il soggetto bilioso si irrita invece, e le due facce della stessa medaglia manifestano disagi sull’apparato epatobiliare e di conseguenza gastrico.

> In tarda estate, ai primi sentori d’autunno, il movimento terra smuove le sue energie su stomaco e milza /pancreas, la digestione per chi soffre di reflusso da ernia iatale diventa difficoltosa, spesso lunga e porta con sé stanchezza e raffreddamento.

Il soggetto risulta rallentato, costipato, come “indigesto”; anche le facoltà cognitive sembrano sonnecchiare, con pensieri ricorrenti, spesso ingarbugliati e rimuginanti, che innalzano condizioni di ansia o stress e problemi di stomaco anche di natura psicosomatica.

 

Rimedi per l’Ernia Jatale

Chi è affetto da ernia iatale è consapevole che nei cambi di stagione il suo stomaco si farà sentire maggiormente.

Possiamo prevenire i disturbi tipici di bruciori di stomaco, reflusso gastroesofageo, o rallentamento digestivo con alcuni rimedi naturali, che tengono sottocontrollo la risalita acida attraverso lo iato.

> Lentisco: altrimenti detto Mastice di Chio, è utilizzato sottoforma di resina ricavata dalla corteccia. Possiede proprietà antisettiche, e grazie alla presenza di acidi grassi essenziali agisce come antinfiammatorio, cicatrizzante, idratante e nutriente. E’ indicato in caso di dispepsia, e per molte affezioni gastrointestinali.

> Scutellaria Baicalense: la radice è la parte utilizzata in fitoterapia. Ricca di flavonoidi, la scutellaria agisce come antinfiammatorio sulla mucosa gastrica. Svolge azione antiallergica, epatoprotettiva, coleretica, diuretica, antipertensiva, e leggermente sedativa.

E’ indicata in caso di epatite cronica, infezioni del tratto intestinale, epatobiliare, ma anche della pelle, ipertensione, asma e rinite allergica, febbre da fieno.

> Emblica: i suoi frutti sono la parte utilizzata nella fitoterapia. L’Emblica contiene vitamina C, tannini, acidi fenolici, che rendono questo rimedio un tonico-adattogeno, con azione immunostimolante, antivecchiamento, epatoprotettiva.

E’ indicata in caso di stress psicofisico, astenia, perdita di energia muscolare, dispepsia, pancreatite, ulcera gastrica, epatopatie.

> Altea: si utilizzano radice e foglie per i preparati fitoterapici. L’Altea è ricca di mucillagini, amido, flavonoidi e amminoacidi. Svolge azione emolliente, antinfiammatoria. E’ indicata in caso di esofagite, gastrite, colite, faringite, tosse secca, ma anche in caso di stipsi e dermatite.

 

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Foto: nastia / 123RF Archivio Fotografico