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Ernia jatale, i rimedi più efficaci

L'ernia jatale in sé non è una patologia, ma una modificazione anatomica che può lasciare spazio ad eventuali disturbi di natura gastro-esofagea. Esistono tecniche e rimedi naturali correttivi.

Ernia jatale, i rimedi più efficaci

L’Ernia jatale è una modificazione anatomica dello stomaco, un’estroflessione sopra il diaframma attraverso lo iato.

A volte è una condizione silente, altre rappresenta un malessere legato alla funzionalità gastrica e all’ambiente acido dello stomaco.

Spesso infatti l’ernia iatale va a braccetto col reflusso gastro-esofageo, perchè rappresenta un’apertura facilitata di risalita dell’acidità di stomaco, che può portare con sé oltre a bruciori gastrici anche danni alle corde vocali con abbassamenti di voce.

Esistono rimedi efficaci che possono lavorare sia meccanicamente sull’ernia e sul reflusso sia chimicamente, vediamoli meglio nel dettaglio.

 

Fisioterapia gastrica per l'ernia jatale

Questa pratica non è molto diffusa e quindi poco nota, ma esistono centri specializzati in fisioterapia gastrica che si occupano di riabilitazione delle disfunzioni meccaniche gastroesofagee. E’ possibile ricorrere a queste tecniche dopo un’accurata anamnesi effettuata da un gastroenterologo che valuti la possibilità di intervenire con questa procedura.

Una volta arrivati al cospetto del fisioterapista specializzato questi valuterà alcuni disequilibri che possono essere alla base della causa di reflusso gastroesofageo, e non è detto che sia necessariamente per ernia iatale.

Secondo la metodica RPG Souchard in questi casi devono essere analizzate 4 funzionalità legate al muscolo del diaframma, punto nevralgico di osservazione e terapia: funzionalità respiratoria, digestiva, circolatoria (sia vascolare sia linfatica) e funzionalità meccanica della colonna vertebrale.

Se un disequilibrio sul diaframma coinvolge una o più di queste aree, il lavoro del fisioterapista è quello di riequilibrare il problema nel rispetto di queste quattro funzionalità che devono interfacciarsi in armonia. Il paziente viene sottoposto ad un esame posturale e poi alle sedute di riabilitazione del diaframma. A volte sono sufficienti pochi interventi per assistere già ad un evidente miglioramento della condizione.

 

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Emblica per l'ernia jatale

I frutti di Emblica, altrimenti detta Amla, in estratto secco sono ricchi di tannini, di vitamina C, flavonoidi e polifenoli, vitamine del gruppo B, e possiedono molteplici proprietà tra le quali quelle di contrastare l’iperacidità, la pirosi (bruciore restrosternale confondibile con la gastrite) e anche l’ulcera gastro-duodenale.

E’ particolarmente indicata in caso di ernia iatale e spesso è una componente essenziali di fitocomplessi che svolgono la funzione di controllare l'iperacidità gastrica, senza le controindicazioni degli inibitori della pompa protonica.

 

Resina di Lentisco per l'ernia jatale

La resina di lentisco altrimenti detta lacrime di Chio è un rimedio da masticare molto utile in caso di acidità di stomaco, reflusso gastroesofageo da ernia iatale.

Il Lentisco è ricco di triterpeni, antocianine, tocoferoli e svolge un’azione antibatterica e protettiva dello stomaco.

Indicato in caso di ulcera peptica, pare che la sua resina sia in grado di modificare morfologicamente il batterio  e di contrastarlo efficacemente.

Riduce l’infiammazione di tutto il tratto gastrointestinale e può rappresentare un valido supporto alla terapia farmacologica per il Morbo di Chron.

 

Alimentazione per l'ernia jatale

Chi soffre di reflusso e bruciori di stomaco per la presenza di ernia iatale deve seguire un’alimentazione che sia il più possibile priva di abbinamenti acidificanti. Attenzione quindi a non abbinare proteine e carboidrati, la digestione richiede tempi più prolungati, pomodori e formaggi possono causare bruciore digestivo.

E’ meglio consumare frutta lontano dai pasti per il suo contenuto di zuccheri. A volte anche bere molto acqua mentre si mangia può causare reflusso, soprattutto se addizionata di gas.

Il consiglio generico è quindi quello di non mischiare zuccheri a proteine, di non abusare di sostanze nervine come caffè o tè, di consumare pasti frugali, di non far uso di bevande gassate, di sostituire l’aceto di vino con aceto di mele o limone per i condimenti.

Per consigli specifici è bene consultare un professionista dell’alimentazione che saprà dare indicazioni personalizzate in base anche ad un’anamnesi del paziente.

 

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