Bicicletta: storia di un mezzo di trasporto

Dal biciclo ottocentesco ai modelli a pedalata assistita, la bicicletta ha accompagnato la storia degli ultimi due secoli. Tuttora resta uno dei modi più rapidi, sostenibili e divertenti per spostarsi in città e non solo.

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Dalla ruota alla bicicletta

Sin da quando l’abbiamo inventata (forse sarebbe meglio dire “scoperta”) nella preistoria, la ruota non ci ha mai abbandonato. Ruota è sinonimo di velocità ed è appunto lo strumento che ci permette di non solo accorciare le distanze, ma di impiegare meno tempo nel fare le cose.

 

L’essere umano è, per molte scuole filosofiche e spirituali, non solo l’apice dell’evoluzione ma addirittura l’essere in cui l’evoluzione è in fase accelerata, forse anche grazie alle rotelle dell’intelligenza che hanno trovato una loro corrispondenza nelle ruote esteriori.

 

Come ogni strumento e mezzo, le ruote possono essere utilizzate positivamente e negativamente, e possiamo dire che uno dei suoi utilizzi con meno lati negativi è senza dubbio la bicicletta. Chi è stato almeno una volta nella vita ad Amsterdam o a Copenaghen sa quanto una città possa essere bella quando il numero di biciclette supera quello delle auto.

 

I primi antenati della bicicletta

È difficile tracciare una storia precisa della bicicletta. Quello che sappiamo è che il suo antenato più prossimo è il biciclo, utilizzato per tutto l’Ottocento e famoso ai nostri occhi per quell’improbabile grande ruota anteriore seguita da un ruotino.

 

Altri velocipedi simili erano le draisine, risalenti a inizio Ottocento, anche se pare che Leonardo Da Vinci abbia disegnato qualcosa di molto simile. La draisina somiglia esteticamente a una bicicletta, con due ruote simili ed allineate, ma manca del sistema di pedali e freni: tutta la spinta è data dalle gambe della persona alla guida.

 

Appare molto probabile che le nostre biciclette moderne nascano dall’unione del design e dell’ingegneria di questi due velocipedi.

 

La bicicletta di sicurezza

Nacque quindi la cosiddetta “bicicletta di sicurezza” a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento. Perché “di sicurezza”? Semplicemente perché il fatto di avere due ruote simili, a differenza del biciclo, la rendeva molto meno prona a incidenti e quindi più sicura.

 

Il suo successo la fece evolvere ulteriormente in differenti versioni delle cosiddette city-bike: per uomo, per donna, da corsa. Questo avvenne prevalentemente in Europa e Asia, dove la bicicletta ebbe grande successo, mentre in America, per via delle grandi distanze tra centri abitati, la gente continuava a preferire mezzi a motore.

 

Sviluppi novecenteschi

In Cina la bicicletta ebbe un successo tale che lo stato ne creò una sua versione monopolizzata (chiamata “Piccione Viaggiatore”) che ne decretò un successo abnorme, mentre in Europa subì ulteriori sviluppi durante le Guerre Mondiali.

 

Con il boom economico post-bellico, la bicicletta diventò un oggetto di consumo. Alcune case di produzione ne fecero evolvere il design e studiarono nuovi materiali, specie sulla scia di successo del ciclismo sportivo che impazzava in Italia, Francia e Spagna. Furono sviluppate così tra gli anni Settanta e Ottanta le bici di alluminio e di carbonio.

 

Nacquero anche nuovi sport: non solo il ciclismo da strada ma anche quello da cross e da montagna. Fu l’epoca delle BMX e della Mountain Bike, che svilupparono ulteriormente il sistema di rapporti per le diverse velocità e le sospensioni.

 

Ultime evoluzioni

Quali sono allora gli ultimi sviluppi? Bici elettriche e a pedalata assistita sono l’avanguardia tecnologica di un mondo che guarda alla sostenibilità per agire contro il cambiamento climatico. Ne sono stati messi a punto moltissimi modelli.

 

Il mercato offre poi numerosi accessori per le bici da città, come i lunghi carrelli anteriori o posteriori per portare a spasso i figli, che sono una presenza frequente nelle strade di Amsterdam.

 

Esistono anche le bici reclinate per lunghi tragitti in solitaria, con una posizione più comoda e per certi versi più meditativa. Sempre in ottica viaggio non mancano le bici pieghevoli, adatte a essere trasportate in treno.

 

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