Pungitopo, caratteristiche e coltivazione

Il pungitopo o rusco è un arbusto spontaneo che regala un tocco di bellezza selvaggia al giardino e una nota di colore durante i mesi freddi, grazie alla produzione di bacche rosse molto decorative. Coltivare il pungitopo in giardino o in vaso è davvero molto semplice poiché questa pianta è rustica, resistente e adattabile e non richiede particolari cure.

pungitopo

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©Sara Tassan Mazzocco / 123rf.com

 

Pungitopo, caratteristiche e proprietà della pianta

Il pungitopo (Ruscus aculeatus) è una pianta perenne che appartiene alla famiglia delle Liliaceae. Noto anche come rusco o pungiratto, questo sempreverde è diffuso allo stato spontaneo nei boschi di tutta l’Europa ed è ampiamente coltivato sia per le sue proprietà medicinali sia, soprattutto, a scopo ornamentale.

 

Oltre ad adornare i giardini, infatti, la pianta è adoperata per le decorazioni durante il periodo natalizio al pari dell’agrifoglio. La radice e il rizoma sono invece impiegate in fitoterapia poiché contengono ruscogenine dall’azione venotonica, utili nel trattamento di varici ed emorroidi. Gli estratti trovano inoltre impiego nella prevenzione e nel trattamento di ritenzione idrica e cellulite

 

L'arbusto, che raggiunge i 60 centimetri di altezza, è caratterizzato da un rizoma da cui si sviluppa un ciuffo di fusti eretti e scanalati che portano numerosi cladodi, cioè rami trasformati che assumono le sembianze e le funzioni delle foglie.

 

I cladodi terminano con una spina e al centro di essi si dispongono foglie dalle dimensioni ridotte. All’ascella delle foglie si riuniscono fiori verdastri dai quali poi, nel periodo invernale e sugli esemplari femminili, si sviluppano bacche rosse e lucide, molto decorative.

 

Come coltivare il pungitopo in giardino

Grazie al suo portamento poco ordinato, il pungitopo regala un tocco di bellezza selvaggia al giardino e dà una nota di colore durante i mesi freddi quando sui suoi rami si sviluppano i frutti, bacche sferiche e lucide di un bel rosso intenso.

 

Coltivarlo non è difficile perché si tratta di un arbusto rustico e resistente, che si adatta a diverse condizioni ambientali e richiede pochissime cure.

 

La messa a dimora del pungitopo può avvenire all’inizio della primavera, ma il periodo migliore è l’autunno. L’esposizione ideale è in una zona semi ombreggiata, in un terreno umido e ben drenato.

 

Una volta messa a dimora, la pianta cresce rapidamente senza necessità di cure particolari. Sarà sufficiente irrigarla regolarmente nel periodo estivo e meno frequentemente dall’autunno alla primavera, prestando attenzione ai ristagni di acqua che possono provocare marciume dell’apparato radicale o esporre la pianta all’attacco di muffe e funghi.

 

La concimazione non è necessaria, così come la potatura, ma è possibile eliminare i rami vecchi se si vuole dare una forma più ordinata alla pianta e stimolare l’emissione di nuovi getti. Durante la potatura è consigliabile indossare guanti da giardinaggio per evitare di ferirsi. 

 

Per riprodurre il pungitopo, il modo migliore consiste nel tagliare il rizoma in più parti assicurandosi che ogni parte possieda un getto e una radice. L’operazione va effettuata all’inizio della primavera o dell’autunno, interrando poi le parti di rizoma, dai quali nasceranno nuove piante. 

 

Come coltivare il pungitopo in vaso

Il pungitopo può essere coltivato anche in vaso, purché si scelga un recipiente di grandi dimensioni e lo si collochi all’aperto, su un balcone o un terrazzo. Avendo l'accortezza di scegliere una zona ombreggiata, non è necessario ripararlo durante i mesi invernali, poiché tollera sia le temperature elevate sia quelle rigide.

 

Anche quando è coltivato in vaso il pungitopo non richiede cure eccessive. Bisogna però prestare maggiore attenzione alle irrigazioni e concimazioni, perché non può cercare da sé acqua e nutrienti. Il terriccio ideale è fresco e ricco di humus; sul fondo del vaso bisogna collocare uno strato di argilla espansa. La terra va mantenuta sempre umida con irrigazioni abbondanti e regolari soprattutto nei mesi caldi, evitando però i ristagni d'acqua nel sottovaso.

 

In primavera, per favorire la crescita, può essere utile un’unica somministrazione di concime liquido o granulare. Il rinvaso del pungitopo va effettuato in primavera, quando le dimensioni del vaso non consentono più un ulteriore sviluppo delle radici. 

 

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