Rododendro, caratteristiche e coltivazione

Al genere del rododendro appartengono centinaia di alberi e arbusti ornamentali molto apprezzati per il fogliame e per la bellezza della fioritura.
Queste splendide piante possono essere coltivate con successo in giardino, in particolare nelle regioni fresche e umide.

rododendro

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©Tom Meaker -123rf

 

Rododendro, caratteristiche della pianta

Il genere Rhododendrum  include circa cinquecento specie di alberi e arbusti appartenenti alla famiglia delle Ericaceae. 

Il rododendro, originario delle zone montane dell’Asia orientale, dell’America settentrionale e del Nord Europa, è coltivato in diverse aree del mondo a scopo ornamentale per la bellezza del fogliame e per le abbondanti e vistose fioriture.

Gli alberi e gli arbusti del genere rododendro possono raggiungere altezze diverse in base alla varietà:

  • le azalee, che appartengono allo stesso genere, non raggiungono il metro di altezza, mentre
  • il Rhododendron bullatum può raggiungere i due metri,
  • il Rhododendron augustinii e
  • il Rhododendron auriculatum possono crescere rispettivamente fino a quattro e otto metri.


Le foglie del rododendro sono generalmente persistenti e sono caratterizzate da una forma allungata e leggermente appuntita, hanno margini interi e una colorazione verde scura. 

La fioritura del rododendro avviene dalla primavera per concludersi in estate: fiori sono generalmente di grandi dimensioni, raggruppati in infiorescenze vistose, a volte profumati. 
I fiori del rododendro possono avere forme diverse in base alla varietà e possono dunque essere piatti, a imbuto, tubolari o a campanula. 

Anche il colore dei fiori differisce da specie a specie e i petali dei fiori possono assumere colorazioni dal bianco al rosso, passando per tutte le sfumature di rosa, giallo e azzurro.

La specie più conosciuta della famiglia dei Rhododendrum è probabilmente il Rhododendron ferrugineum, noto anche come rosa delle Alpi. Questo rododendro presenta fiori particolarmente grandi a campana di colore rosso.
 

Come coltivare il rododendro in giardino e in vaso

Il genere rododendro, come abbiamo visto, comprende diverse specie e ibridi con caratteristiche diverse ed esigenze culturali differenti.
Sebbene non ci sia una regola valida per tutte le specie, in linea generale il rododendro è adatto a climi miti, freschi e umidi e poche varietà riescono a sopportare estati eccessivamente calde e e temperature invernali sotto lo zero. 

Prima di acquistare un esemplare di rododendro è bene dunque chiedere consiglio al vivaista, così da scegliere una pianta adatta alla propria regione. Inoltre, se si vuole coltivare il rododendro in vaso, meglio optare per ibridi di piccole dimensioni.

In alternativa all’acquisto di una pianta già sviluppata, è possibile avviare la coltivazione del rododendro prelevando una talea durante il periodo estivo.  Dopo aver tagliato un ramo legnoso di almeno dieci centimetri, la talea va sistemata in un vaso con sabbia e perlite. Il terreno andrà mantenuto umido fino alla radicazione e, successivamente, l’esemplare potrà essere collocato in piena terra o in vaso. 

Il terreno ideale per la crescita del rododendro è acido e sciolto e, prima di mettere la pianta a dimora o sistemarla in vaso, occorre stendere uno strato di sassi e ghiaia per garantire il corretto drenaggio. La pianta andrà collocata in una posizione semi ombreggiata, evitando dunque la luce diretta del sole. 

Le annaffiature vanno effettuate in modo regolare dalla primavera e per tutta l’estate, per diventare meno frequenti da ottobre alla fine dell’inverno. Attenzione a non eccedere poiché annaffiature abbondanti fanno sì che i boccioli non si schiudano e avvizziscano prima della maturità.
 

Suggerimenti per la coltivazione del rododendro

Poiché il rododendro ama l’umidità è consigliabile nebulizzare acqua attorno alla pianta con uno spruzzino. Un ambiente poco umido provocherebbe il disseccamento precoce di fiori e foglie.

Inoltre, un clima eccessivamente secco potrebbe rendere il rododendro più vulnerabile all'attacco del ragnetto rosso, un acaro  che sviluppa fitte ragnatele attorno alle foglie, provocandone l’ingiallimento. 
Per le irrigazioni e le vaporizzazioni occorre utilizzare acqua non calcarea e devono sempre evitati i ristagni d’acqua nei sottovasi per non compromettere l’apparato radicale. 

All’inizio della primavera è inoltre opportuno concimare il rododendro con un concime a lenta cessione, soprattutto se la pianta è coltivata in vaso e non dispone dunque dei nutrienti necessari ad assicurarle una corretta crescita.

Per quanto riguarda la potatura del rododendro, questa deve essere effettuata in primavera, tagliando i rami cresciuti in modo eccessivo se si vuole contenere lo sviluppo della pianta o darle una forma regolare. Le potature devono comunque essere leggere e mai esagerate e vanno eseguite con strumenti ben affilati e sterilizzati. 

 

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