Agrifoglio, caratteristiche e coltivazione

L’agrifoglio è un piccolo arbusto rustico e resistente, molto semplice da coltivare sia in giardino sia in vaso. Simbolo del periodo natalizio, l’agrifoglio viene coltivato a scopo ornamentale per la bellezza delle sue foglie e delle bacche rosse che si sviluppano dopo la fioritura.

agrifoglio

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Agrifoglio, caratteristiche della pianta

L’agrifoglio (Ilex aquifolium L.), noto anche con il nome di pungitopo, è un piccolo albero longevo con portamento arboreo o arbustivo che appartiene alla famiglia delle Aquifolaceae.

 

Si tratta di una pianta diffusa allo stato spontaneo nella maggior parte del nostro Paese e ampiamente coltivata a scopi ornamentali, soprattutto per realizzare decorazioni nel periodo natalizio.  

 

Le foglie, lucide e di un verde intenso, sono dotate di spine lungo i margini; i fiori sono piccoli, riuniti all’ascella delle foglie e dotati di quattro petali bianchi bordati di rosa.

 

Dopo la fioritura, che avviene al termine della primavera, le piante femminili sviluppano piccoli frutti rossi caratterizzati da una superficie liscia e lucida, molto decorativi ma non edibili.

 

Tradizionalmente le foglie e la corteccia dell’agrifoglio sono impiegate per le loro proprietà espettoranti e astringenti e per abbassare la temperatura corporea negli stati febbrili. Occorre però ricordare che la pianta è tossica per la presenza di eterosidi cianogenetici.

 

Come coltivare l’agrifoglio in giardino

Coltivare l’agrifoglio in giardino, in piena terra, è abbastanza semplice poiché si tratta di una specie rustica e resistente, che non richiede cure eccessive. Questa pianta infatti si adatta bene a diversi climi, fatta eccezione soltanto per le zone in cui le temperature scendono spesso sotto lo zero.

 

Per iniziare a coltivare l’agrifoglio è preferibile acquistare una pianta già sviluppata da mettere a dimora alla fine dell’inverno, scegliendo una posizione ombreggiata, al riparo dai raggi solari diretti. Il terreno ideale è leggermente acido, ben drenato e fertile.

 

La crescita dell’agrifoglio è lenta e di solito la pianta coltivata non supera i cinque metri di altezza. Per questo motivo non è necessario potarlo, a meno che non si voglia dargli una forma precisa o direzionare il suo sviluppo; in questo caso i periodi più indicati per tagliare i rami sono l’inizio e la fine dell’estate.

 

Le irrigazioni dovranno essere scarse ma regolari per tutto l'arco dell'anno, aumentandone la frequenza durante il periodo caldo. Quando l’agrifoglio è coltivato in piena terra la concimazione non è indispensabile, ma può essere utile aggiungere del fertilizzante all’acqua di irrigazione per favorire lo sviluppo di nuove foglie durante la ripresa vegetativa.

 

Come coltivare l’agrifoglio in vaso

L’agrifoglio può essere coltivato con successo anche in vaso, con qualche accortezza in più rispetto alla coltivazione in piena terra.

 

Innanzitutto occorre scegliere un contenitore di dimensioni medio-grandi, collocando sul fondo dell’argilla espansa per consentire il drenaggio. Il terriccio dovrà essere leggermente acido e non argilloso.

 

Il vaso andrà collocato all’esterno, in una zona ombreggiata durante i mesi caldi. Il vantaggio principale della coltivazione dell’agrifoglio in vaso è dato proprio dalla possibilità di proteggerlo durante i mesi invernali, anche nelle zone in cui la temperatura scende sotto lo zero. In questi casi però è consigliabile spostare la pianta in un’area maggiormente riparata.

 

Se si sceglie di coltivare l’agrifoglio in vaso occorre prestare attenzione ai ristagni d’acqua e concimare la pianta tutto l’anno, utilizzando un fertilizzante liquido da aggiungere all’acqua di irrigazione. 

 

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