Abete rosso, caratteristiche e coltivazione

Simbolo del Natale, l’abete rosso è un grande albero longevo e molto semplice da curare: dopo le festività può essere sistemato in giardino e coltivato come pianta ornamentale.

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©Tibor Duris -123rf

Caratteristiche
Proprietà e usi
Come coltivarlo
Malattie e parassiti

 

Caratteristiche dell'abete rosso

L’abete rosso (Picea abies) e una pianta appartenente alla famiglia delle Pinaceae, molto diffuso nelle zone montane, in particolare nei boschi delle Alpi e dell’Appennino tosco-emiliano. Questi alberi apportano grandi benefici all’ambiente e vengono coltivati a scopo protettivo nelle aree boschive, per ripristinare habitat naturali in seguito a disboscamento, controllare le precipitazioni e prevenire il rischio di valanghe, oltre che per fornire prezioso ossigeno in atmosfera.

Gli alberi di abete rosso sono particolarmente longevi – possono vivere fino a circa 500 anni – e sono caratterizzati da tronchi slanciati e solidi, ricoperti da una corteccia rossiccia ricca di resina, alti 50-60 metri e con un diametro dagli ottanta centimetri a circa due metri.

I rami, che conferiscono all’abete rosso la caratteristica forma piramidale, sono ricoperti da foglie aghiformi singole, inizialmente di colore verde chiaro, più scure a maturazione.

Gli organi riproduttivi sono costituiti da sporofilli, foglie differenziate: i macrosporofilli sono gli organi femminili, mentre i microsporofilli rappresentano quelli maschili.

I macrosporofilli sono riuniti in grappoli e, dopo l’impollinazione, crescono fino a venti centimetri e prendono il nome di pigne, strutture che contengono i semi. I macrofilli sono invece conici e più piccoli rispetto agli organi femminili.

Conosciuto anche come peccio, l’abete rosso è il simbolo del Natale ma i suoi usi non si limitano alle decorazioni per le feste: il legno è impiegato in edilizia e in falegnamerie, nella produzione della carta e per estrarre tannini per l’industria delle pelli, mentre per distillazione delle foglie e della resina si ottengono l’olio essenziale utilizzato in cosmesi ed erboristeria e la trementina usata nell’industria delle vernici.

La presenza di abbondante resina sulla corteccia consente alle api di produrre propoli, una sostanza ampiamente utilizzata dall’uomo per le sue proprietà antibatteriche. L’abete di risonanza, invece, è usato per costruire viole, violini e altri strumenti musicali perché presenta dei difetti nella crescita degli anelli del tronco che gli conferiscono proprietà acustiche eccellenti.

L’abete rosso non ha particolari esigenze ed è semplice da coltivare. Per questo, se lo si acquista per realizzare l’albero di Natale, dopo le festività può essere messo a dimora e lasciato crescere in giardino.

 

Proprietà e usi

L’abete rosso vanta possiede proprietà espettoranti, balsamiche e antisettiche che possono aiutare ad alleviare i sintomi delle affezioni delle vie respiratorie. Dalla distillazione delle foglie fresche e delle gemme si ottiene l’olio essenziale di abete rosso usato per inalazioni in caso di tosse, raffreddore e altri sintomi influenzali.


Con le gemme di abete rosso raccolte in estate e lasciate macerare nello zucchero al sole, si prepara poi uno sciroppo dalle proprietà antisettiche, antinfiammatorie e mucolitiche per trattare raffreddori e infiammazioni della faringe e della laringe.  

Infine, diverse specie di Pines, incluso l’abete rosso, sono usate per ottenere l’oleoresina presente nei canali secretori. La raccolta è chiamata resinazione e si effettua rimuovendo la scorza da piccole aree del tronco sulle quali vengono poi praticate delle incisioni da cui sgorga la resina, un liquido denso e giallo, trasparente. La resina, raccolta in recipienti sistemati alla base delle incisioni, tende a separarsi in due frazioni, una inferiore resinosa e giallastra e una superiore liquida e ambrata.

Per distillazione dell’oleoresina si ottiene poi la trementina, chiamata anche pece greca o colofonia, un tempo utilizzata come espettorante e rubefacente. Oggi l’uso terapeutico della trementina è stato abbandonato e questa sostanza è impiegata quasi esclusivamente nell’industria delle vernici e in profumeria.
 

Come coltivarlo in giardino

L’abete rosso non ha particolari esigenze climatiche, tollera bene sia le temperature rigide invernali sia il caldo estivo e può vivere in terreni superficiali o profondi, asciutti o umidi e in un range di pH da 5 a 8. Questi alberi possono dunque essere coltivati con successo in giardino adattandosi a diverse condizioni ambientali.

Le piante di abete possono essere sistemate in pieno sole, meglio se in terreni freschi e in posizioni dove possano essere raggiunte dalle piogge e con una buona circolazione di aria. Le piante adulte non necessitano né di irrigazioni né di potature. L’abete si accontenta infatti dell’acqua piovana e va innaffiato solo in caso di lunghi periodi di siccità, fornendogli acqua ogni due settimane circa. Le potature sono facoltative e effettuano solo per contenerne la crescita e conferire una forma regolare e compatta alla chioma.

Gli esemplari giovani necessitano di maggiori cure: è bene fornire irrigazioni nel periodo estivo quando gli alberi sono ancora piccoli e proteggere le piante dal freddo invernale.

 

Malattie e parassiti

L’abete rosso viene raramente colpito da malattie e insetti, ma può capitare che in condizioni ambientali sfavorevoli sia vulnerabile all’attacco di parassiti tipici delle conifere.

In particolare, l’abete teme gli afidi, parassiti che provocano l’avvizzimento dei germogli impedendo la crescita della pianta.

Altri pericoli sono rappresentati dal bostrico e dalla processionaria, dai quali gli abeti si difendono grazie alla presenza di uccelli, in particolare picchi. Il bostrico è un insetto che depone uova all’interno del fusto: le larve che nascono dalla schiusa delle uova si nutrono della linfa dell’albero, distruggendo i fusti dall’interno.

La processionaria è invece un lepidottero che allo stadio di falena si nutre delle foglie della pianta, danneggiandola in modo molto serio. La processionaria inoltre, allo stadio di bruco, rappresenta un pericolo anche per bambini e animali domestici, in particolare per i cani, ed è bene dunque ispezionare periodicamente le piante per individuarne la presenza e intervenire in modo tempestivo.

 

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