Cotonastro, cura e coltivazione

Il Cotonastro (o "cotognastro", anche "cotoneaster") è un un arbusto particolarmente apprezzato per il fitto fogliame e per il valore decorativo delle bacche.
E' una pianta molto semplice da coltivare, spesso utilizzata per realizzare siepi che richiedono poca manutenzione ma con un grande impatto estetico.

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©Maksims Grigorjevs -123rf

Cotonastro, caratteristiche
Come coltivare il cotonastro
Moltiplicazione e potature
Malattie del contonastro
 

Cotonastro, caratteristiche della pianta

Il cotonastro, noto anche come cotoneaster o cotognastro, è un genere che conta circa duecento specie appartenenti alla famiglia delle Rosaceae e originari di Cina e Himalaya.

In linea generale il cotognastro produce un fogliame fitto e compatto costituito da piccole foglie verde intenso. A seconda della varietà, il portamento può essere eretto o prostrato e la pianta può conservare o perdere le foglie durante la stagione invernale. 

Nelle varietà a foglia decidua il fogliame assume tonalità scarlatte in autunno, fenomeno noto come foliage


In primavera il cotognastro produce fiori bianchi o rosati, spesso profumati, dai quali si sviluppano  bacche che ricordano piccole mele cotogne, da cui deriva il nome comune della pianta. Le bacche sono generalmente rosse, ma in alcune specie possono assumere altre tonalità tra cui l’arancione e il nero.  


Oggi numerose varietà di cotonastro sono coltivate a scopo ornamentale, in particolare le specie arbustive a portamento eretto, utilizzate per realizzare siepi caratterizzate da facilità di coltivazione e grande valore estetico.
 

Tra queste le più diffuse sono:

  • Cotoneaster lacteus;
  • Cotoneaster salicifolius;
  • Cotoneaster franchetii.
     


Il  Cotoneaster lacteus e il Cotoneaster salicifolius sono due varietà sempreverdi caratterizzate da rami arcuati che possono crescere fino a 4-5 metri. Entrambi producono fiori bianchi dai quali si sviluppano bacche rosse.


Il Cotoneaster franchetii ha invece dimensioni più contenute e generalmente non supera i tre metri di altezza. Il fogliame può essere  sempreverde o semi deciduo e, prima di cadere, le foglie appaiono rosso scarlatto. I fiori sono bianchi con sfumature rosa e i frutti assumono una colorazione rosso-arancio


Tra le varietà che crescono prostrate, adatte ad esempio a ricoprire giardini rocciosi, troviamo invece Cotoneaster adpressus e il Cotoneaster horizontalis, entrambi a foglie caduche. Il Cotoneaster horizontalis, sebbene abbia portamento prostrato, può crescere anche in verticale se ha a disposizione un sostegno. 

Il cotognastro è molto apprezzato, oltre che per la bellezza del fogliame, dei fiori e delle bacche, per la facilità di coltivazione. Si tratta infatti di una specie rustica e resistente che richiede pochissime cure.
 

Come coltivare il cotonastro

Il cotognastro è una pianta assai rustica e resistente, la cui coltivazione non presenta particolari criticità.

La maggior parte delle varietà di cotognastro tollerano temperature invernali anche di 15°C sotto lo zero e si prestano bene per realizzare siepi ornamentali che richiedono poche cure. 

Per iniziare a coltivare il cotognastro è consigliabile acquistare in vivaio delle piantine già sviluppate che andranno messe a dimora in giardino nel periodo che va da novembre a febbraio. 


Le piante di cotoneaster vanno sistemate in piena terra facendo attenzione a non danneggiare le radici e collocandole in buche profonde circa 40 centimetri.
Se si desidera mettere a dimora più piante, gli esemplari andranno distanziati tra loro di circa un metro.


La posizione ideale per far crescere il cotognastro è in pienao sole, in terreni argillosi e ben drenati, privi di ristagni idrici.

Per quanto riguarda le irrigazioni, in assenza di piogge è bene annaffiare le piante di cotognastro regolarmente durante il primo anno di crescita. Negli anni successivi, le irrigazioni saranno necessarie solo in primavera ed estate, mentre in autunno e inverno la pianta troverà autonomamente le risorse idriche nel sottosuolo.


In primavera e in estate è consigliabile fertilizzare le piante per favorire sia la crescita delle foglie sia la fioritura e la fruttificazione.
 

Moltiplicazione e potatura 

La moltiplicazione del cotognastro avviene per seme, raccogliendo i semi dalle bacche mature. I semi vanno sistemati in contenitori con terriccio e sabbia in parti uguali e mantenuti a temperatura costante fino alla germinazione, che avverrà nella primavera successiva.


In alternativa, la pianta può essere riprodotta da talee legnose recidendo un ramo di una pianta adulta nella stagione primaverile o estiva. 


La potatura va effettuata per rimuovere rami vecchi e danneggiati sia negli esemplari a portamento eretto sia in quelli prostrati. Generalmente si procede alla fine dell’inverno, prima della ripresa vegetativa della pianta.
 

Malattie del cotonastro 

Il cotognastro è poco soggetto all’aggressione da parte di parassiti e allo sviluppo di malattie e solo di rado viene attaccato da afidi e cocciniglie.

La patologia più pericolosa è rappresentata da una batteriosi nota come “colpo di fuoco batterico” che provoca il rapido deperimento di foglie e fiori. In questo caso è importante monitorare le piante e arginare eventuali focolai rimuovendo tutte le parti danneggiate dalla malattia.
 

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