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Bonsai, un’arte e una terapia

Non è cosa da tutti il far crescere una piantina bonsai: ci vuole pazienza, dedizione e tanta volontà. Ecco come questa antica arte orientale può diventare una terapia a tutti gli effetti.

Bonsai, un’arte e una terapia

Bonsai, l'albero nella coppadalla Cina al Giappone già circa 700 anni d.C., il bonsai - che letteralmente significa "albero o pianta nella coppa o nel vassoio" - arriva in occidente e si diffonde come una moda già decenni fa.

Solo recentemente però è stata riconosciuta come una vera e propria terapia.

Lo dimostra lo studio di una psicologa che l'ha sperimentato in prima persona.

Ecco come quella che è molto più che un’hobby-terapia, ovvero una terapia del benessere a tutti gli effetti, si fa conoscere e, con i suoi diversi alberelli, invita ad essere praticata.

A dimostrare la sua efficacia è uno studio specifico riportato dalla rivista Research Gate secondo il quale, l’arte del bonsai aiuterebbe a livello psicologico, a liberarsi da stati d’ansia e
a rinforzare lo spirito di volontà.

Eccone i principali motivi
 

L’arte della ricerca del benessere

L’arte, in ogni sua forma, è da sempre riconosciuta come strumento di intervento psicoterapeutico e di salute e benessere mentale: si pensi infatti a quanto, in tal senso, possa essere funzionale la pittura,
oppure l’arte poetica.

Il praticare l’attività di giardinaggio, allo stesso modo, ha da sempre dimostrato di apportare grandi benefici, sia mentali che fisici, ma non è mai stato visto proprio come uno strumento di terapia psicologica. 

Come evidenzia lo studio condotto dalla psicologa Caroll Hermann - lei stessa, affetta da artrite reumatoide, ha tratto grande beneficio dal praticare la bonsai-terapia, di cui parla nel suo blog dal titolo emblematico, Bonsaichology -, il praticare l’arte del bonsai non è mero giardinaggio, ma è da intendersi come un’arte terapia reinterpretata in vaso, arte che il praticante stesso può muovere attorno a lui.
In questo studio è stata osservata l'attività di più di 250 persone che hanno iniziato a praticare questa arte orientale. 

 

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A chi è consigliata la bonsai-terapia 

Ciò che è emerso è che fattori come l’aspetto spirituale, la pazienza e la qualità della vita, esaminati come valori-scala, sono risultati estremamente positivi.
Quasi il 95% delle persone prese in esame ha infatti delineato miglioramenti sullo stato generale della persona da quando ha iniziato a lavorare su questi piccoli alberi.

Ma quali sono, di fatto, i vantaggi della bonsai-terapia?

> Anzitutto che è più alla portata di tutti, rispetto, per esempio, alla pet-therapy.
> In secondo luogo che non servono strumenti costosi o particolari e che quindi ben si addice a soggetti in degenza in ospedali psichiatrici, persone anziane in case di cura, orfanotrofi o carceri.
> In terzo luogo si tratta di un hobby per nulla faticoso, per cui può essere praticato anche da quelle persone che fanno fatica, per varie patologie, ad eseguire altri lavori o praticare sport. 

Volete provare? Armatevi di un buon libro, qualche strumento e di…Tanta pazienza!

Sì, perché ci vogliono circa tre anni prima che il bonsai inizi a prendere forma, cosa che, lungi dall’essere elemento negativo, non fa altro che allenare la pazienza, la forza d’animo e la volontà.

 

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