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Santuari per animali, di cosa si tratta

I santuari per animali sono luoghi che servono da rifugio per animali in difficoltà. In Italia salvano principalmente animali da reddito da morte certa, dando loro una casa per vivere a contatto con la natura, liberi da obblighi verso l'uomo.

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©pasiphae-123rf

Luoghi di accoglienza, che offrono rifugio a cavalli, asini, maiali, mucche, galline, pecore e a tutte quelle specie che l'uomo ha selezionato per il proprio utilizzo e i propri scopi. I santuari per animali sono strutture dove gli animali ex-da reddito, salvati da una morte certa, trovano una casa.
 

Il perché dei santuari per animali

Durante i processi di evoluzione sociale ed economica, l’essere umano ha via via addomesticato animali liberi, modificandone i ritmi per renderli più produttivi e adattandoli il più possibile alle proprie esigenze.  

Per i cosiddetti “animali da reddito”- quelli, cioè, che vengono allevati a scopo utilitaristico- l’esistenza è segnata fin dalla nascita, e il loro destino non è dei migliori. Rinchiusi e alimentati allo scopo di ottenere carne, latte, lana o pelle, questi esemplari vengono sfruttati fino alla morte, per poi essere rimpiazzati. 

I santuari per animali si oppongono a tale situazione, salvando quanti più animali possibili da morte certa e creando un'alternativa in cui gli ospiti a quattro zampe possono vivere felicemente: a contatto con la natura, liberi da obblighi nei confronti degli umani, soddisfacendo i propri bisogni di specie.

La filosofia alla base di queste strutture postula che l'uomo non sia padrone incontrastato delle risorse del pianeta, ma parte di un ecosistema e- come tutte le altre creature- soggetto alle sue regole.

In Italia, le realtà che si propongono di accogliere animali in difficoltà sono in crescita. Alcune fra esse appartengono alla Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia, di cui abbracciano valori e obiettivi.

 

La Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia

Nata nel 2014 per unire gli sforzi e ottimizzare l'operato delle varie realtà, la Rete dei Santuari di Animali Liberi in Italia è “un’aggregazione di progetti che si riconoscono essere molto vicini nel loro percorso e che hanno come obiettivo comune quello di contribuire ad un miglioramento dell’attuale relazione tra noi animali umani e tutti gli altri”.

Grazie alla loro attività, questi progetti hanno saputo creare dei luoghi di rifugio per molti soggetti, condannati e senza una casa. Per essere considerato un santuario, una struttura deve  rispondere a determinati requisiti, ed è per questo che è stata redatta una Carta dei Valori.

Ecco i punti fondamentali, che un Santuario deve soddisfare per essere tale:

  • Deve essere gestita da un'organizzazione senza scopo di lucro, composta da persone che mettano in pratica scelte di vita non violenta e sganciata da qualsivoglia forma di sfruttamento animale.
  • Deve garantire un'alta qualità della vita agli ospiti, assicurando la soddisfazione delle loro esigenze e mantenendo al minimo i recinti.
  • Non deve acquisire nuovi soggetti tramite riscatto economico (per non finanziare in alcun modo gli abusi), ma concentrarsi piuttosto su casi di sequestro, chiusura di allevamenti, ritrovamenti.
  • Deve evitare nuove nascite, per non togliere spazio prezioso a eventuali soggetti esterni in difficoltà.
  • Non deve in alcun modo usare gli animali per i propri scopi utilitaristici.
  • Deve fare attività di divulgazione delle proprie attività per avvicinare le persone alla filosofia non violenta e, in generale, agli animali in quanto tali.
  • Evitare atteggiamenti discriminatori di qualsivoglia genere.
  • Scegliere collaboratori e fornitori etici in ogni settore (finanza, assicurazioni, gadget, lavori vari, acquisto attrezzatura, etc…), attingendo il più possibile dal circuito dell’economia solidale.
  • Adottare una comunicazione non violenta e il metodo del consenso per tutte le decisioni da prendere collettivamente.

     

I santuari per animali nel mondo

Esistono diversi tipi di santuari per animali (wildlife sanctuaries) nel mondo, a seconda dei Paesi e delle realtà in cui sono collocati.

Molti fra essi sono luoghi pensati per ospitare gli esemplari salvati dal traffico illegale, da fattorie di produzione massiva, da circhi o zoo. Nei santuari trovano habitat simili al proprio, dove vengono curati per poi -se e quando esiste la possibilità- tornare a vivere in natura. In alternativa, i santuari offrono loro rifugio fino al termine dei loro giorni. 

Quali che siano gli ospiti (capre, galline oppure koala o ippopotami), esistono regole d'oro comuni a tutti, che distinguono nettamente i santuari da altre strutture, come gli zoo.

Innanzi tutto, un santuario non alleva, non acquista, non commercia animali. Non cattura animali selvatici, ma acquisisce solo animali che non possono più sopravvivere autonomamente in natura. Non incoraggia la riproduzione, per non togliere spazio a eventuali nuovi animali in difficoltà e si impegna a garantire agli ospiti le migliori condizioni di vita possibili, senza lucrare sulle loro esistenze.