Ghiro, caratteristiche

Un falso pigro. La sua abitudine a stare rintanato di giorno e il lungo letargo che lo caratterizzano sono valse al ghiro la nomea di dormiglione. In realtà, questo animale notturno è un roditore molto attivo e scaltro, capace di grandi balzi e in possesso di ottime doti di arrampicatore.

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Ghiro, descrizione 

Il ghiro è un roditore appartenente alla famiglia Gliridae e costituisce l'unica specie del genere Glis. Animale piccolo, non supera i 30 cm di lunghezza (di cui circa 13 cm di coda) e pesa in media 100 grammi.

Il suo aspetto è molto simile a quello dello scoiattolo, dal quale si distingue - fra le altre cose - perché tiene la folta coda sempre lunga e distesa. Ha una pelliccia di colore grigio castano sul dorso, mentre il ventre è bianco.

Il muso è allungato, caratterizzato da due grandi occhi scuri e da folte e lunghe vibrisse. Le orecchie, di forma rotondeggiante, sono piuttosto piccole, mentre i denti incisivi sono talmente aguzzi da consentirgli di rosicchiare il legno. La sua aspettativa di vita media è di circa sei anni.

Esistono quasi una trentina di specie di ghiri, con differenti caratteristiche: alcune specie sono più grandi, mentre altre hanno maschere scure intorno ai loro occhi, similmente ai procioni.

Dal 2006, questo mammifero è stato riconosciuto in Italia come specie protetta, dopo secoli di caccia per via della sua carne, ritenuta tenera e prelibata.


 

Alimentazione e abitudini del ghiro

Il ghiro è un animale notturno, che esce all'aria aperta solo dopo il tramonto. Durante l'intero giorno sta nascosto in cavità di alberi, in anfratti oppure in nidi, dalla forma tondeggiante, che egli stesso costruisce con foglie e muschio. 

La sua dieta, essenzialmente a base vegetale, varia durante l'arco dell'anno ed è costituita principalmente da castagne, ghiande, nocciole, bacche, frutti di bosco, fiori e, nella giusta stagione, funghi. Una minima parte dell'alimentazione del ghiro può comprendere anche uova di altri animali, e alcuni invertebrati (insetti e molluschi). 

 

In autunno l'animale aumenta notevolmente di peso, accumulando così una notevole quantità di grasso e vari minerali che gli saranno essenziali per sopravvivere durante il lunghissimo letargo invernale, che dura circa sei mesi.

Al contrario di quanto si pensi per via delle sue abitudini diurne e-appunto-del letargo, questo mammifero è in realtà molto attivo: ottimo saltatore e agile scalatore, si dimostra dotato di una grande dinamicità. 


 

Riproduzione del ghiro

Il ghiro diventa adulto a 10 mesi. Si accoppia normalmente in primavera, al termine del letargo. Le femmine partoriscono una volta all’anno, dopo una gestazione di un mese. Le cucciolate, che comprendono da 2 a 8 esemplari, nascono nel periodo estivo.

La tana in cui la mamma accudisce i suoi figli viene costruita su un albero, così da non essere raggiunta dai predatori. Può accadere che - soprattutto a fronte di una riduzione di rifugi naturali - più femmine utilizzino contemporaneamente una cavità di un albero o lo stesso riparo per partorire e allevare la prole. In caso di pericolo o di eccessivo disturbo, la femmina abbandona la tana e trasporta i propri piccoli in altro luogo.

Appena nati, i cuccioli sono ciechi e privi di pelo. Dopo circa 3 settimane, sono svezzati e pronti per iniziare la loro vita con gli adulti.
 

 

Distribuzione e habitat del ghiro

Il ghiro ha un areale che comprende Europa e Asia. In Europa è presente dal nord della Spagna fino all'Ucraina. In Italia è molto comune, dallle Alpi (fino ai 1500 metri di quota) fino alle isole. In Sardegna, in particolare, è presente con una sottospecie locale che si credeva scomparsa. Ne è stata rilevata la presenza, inoltre, in molte isole mediterranee, tra cui l'isola d'Elba, l'isola di Salina e sull'Etna in Sicilia.

Il suo habitat naturale è costituito dalle aree boschive, dato che costruisce il suo nido nelle cavità degli alberi. Predilige quote tra i 600 e i 1500 m
Oggi è possibile scorgerlo anche nelle zone abitate, nei pressi di parchi, giardini o aree rurali, posto che non disdegna ripari provvisori come sottotetti e soffitte. Generalmente vive insieme ad altri esemplari della specie, preferendo stare in piccoli gruppi.


 

Il letargo del ghiro

Il letargo del ghiro dura circa 6-7 mesi, ma non è un sonno lungo e ininterrotto: il roditore si sveglia, infatti, periodicamente per mangiare le scorte che ha accumulato all'interno della sua tana.

Quando inizia il letargo, il ghiro dorme raggomitolato su di sé, allo scopo di mantenere la temperatura corporea costante e ridurre al minimo il metabolismo.

Il fatto che trascorra oltre la metà della sua vita in letargo gli è valso la nomea di animale “dormiglione”, tanto che - all'interno del vocabolario di diverse lingue - il termine “ghiro” è entrato nell'uso comune per indicare una persona che ama dormire profondamente e a lungo.