Nutria, caratteristiche

Le nutrie sono roditori originari del Sud America che vivono in prossimità di corsi d’acqua e paludi. Importate in Italia per il commercio di pellicce, le nutrie furono liberate in natura colonizzando presto vaste aree del nostro Paese. Sebbene siano invasive e possano danneggiare argini e coltivazioni, le nutrie non rappresentano un pericolo per l’uomo e possono essere allontanate con metodi etici e non cruenti.

Nutria

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Caratteristiche della nutria

La nutria (Myocastor coypus) è un mammifero della famiglia dei roditori, originario del Sud America. Simile al castoro, la nutria ha un corpo tozzo lungo circa 60 centimetri e alto tra i 30 e i 40 centimetri, per un peso che può arrivare fino ai dieci chili. 

 

Le femmine della nutria hanno dimensioni leggermente inferiori rispetto agli esemplari maschi. Tutto il corpo della nutria è ricoperto da una folta pelliccia composta da un soffice sottopelo e da peli più lunghi e ispidi. 

 

Il manto della nutria è marrone su quasi tutto il corpo, a eccezione della
zona del ventre e del muso, dove assume sfumature più chiare. La coda della nutria è lunga all’incirca quanto tutto il suo corpo ed è robusta e tondeggiante.

 

La nutria presenta inoltre cinque dita sugli arti inferiori e cinque su quelli posteriori, di cui quattro palmate, occhi e orecchie di piccole dimensioni e incisivi particolarmente sviluppati e sporgenti.

 

Abitudini della nutria

La nutria è un animale acquatico, pertanto vive in prossimità di fiumi, laghi, corsi d’acqua e zone paludose dove trova nutrimento e aree idonee a costruirsi una tana. Questi roditori infatti trascorrono la maggior parte del tempo in acqua, cibandosi prevalentemente di piante acquatiche e alghe e scavando gallerie e stanze a ridosso dell’acqua per ricavare rifugi
adeguati.

 

La pelliccia folta e il grasso sottocutaneo consentono alla nutria di rimanere in acqua anche durante la stagione fredda, mantenendo costante la temperatura corporea.

 

Le nutrie non vivono sole ma in gruppi di una decina di esemplari, che trascorrono la giornata all’interno delle tane, per uscire al crepuscolo.
Grazie alle zampe palmate, le nutrie sono abili e veloci nuotatrici: in genere nuotano mantenendo occhi e muso fuori dall’acqua ma all’occorrenza possono immergersi e rimanere in apnea per svariati minuti per scavare le proprie tane o cercare risorse alimentari.

 

Se le risorse alimentari in acqua sono scarse, le nutrie possono spingersi anche sulla terraferma e cibarsi di qualsiasi vegetale, inclusi quelli coltivati.

 

La maturità sessuale della nutria avviene generalmente intorno al sesto mese d’età e la riproduzione può avvenire per tutto l’anno, anche se durante i mesi più freddi rallenta sensibilmente.

 

Normalmente la nutria partorisce due o tre volte nell’arco di dodici mesi, dopo una gestazione di poco più di quattro mesi. I piccoli vengono allattati per circa due mesi ma sono in grado di seguire la madre in acqua già dopo poche ore dal parto e di alimentarsi autonomamente dopo quattro settimane.

 

Curiosità sulla nutria

Le nutrie non rappresentano una specie autocnona nel nostro Paese: questi roditori sono arrivati in Italia a causa del commercio di animali da pelliccia.

 

Il commercio di pellicce di nutria non ebbe però successo e molti animali furono dunque liberati in natura dove, a causa della mancanza di predatori, si sono velocemente riprodotte.

 

Oggi le nutrie sono diffuse lungo i corsi d’acqua della Pianura Padana, in diverse regioni del Sud tra cui la Campania e sulle Isole e gli esemplari discendono dagli animali precedentemente detenuti dagli allevamenti.

 

Le nutrie non sono in nessun modo pericolose per uomini e animali ma spesso questi animali danneggiano gli argini dei fiumi, i sistemi di irrigazione e le coltivazioni. Per questo le nutrie sono oggetto di programmi di contenimento e controllo della popolazione che includono la cattura e l’uccisione degli esemplari.

 

Per allontanare le nutrie esistono però in commercio repellenti atossici, innocui sia per le nutrie sia per altri animali e per l’ambiente. Altri metodi meno cruenti e più etici per tenere lontane le nutrie prevedono di collocare apposite reti nei pressi dei corsi d’acqua, mentre per limitare la proliferazione della popolazione delle nutrie si può procedere alla sterilizzazione degli esemplari.

Fonti di riferimento:
Enpa
Aspes