Barbagianni, caratteristiche

Uccello rapace notturno, il barbagianni è una delle specie più diffuse in tutto il mondo. Esperto predatore di topi e talpe, è apprezzato dagli agricoltori perché aiuta a tenere a bada il numero di roditori nocivi per i raccolti.

barbagianni

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Barbagianni, descrizione 

Il Barbagianni comune (nome scientifico Tyto alba), è un uccello rapace che vive di notte e appartiene alla famiglia dei Titonidi.  

Le sue dimensioni sono contenute, con un'altezza che varia tra i 33 e i 39 cm e un’apertura alare di 80-95 cm. A livello di peso, le sottospecie più piccole pesano 200 grammi, quelli più grandi del Nord Europa arrivano a 500 grammi, mentre i barbagianni europei si stabilizzano intorno ai 300-400 grammi. Le femmine si distinguono perché raggiungono dimensioni solitamente maggiori.

Le piume e le penne di questo uccello sono bianche o molto chiare. La parte superiore della livrea, grigio e ocra, è comune a tutti gli esemplari, mentre il sottopancia varia a seconda della sottospecie, con le femmine generalmente di tonalità leggermente più scura rispetto ai maschi. 

Come altri rapaci notturni, ad esempio il gufo o la civetta cui somiglia molto, possiede un peculiare disco facciale a forma di cuore su un grande capo arrotondato.

Altro elemento caratteristico è la sua voce, modulata in versi acuti e prolungati che ricordano sibili, soffi e suoni riconducibili a risate stridule e metalliche.


 

Alimentazione e abitudini

Il Barbagianni è un predatore notturno e carnivoro che si nutre di insetti, rane, topi, arvicole, ratti e talpe. Riesce a individuare facilmente le prede grazie alla sua efficace vista crepuscolare. Possiede, inoltre, un eccellente udito che gli permette di individuare la presenza di piccoli mammiferi anche sotto strati di foglie o sotto una coltre di neve. Uccello dal volo oscillante, è quindi un cacciatore abilissimo, capace di planare silenziosamente sulla preda.

Vive da solo o in coppia e tende a essere stanziale, rimanendo a vivere sempre nella stessa zona. 

Si tratta di un animale particolarmente gradito agli agricoltori in quanto contribuisce a tenere sotto controllo la proliferazione di topi e talpe, dannosi per le coltivazioni. 

 

Riproduzione del barbagianni

Il Barbagianni è un uccello estremamente fedele e abitudinario, che sceglie il proprio partner per la vita. 

Durante il periodo dell'accoppiamento, possibile in ogni momento dell'anno, il maschio offre alla femmina una preda nella speranza di ottenere la sua disponibilità e si esibisce, inoltre, in curiosi voli per attirare la sua attenzione. 

A fronte di un'aspettativa di vita media di circa due anni, la maggior parte degli individui inizia a riprodursi intorno all'anno di età. Il barbagianni nidifica all’interno di antri, caverne o nelle cavità rocciose, ma non disdegna di creare il proprio riparo in anfratti di vecchie case e cascinali. 

Il nido viene rivestito dalla femmine di materiale morbido dove deporre le uova (in media 4-7). L'incubazione dura circa un mese, durante il quale è il maschio ad occuparsi di nutrire la femmina. I pulcini appena nati vengono covati e nutriti per i 25 giorni che seguono la schiusa. A 50-70 giorni i piccoli sono pronti per il primo volo, ma torneranno a posarsi nel nido dove sono nati per altre 7-8 settimane. Solo allora, i pulcini saranno totalmente indipendenti dai genitori.


 

Distribuzione e habitat

Il barbagianni è una delle specie più diffuse in tutto il mondo, tanto che la sua presenza di riscontra in tutti i continenti, a eccezione delle zone antartiche. 

Si tratta di un uccello comune anche sul territorio italiano, dove può essere avvistato tanto negli ambienti rurali che in quelli urbani. Fatta salva la sua grande adattabilità, predilige luoghi aperti a basse altitudini. Solitamente viene avvistato facilmente in aperta campagna, anche se ama cacciare ai margini dei boschi.


 

Il barbagianni nell'immaginario

Da antiche superstizioni e leggende il Barbagianni ha ereditato una cattiva fama, dalla quale fatica a liberarsi. Nell’immaginario popolare è compagno inseparabile di maghi e streghe, additato - insieme a gufi e civette - come uccello del malaugurio. In quanto rapace notturno, ancora oggi tende a suscitare un po’ di timore e diffidenza per via del suo aspetto misterioso - bianco e luminoso nella notte scura - alle sue abitudini predatorie, ai versi acuti e prolungati che è in grado di emettere.

Questa nomea negativa si riflette anche nell’uso che si fa del suo nome. Nel linguaggio comune, infatti, il termine “barbagianni” tende indicare un uomo sciocco o un balordo. Si utilizza anche per suggerire l’idea di una persona indolente, noiosa e poco amante della compagnia.