Pappataci, caratteristiche

Piccoli insetti fastidiosi i pappataci ("sand flies" in inglese) sono soliti venire allo scoperto con il buio per pungere indistintamente uomini e animali.

pappataci

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©zoomteam -123rf

I pappataci sono insetti molto simili alle zanzare, anche se di dimensioni ben più piccole.

Pur essendo dotati di quattro ali ne usano solo due e l’esemplare femmina è quello che si nutre di sangue (ematofaghe), mentre i maschi di sostanze zuccherine (glicifagi).

A differenza delle zanzare i pappataci sono silenziosi, il nome infatti si deve a questa caratteristica: "pappa e tace".

Morfologia dei pappataci

I pappataci sono insetti minuscoli, possono raggiungere i 4 mm. Il corpo è rivestito di peluria, si presentano di colore giallo, oppure giallo ruggine o grigio.

La particolarità è che la parte superiore del corpo, che potremmo definire torace si incunea nell’addome quasi a formare un angolo di 90 gradi. La testa ha una forma allungata caratterizzata dagli occhi tondi e molto grandi posti ai lati, e antenne molto lunghe in cima al capo.

La bocca è a forma di proboscide, rivolta verso il basso che svolge la funzione sia di pungere sia di succhiare. I Pappataci sono dotati di quattro ali, ma sono ditteri, ne utilizzano solo due. Non spiccano grandi voli, referiscono saltellare come pulci


Ambiente dei pappataci

I pappataci, definiti tecnicamente flebotomi sono tipici dei paesi tropicali e della macchia mediterranea, ambienti caratterizzati da un clima caldo-umido.

Durante il giorno solitamente preferiscono albergare in rifugi freschi e ombreggiati, come grotte, cantine, fessure, sono infatti molto sensibili alla luce, addirittura alcuni esemplari possono morire se sottoposti per lungo tempo ai raggi solari.

Col buio fanno la loro comparsa e infastidiscono umani e animali con punture che possono portare conseguenze antipatiche per l’uomo e nefaste per gli animali, come la Leishmaniosi


Punture dei pappataci

Le femmine dei pappataci pungono per necessità, per integrare alcune proteine contenute nel sangue e durante tale suzione emettono una sostanza salivare anticoagulante che risveglia la risposta istaminica nell’organismo umano.

La reazione conseguente è rossore, gonfiore e prurito.  Possono però manifestarsi complicanze come l’insorgere della febbre, con brividi, mal di testa. Nel caso in cui l’insetto sia a sua volta contaminato da leishmaniosi può trasmettere l’infezione attraverso la saliva anche all’uomo.

Sono state individuate due forme di Leishmaniosi: cutanea, con lesioni ulcerose sulla pelle e viscerale, che colpisce alcuni organi interni come milza, fegato. Per i nostri cani la puntura di pappataci può essere letale, per questo di consiglia un’accurata profilassi vaccinale.

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