Pettirosso, caratteristiche

Nell’immaginario collettivo il Pettirosso è un piccolo uccello passeriforme con una chiazza rossa sul petto, della cui origine si narra in alcune leggende, anche a sfondo religioso. Lo vediamo spesso in inverno nei nostri giardini o sui davanzali delle finestre, che canta festoso e con aria spavalda per nulla intimorito dalla presenza umana.

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©Rudmer Zwerver -123rf

Pettirosso, morfologia e comportamento
Alimentazione
Habitat
Migrazione del pettirosso
Pettirosso, simbologia e leggende

 

Pettirosso, caratteristiche morfologiche e comportamentali

La denominazione ornitologica è Erithacus Rubecula, si tratta di un piccolo uccello che può arrivare a pesare 20 grammi, molto comune in Italia e comunque in Europa. Si presenta con un piumaggio color marrone sfumato sul dorso, mentre il ventre è bianco con una pezzatura arancione che si ripropone sulla fronte.

Il pettirosso non è un uccello che socializza con in suoi simili: è molto territoriale e può manifestare aggressività nei confronti degli altri esemplari volatili nelle vicinanze.

Malgrado questo “caratteraccio”, il pettirosso è un soggetto canterino, allieta la stagione invernale con i suoi gorgheggi, spesso anche quando scende il buio. Il richiamo appartiene sia all’esemplare maschio sia al pettirosso femmina: il verso del pettirosso è molto simile a quello di un usignolo, sottile, ripetitivo, melodioso.


Alimentazione del pettirosso

Si nutre essenzialmente di vermi, in ogni caso è insettivoro ed è talmente abituato a girovagare per giardini e boschi che non teme la presenza dell’uomo ma anzi manifesta perspicacemente l’opportunità di avvicinarsi quando capisce che si stanno effettuando lavori di dissodamento della terra, dove potrebbe trovare cibo. La sua alimentazione è a base di insetti, larve, ragni, gasteropodi (molluschi, chiocciole, lumache), ma anche di bacche e frutti di stagione.


Habitat dei pettirossi

L’habitat naturale del pettirosso sono i boschi di conifere, ma è possibile favorire il suo insediamento in giardino creando rifugi naturali con siepi, arbusti, edera, casette in legno.

Nidificano con facilità se si sentono protetti e al riparo da intemperie e predatori. Generalmente i pettirossi si accoppiano a partire da dicembre e dopo circa 15 giorni dalla schiusa delle uova i nuovi arrivati iniziano a volare.
 

Migrazioni del pettirosso

Assistiamo comunemente alla loro comparsa proprio nella stagione più rigida, perché verso ottobre il pettirosso migra dai territori montani e collinari verso le campagne più basse e le città, alla ricerca di climi più temperati, ecco perché i pettirossi sembrano vedersi solo d’inverno.

Alcuni esemplari dei paesi nordici devono affrontare un lungo viaggio per giungere fino a noi, al bacino mediterraneo dove potersi insediare per affrontare l’inverno. Anche i pettirossi italiani migrano, si spostano verso le coste del Nord Africa, in particolare verso l’Algeria e il Marocco e viaggiano di notte, come molte specie passeriformi.

 

Pettirosso: simbologie e leggende

Si narra che al pettirosso sia valso questo nome dopo aver cercato di rimuovere invano la corona di spine dal capo di Gesù con il becco e di essersi punto e così insanguinato.

Un’altra leggenda associa la pezzatura rossa al Natale: il pettirosso accortosi che la fiamma del fuoco che riscaldava la capanna santa a Betlemme si stava spegnendo avrebbe iniziato a sbattere forte le ali per ravvivarlo. Allora, in dono, come ringraziamento, ha ricevuto questo segno rosso distintivo per sé e per le generazioni a venire.

Il pettirosso simboleggia l’arrivo della stagione fredda, ma anche il passaggio dall’inverno alla nuova stagione in cui la natura riprende vita, lui piccolo volatile resiste al freddo, si adatta, osserva la natura e l’uomo e con spirito di resilienza si adatta alle circostanze.