Coniglio, caratteristiche

Il coniglio è un mammifero di piccola taglia, che sempre più persone o famiglie scelgono come animale domestico. Docile e tranquillo, risponde bene alle coccole e alle carezze umane. In quanto animale sociale abituato a vivere in gruppo, tende a soffrire la solitudine: è, dunque, consigliato procurargli almeno un compagno, oltre a prevedere di dedicargli ogni giorno la giusta quantità di tempo e cure.

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Classificazione e morfologia del coniglio

Il coniglio è un animale appartenente al gruppo dei Leporidi e all’ordine dei Lagomorfi. Originario dell’Europa meridionale e dell’Africa settentrionale, è un mammifero vertebrato di piccola taglia, caratterizzato da lunghe orecchie e coda corta a batuffolo.

La sua struttura ossea è minuta e leggera per consentirli di correre velocemente e muoversi con agilità. La sua pelliccia ricopre tutto il corpo, a eccezione della parte interna delle orecchie e i genitali maschili. È folta, molto morbida, suddivisa in pelo principale, più lungo e consistente, e sottopelo, corto e fine.

La pelle è sottile e delicata, le orecchie sono molto sensibili, per udire anche i più flebili rumori: espletano inoltre una preziosa funzione termoregolatrice, che compensano la mancanza di ghiandole sudoripare e disperdono il calore in eccesso.

Gli occhi sono acuti, tondi e scuri, oppure tendenti al rosso. Il suo muso è dotato di lunghi baffi molto sensibili e di un naso in continuo movimento. I denti sono soggetti a continua crescita, per questo il coniglio ha bisogno di masticare alimenti che gli permettano di consumarli. 


 

Coniglio vs lepre, differenze

Pur appartenendo alla stessa famiglia, lepre e coniglio sono due animali diversi

Innanzi tutto, le lepri sono più grandi, hanno orecchie più lunghe e - a differenza dei più socievoli conigli - sono solitarie. Più veloci, sono capaci di improvvisi spostamenti e cambiamenti di marcia.

Trovano ristoro e rifugio in piccole depressioni del terreno, mentre i conigli selvatici scavano tane e cunicoli sotto terra.

La differente tipologia di tana è interdipendente con la morfologia e la gestione dei piccoli: i leprotti nascono dopo un movimentato accoppiamento e 43 giorni di gestazione, con occhi aperti, pelliccia già formata e pienamente sviluppati, così da potersi mettere in salvo in caso di pericolo.

Al termine di una gestazione di 30 giorni, i  coniglietti appena nati hanno invece gli occhi chiusi, non hanno pelo e - al sicuro nel sottosuolo - necessitano del calore materno per regolare la temperatura corporea. 
 


 

Le diverse razze di coniglio 

Esistono numerose razze di coniglio, che ben si prestano a diventare affettuosi animali da compagnia:

  • Coniglio d’angora: la loro principale peculiarità è il pelo molto lungo e soffice.
  • Coniglio ariete: esemplare estremamente docile, è particolarmente adatto all’interazione con i bambini. Possiede orecchie cadenti e occhi sporgenti.
  • Ermellino: razza nana depositaria di una pelliccia color bianco candido e occhi solitamente blu.
  • Coniglio gigante: le sue dimensioni sono decisamente superiori a quelle delle altre razze e può raggiungere gli 8 kg.
  • Coniglio “testa di leone”: creato dall’incrocio tra un esemplare nano e un coniglio d’angora, deve il suo nome al folto pelo che incornicia la testa, ricordando una criniera leonina.
  • Coniglio nano: il più diffuso come animale da compagnia, si avvicina a stento a 1 kg di peso.



 

Carattere e comportamento del coniglio

Sempre più diffuso nelle case come animale da compagnia, il coniglio ha un'indole estremamente tranquilla e pacifica. Noto per essere timoroso, non manifesta spontaneamente slanci di affetto o comportamenti di ricerca di contatto. Tuttavia, tende a rispondere positivamente quando si cerca di accarezzarlo e coccolarlo

Molto silenzioso, normalmente utilizza il linguaggio del corpo per comunicare: movimenti marcati, soffi o ripetuti battiti di tenti possono rivelare molto delle contingenti necessità dell'animale.



 

Come prendersi cura di un coniglio 

Conoscere la fisiologia e l'anatomia del coniglio è fondamentale per poterlo allevare senza commettere errori. Il suo scheletro, ad esempio, è molto leggero: una caratteristica che gli consente di essere veloce, ma che allo stesso tempo lo rende fragile, al punto da rischiare di subire facilmente fratture se viene afferrato con impeto eccessivo. 

Ecco alcune informazioni utili a prendersi adeguatamente cura di un coniglio domestico:

  • Alimentazione: l’alimentazione del coniglio è essenzialmente erbivora. La dieta deve essere soprattutto a base di fieno e completata con verdura fresca, come sedano e carote. E' bene sapere che alcuni alimenti, seppure a base vegetale, sono velenosi per i conigli: è il caso, ad esempio, di patate, cipolle, cioccolato, aglio e avocado. Sono fortemente sconsigliati anche i semi (frutta secca compresa) e la lattuga.
  • Igiene della gabbia: il coniglio ha molta cura della propria igiene e tende, dunque, a essere piuttosto pulito. Per questo motivo, è particolarmente importante assicurare una quotidiana pulizia della sua gabbia o dell'area in cui normalmente si trova a vivere.
  • Compagnia: il coniglio è propenso a soffrire di solitudine, ragion per cui è consigliabile, quando possibile, procurargli almeno un compagno. Indipendentemente da ciò, è fondamentale dedicargli tempo per stare insieme, coccolarlo e giocare, magari all'aperto in uno spazio sicuro e controllato.


 

Salute e aspettativa di vita del coniglio 

Un coniglio selvatico vive, in media, circa tre o quattro anni. Al contrario, un coniglio domestico ha un’aspettativa di vita molto più alta che - in base a fattori quali salute, alimentazione, vita all’aria aperta, clima, educazione, ambiente - può variare tra i sei e gli otto anni in media. Alcuni esemplari possono raggiungere anche i dieci anni di età, e oltre. 


Come qualunque altro animale, può essere incline a sviluppare malattie, fra cui:

  • raffreddore, include una serie di sintomi quali il naso umido, gli occhi gocciolanti, lo starnutire, l’ansimare del coniglio.
  • Miasi, si sviluppa dalle uova delle mosche, attratte da una scarsa pulizia. Si tratta di una malattia potenzialmente letale, che richiede l'intervento urgente del veterinario.
  • Mixomatosi, è un virus trasmesso dagli insetti o per contatto con un altro portatore, può quindi viaggiare su lunghe distanze. Si stima che quattro conigli selvatici su cinque contraggano la mixomatosi e che i conigli domestici rischino di prenderla. Per scongiurare il pericolo, esiste un vaccino.
  • MEV: malattia emorragica virale, è una malattia introdotta dall’uomo per tenere il numero dei conigli selvatici sotto controllo. Esiste una vaccinazione annuale che previene la contrazione della malattia, dal decorso troppo rapido del consentire al veterinario di intervenire una volta che si è manifestata.