Calabrone, un insetto da conoscere

Fisicamente il calabrone si presenta come grosso vespide dal colore marrone scuro e il dorso variegato di giallo. Attacca l'uomo solo quando si sente minacciato, ma in tal caso inocula piccole dosi di veleno che richiedono un intervento immediato.

calabrone

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Il calabrone è un insetto che fa parte dell’ordine degli Imenotteri, appartiene al genere Vespa e alla specie è Crabro. Viene definito non solo Vespa Crabro ma anche Cravunaro Rosso e Calabrone Europeo

Fisicamente si presenta come un grosso vespide dal colore marrone scuro e il dorso variegato di giallo. La femmina è dotata di pungiglione, il maschio ne è privo. 

 

 

Zoologia del calabrone

Il calabrone si ciba di un po’ di tutto: altri insetti, elementi vegetali, frutta, fiori. Nidifica in anfratti protetti, come tronchi e crepe dei muri. Il nido è composto da fibre vegetali e legnose e si presenta come un’opera d’arte cartacea.

 

In inverno le colonie vanno in letargo e si risvegliano quando la regina inizia ad avvertire il giusto calore della stagione primaverile. A quel punto inizia un nuovo periodo di nidificazione e di deposizione delle uova. Servono 5 giorni per la schiusa da cui vengono alla luce le larve nutrite dalla regina stessa con nettare e insetti. Per la trasformazione delle larve in insetti sterili devono trascorrere altri 28 giorni.

 

La regina continua a deporre uova di cui le femmine si prenderanno cura fino alla fine dell’estate, con l’ultima deposizione di uova non fecondate da cui nasceranno calabroni maschi e calabroni regine. I maschi si accoppieranno con le operaie femmine prima del letargo per poi dar vita allo stesso ciclo l’anno successivo.

 

La puntura del calabrone

Il calabrone attacca l’uomo solo se si sente minacciato, vuole difendere il suo nido e proteggere la regina. 

 

Il pungiglione liscio e retrattile difficilmente resta conficcato nella pelle della sua vittima; per questo motivo il calabrone può pungere più volte. Il pungiglione è collegato alle ghiandole velenigene, che secernono un composto di sostanze tossiche e allergeniche. Soprattutto in caso di allergia, è quindi consigliabile prestare molta attenzione e allontanarsi da questi insetti che possono essere pericolosi per l’incolumità dell’uomo. 

 

Anche se la puntura può essere abbastanza dolorosa, di per sé l'inoculazione del veleno è di minima entità. Le punture multiple però possono causare reazioni impreviste e anche anafilattiche: nei casi più leggeri si manifestano gonfiore, arrossamento localizzato e febbre, ma per i soggetti allergici i sintomi si aggravano e includono vertigini, difficoltà respiratorie, palpitazioni, collasso da calo di pressione. È bene rivolgersi con urgenza a un medico.  

 

In caso di puntura sarebbe consigliabile schiacciare subito la parte colpita per far fuoriuscire il veleno prima che entri in circolo, detergerla e poi applicare un po' di ghiaccio che anestetizza anche il dolore. Per attenuare rossore, prurito e gonfiore si possono applicare pomate lenitive a base di calendula, propoli o olio di iperico.

 

Se invece il soggetto va in shock anafilattico, il personale sanitario interviene immediatamente per somministrare antistaminici e adrenalina. Dopodiché si applicano pomate a base di corticosteroidi.

 

Altri calabroni

In natura esistono calabroni di altre famiglie e provenienze. Un esempio è il calabrone asiatico, il cui nome è Vespa Mandarinia o calabrone killer, che è presente in Giappone e negli Stati Uniti e rappresenta un vero pericolo per le api, l’uomo e le coltivazioni.

 

La sua struttura fisica è più grande rispetto a quella della Vespa Crabro: la regina può arrivare a misurare 8 cm, con un pungiglione più lungo e resistente e mascelle molto forti in grado di decapitare le api e minacciare in maniera letale l’uomo. Biologi ed entomologi stanno studiando le modalità per limitare la proliferazione di questo insetto.

 

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