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Coccinelle, gli insetti portafortuna

La bellezza di un piccolo compagno di giochi che tutti abbiamo avuto da piccoli: la coccinella. Scopriamo perché in tante culture è considerata un simbolo di fortuna e positività, spesso legato ai bambini.

coccinella

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©Ivan Mikhaylov / 123rf.com

Coccinelle e buona sorte

Sarebbe primavera. Usare il condizionale però viene spontaneo, perché quasi non si direbbe di essere nel pieno della stagione che dà il via al nuovo ciclo dell'anno, considerando il nostro isolamento tra quattro mura e l'inusuale siccità che affligge questi mesi.

 

Quando potevamo uscire all’aperto, a godere i parchi e le campagne nelle belle giornate dopo il gelo invernale, ci capitava di imbatterci nelle coccinelle, piccoli e simpatici insetti rossi (ma anche gialli e arancioni) a pois neri, che subito ci fanno venire alla mente l’idea della buona fortuna. Questa è un'associazione molto antica e trasversale a diverse culture. Vediamo di scoprire qualcosa di più al riguardo.

 

La coccinella come alternativa ai pesticidi

A fianco della coccinella comune, quella dalla livrea rossa e nera, ci sono altre migliaia di specie di coccinellidi con attributi simili. Dal punto di vista scientifico, ci può interessare sapere che la coccinella è molto utile all’uomo in campo agricolo perché si nutre di acari, proteggendo così le piante.

 

Chi si occupa di agricoltura biologica sa quanto le coccinelle siano ottime per sostituire i pesticidi nella protezione di piante come i pomodori. La coccinella gialla invece (Psyllobora vigintiduopuntata) è impiegata per combattere gli attacchi fungini, perché si ciba appunto di funghi, parassiti e muffe.

 

La coccinella e i bambini

Veniamo agli aspetti simbolici e culturali legati alla coccinella. In più di una tradizione popolare la coccinella è legata a due fili conduttori: lo speciale rapporto coi bambini e la capacità di aiutare a trovare la giusta strada. Nelle fiabe e favole è sempre un bambino a stabilire un rapporto con la coccinella, che lo aiuta a raggiungere la scuola, ritornare a casa o trovare un aiutante.

 

La coccinella è identificata con un'aiutante di genere femminile. In inglese è ladybug, la “signora insetto”, mentre nel Triveneto è "Avemaria" e nella zona di Firenze è "Lucia", per analogia con la santa.

 

In tradizioni ancora più antiche, si invocava la coccinella per avere un tozzo di pane e si collegava al fuoco, indicando un’origine comune con la salamandra alchemica, che ha anch'essa un motivo a pois neri, gialli e rossi. Ciò la renderebbe una forma di grazia, di connessione tra i bambini e il fuoco divino.

 

Coccinella simbolo di grazia

Questo antico retaggio comune a varie culture europee (mediterranee, anglosassoni, serbe e baltiche) si è esteso nei secoli anche alle Americhe, all'Asia centrale e all’altra sponda del Mediterraneo.

 

Molti hanno l'abitudine di esprimere un desiderio quando una coccinella si posa su di loro, un po' come quando avvistano una stella cadente. Nelle scienze occulte si crede che le farfalle e le coccinelle si posino solo sulle persone pure e sincere, le stesse che non attraggono le zanzare. Purezza e sincerità attirano quindi la grazia, il colore caldo che circonda e sovrasta gli inevitabili puntini neri nella nostra vita.

 

Non è un caso quindi che i bambini abbiano rapporti privilegiati con le coccinelle. Questo è un simbolo delle condizioni necessarie per vivere nella grazia: purezza, sincerità, gioco. Di un bambino è il regnoebbe a dire Eraclito, lasciando che Gesù gli facesse eco secoli più tardi.

 

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