Yoga: origini, benefici, tutte le tecniche

Lo yoga è stato dichiarato Patrimonio orale e immateriale dell’Umanità dall’Unesco nel 2016, per la sua enorme e positiva influenza su diversi aspetti della società indiana: dalla salute alla medicina, dall’educazione alle arti. Scopriamo insieme le origini e le caratteristiche di questa antica disciplina.

Yoga, origini, benefici e pratiche

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©Ann Dudko / 123rf.com

Sebbene oggi lo yoga sia molto spesso descritto e raffigurato come una pratica fisica, riservata a corpi per lo più atletici e flessibili, le sue radici affondano millenni fa in un sistema di conoscenze che riguardano in maniera interconnessa corpo, mente e spirito, allo scopo di condurre all’autorealizzazione.

 

 

Il mito dietro la nascita dello yoga

La nascita dello yoga è antichissima e ancora oggi gli studiosi si interrogano sulla possibilità di datare con esattezza l’origine di questa disciplina. Una leggenda narra che migliaia di anni fa il dio Shiva, seduto sulla riva di una spiaggia, stesse istruendo la moglie Parvati sulla pratica dello yoga, quando si accorse di un pesce, Matsya, che lo stava ascoltando rapito dalle sue parole. Il pesciolino si dileguò in fretta e nuotò per chilometri e chilometri mettendo a frutto gli insegnamenti carpiti da Shiva, fino ad attraversare tutte le tappe del percorso evolutivo e a trasformarsi in uomo.

Il suo nome, da lì in avanti Matsyendra (ovvero “pesce divenuto uomo”), è ricordato come quello del primo yogi, al quale si deve l’insegnamento della scienza dello yoga.

 

Il significato della parola "yoga"

Il termine Yoga deriva dal sanscrito e discende dalla radice yuj-, che tra i vari significati ha quello di “giogo o unione”. Si può parlare dello yoga quindi come percorso per raggiungere l’unione o l’integrazione armonica dell’uomo con sé stesso, con il Tutto o con il cosmo,
attraverso il riconoscimento della natura che accomuna l’individuo, il Sé, con il divino, il microcosmo con il macrocosmo, Atman e Brahman.

 

Allo stesso modo sono yoga anche le tecniche per raggiungere o muovere alla scoperta di questa consapevolezza, indicando nella pratica tanto il mezzo quanto il fine di una ricerca personale e spirituale volta alla connessione.

 

Origini e descrizione dello yoga

Lo yoga affonda le sue radici in India diversi millenni fa. Alcuni scavi effettuati da Sir John Hubert Marshall agli inizi del ‘900 nella valle dell’Indo, intorno alle città di Harappa e Mohenjo-Daro, portarono infatti alla luce segni di una civiltà risalente al periodo fra il IV e il II millennio a.C. e, grazie al ritrovamento di statuette e sigilli in terracotta raffiguranti individui in posizioni yogiche di meditazione (es. siddhasana o sukhasana), hanno fatto pensare alla conoscenza di queste pratiche ben prima della cultura vedica (1700-800 a.C.).

 

La prima menzione scritta dello yoga si trova però all’interno del Rgveda, uno dei testi sacri della cultura vedica, dedicato alle cerimonie e ai riti della civiltà degli Arii, in cui si legge “l’uomo deve aggiogare sé stesso come un cavallo disposto ad obbedire”.

 

Gli altri Veda propriamente detti Samaveda, Yajurveda e Atharvaveda, erano dedicati rispettivamente agli inni e ai mantra, alle formule sacrificali e ai poteri psichici e soprannaturali, ed è in quest’ultimo testo che lo yoga ritorna, legato questa volta al concetto di controllo della respirazione (pranayama).

 

Successivamente, nelle Upanishad, nate come commentari dei Veda e inizialmente trasmesse solo per via orale, vengono descritti molti altri concetti correlati alla pratica dello yoga, fra cui quelli di prana, chakra, meditazione, samsara, karma e un accenno ad aspetti pratici, come gli asana.

 

Bisogna attendere lo sviluppo dello Hatha Yoga di Swami Goraknath (XII secolo), perché gli asana e le tecniche di respirazione vengano sviluppati come veri e propri esercizi psicofisici per mantenere il controllo sull’energia cosmica presente nell’uomo.

 

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Gli Yoga Sutra di Patanjali

Patanjali, figura quasi mitica della cultura indiana, è considerato il padre sistematico di questa disciplina.

Gli Yoga Sutra che a lui si ascrivono, redatti fra il IV e il V secolo d.C., sono 196 aforismi in cui sono raccolti, classificati e organizzati le pratiche, le tecniche e il sapere legati allo yoga e conosciuti fino a quel momento solo da asceti e mistici.

Nell’arco di quattro capitoli, detti Pada:

  1. Samadhi
  2. Sadhana
  3. Vibhuti
  4. Kaivalya


Patanjali spiega il cammino che il sadhaka, o praticante, deve compiere per raggiungere la liberazione, moksa.

Patanjali indica otto stadi (asthanga, “otto membra”) di questo percorso:

  • Yama, norme di comportamento sociali;
  • Niyama, codici di condotta personali;
  • Asana, posture o posizioni fisiche;
  • Pranayama, tecniche per governare la respirazione e il flusso di energia (prana);
  • Prathyara, ritrazione dei sensi;
  • Dharana, concentrazione;
  • Dhyana, meditazione o contemplazione profonda;
  • Samadhi, unione con l’oggetto della meditazione.

 
Uno degli aforismi più noti e che meglio svela il significato originario della pratica dello yoga, secondo quanto teorizzato da Patanjali, è “yogaś citta vṛtti nirodhaḥ”: lo yoga sarebbe dunque il modo per quietare, indirizzare o calmare i vortici o le fluttuazioni della mente. 

 

La pratica per come oggi spesso la si intende, come mera esecuzione di asana ed esercizi di respirazione, non è che uno step iniziale: fondamentale per il cammino di ricerca e ascesa, ma non esaustivo di quello che lo yoga davvero rappresenta.

 

Benefici della pratica yoga

Nei secoli gli approcci, le tradizioni e i diversi lignaggi hanno dato origine a pratiche molto diverse fra loro, alcune più fisiche, altre più meditative, altre ancora dedicate all’aspetto devozionale: si parlerà quindi di

Soffermandoci sull’aspetto “fisico”, che oggi è quello che inizialmente attrae o spinge una persona a cominciare a praticare, lo yoga ha indubbi benefici sia fisici che mentali.

Tra i benefici dello yoga:

  • Migliora la postura, la mobilità e la propriocezione del corpo
  • favorisce una respirazione corretta e funzionale
  • mantiene in buona salute il sistema cardiocircolatorio e gli organi interni
  • rafforza il sistema immunitario
  • riduce lo stress e riporta in equilibrio il sistema nervoso autonomo (simpatico vs parasimpatico)
  • aumenta la concentrazione e la memoria
  • aiuta a gestire meglio le emozioni
  • combatte l’insonnia e i disturbi del sonno
  • migliora l’autostima e la fiducia in sé
  • ripristina i livelli di energia vitale e benessere

 

Lo yoga, comunque lo si sperimenti, è una disciplina che attraverso strumenti come il respiro, il corpo, l’intelletto, i sensi, il cuore, conduce a fare esperienza più diretta e personale della realtà.

E non è raro che, anche solo la pratica fisica fatta con costanza, porti il praticante a sentire di voler approfondire questa disciplina, a fare scelte di vita diverse e magari a osservare cambiamenti nel proprio approccio al mondo circostante.

 

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Uno yoga, tanti stili

Sebbene lo yoga moderno si possa inserire genericamente sotto il cappello dello Hatha Yoga (da “Ha”, Sole, e “-tha”, Luna), in Occidente si sono diffusi e sviluppati molteplici stili, che hanno in comune alcuni aspetti (es. la pratica di asana e l’utilizzo del respiro) e differiscono in altri. Fra i più noti e praticati a livello mondiale si possono citare sicuramente:

 

A prima vista si tratta di pratiche molto lontane, sviluppatesi però da una radice comune: i loro fondatori sono stati infatti tutti discepoli di T. Krishnamacharya (1888-1989), a tutti gli effetti considerato il padre fondatore dello yoga moderno.

 

A questi stili tradizionali se ne affiancano di più moderni, come ad esempio:

  • Bikram
  • Dharma Forrest
  • Katonah Yoga.


A pratiche dinamiche e fluide, si possono contrapporre altre più statiche e passive, fra cui:


A tutte queste si aggiungono poi approcci e filoni più dedicati:

E così via.

Tanta varietà può a primo impatto confondere e distrarre, ma di contro ha il vantaggio di permettere a ciascuno di esplorare e sperimentare, di raccogliere i benefici della pratica e di trovare i propri strumenti per intraprendere quel cammino di ricerca che è lo yoga.

 

 

 

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