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Castagnaccio, la ricetta tradizionale

Il castagnaccio è la torta di castagne per eccellenza. È un dolce conosciuto in tutta Italia, ma è tipico soprattutto della tradizione toscana. Ecco la ricetta.

Castagnaccio, la ricetta tradizionale

Il castagnaccio è una torta soprattutto toscana, ma la ricetta è molto conosciuta anche in Piemonte, in Lombardia, in Veneto e in Liguria. 


È difficile stabilire con certezza dove sia nata questa torta perché la castagna è molto diffusa in tutta Italia, ma certamente il castagnaccio è un dolce della cultura contadina e la sua origine viene spesso fatta risalire alla Toscana, dove è tutt’oggi molto amato, soprattutto nel senese.


È complicato anche trovare la ricetta originale perché ogni regione, anzi ogni famiglia, ha la propria, che si tramanda di generazione in generazione. Quella che segue è una ricetta che prende spunto dalla tradizione, senza prendere di essere l’unica possibile originale interpretazione della più nota torta di castagne.

 

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La ricetta del castagnaccio

Gli ingredienti del castagnaccio sono molto semplici e provengono dalla nostra tradizione contadina, senza concessioni esotiche e senza quella necessità di stupire tanto di moda per le torte moderne.

Stabilire i quantitativi precisi degli ingredienti del castagnaccio è un’altra faccenda assai complicata perché si tratta di una torta che le nostre nonne preparavano “a occhio”, senza pesare niente. Il “pasticcere” di turno si senta dunque libero di variare le proporzioni in base ai gusti.
 

Ingredienti

> 250 g di farina di castagne;
> 40 g di zucchero integrale di canna (facoltativo);
> 50 g di noci;
> 30 g di pinoli;
> 30 g di uvetta;
> 20 g di olio extravergine d’oliva;
> 300 g di acqua;
> Un piccolo rametto di rosmarino;
> ½ cucchiaino di sale.
 

Preparazione
Setacciare la farina di castagne e aggiungere l’acqua, lentamente e sempre mescolando con una frusta, per evitare la formazione di grumi. Aggiungere lo zucchero, il sale e l’olio e mescolare ancora.


Se l’impasto risulta troppo duro, aggiungere ancora un po’ d’acqua; le nostre nonne, quando preparavano la loro torta di castagne, mettevano “tanta acqua quando ne vuole la farina”, che può essere più o meno umida; il concetto del “quanto basta” è molto lontano dalla moderna pasticceria, in cui si pesa tutto al milligrammo, ma il castagnaccio ha un delizioso profumo di passato e tradizione e dunque ci possiamo permette di andare anche un po’ a occhio e “a naso”.


Una volta ottenuto un impasto non troppo duro, né eccessivamente liquido, aggiungere l’uvetta, precedentemente ammollata nell’acqua o in un liquore dolce, i pinoli, precedentemente tostati in padella, e le noci tritate grossolanamente.


Versare il composto in uno stampo cosparso di un leggero strato di olio e farina (in modo da poter sformare il dolce più facilmente una volta cotto), guarnire la superficie del castagnaccio con il rosmarino e cuocere per 20/25 minuti in forno ventilato a 175 °C; se si utilizza il forno statico, la temperatura può essere leggermente più alta e i tempi di cottura si allungano di una decina di minuti.


A cottura ultimata, la torta di castagne deve risultare morbida e fragrante allo stesso tempo e si può conservare avvolta in canovaccio per tre giorni. Naturalmente, prima di avvolgerla nel canovaccio occorre farla raffreddare molto bene.

 

Castagnaccio, non una sola ricetta

Le ricette del castagnaccio sono numerose. La più semplice, la più antica, si prepara soltanto con acqua e farina di castagne.

Per alcuni, non bisogna assolutamente utilizzare zucchero ma miele o addirittura nessun dolcificante dato che la farina di castagne è già dolce di per sé.

Alcune antiche ricette prevedevano l’aggiunta di formaggi. Il castagnaccio, infatti, nasce come alimento "di rinforzo" per i contadini e si cercava di renderlo più sostanzioso possibile.

 

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