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Sistema immunitario: come supportarlo ai tempi della quarantena

E' nostro dovere tutelarci per prevenire infezioni con i dovuti presidi sanitari come consigliato dal Ministero della Salute, ma a nostra volta abbiamo la possibilità di rafforzare le nostre difese immunitarie.

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Questi sono tempi difficili che ci colgono impreparati e inermi di fronte all’ignoto, al non visibile, a qualcosa che si insinua tra di noi, dentro di noi e ci toglie il respiro.

Le informazioni che arrivano alle nostre orecchie e alla nostra comprensione sono discordanti e questo ci inquieta, ci mette ansia, paura per noi stessi e per i nostri cari.

Il nostro sistema immunitario in maniera indiretta si nutre di questo stress che rischia di renderci più deboli ed esposti.

Dobbiamo invece supportare il nostro sistema immunitario da più angolazioni, per attivare le prime difese del nostro organismo, non farci sorprendere e farci trovare forti e “armati”.

 

Il sistema immunitario

Il sistema immunitario è un sistema di difesa del nostro organismo, composto da cellule diverse, ma ognuna con funzioni specifiche e da molecole circolanti che muovendosi intercettano, riconoscono e si attivano per eliminare agenti estranei come batteri, virus, agenti patogeni, cellule tumorali.

Il sistema immunitario possiede due armi da mettere in campo per difendere l’organismo: l’immunità innata o aspecifica, detta anche immunità naturale e l’immunità specifica, o adattiva, detta anche acquisita.

  • Immunità innata: è il sistema in essere prima dell’incontro con l’agente esterno. La sua struttura è tale sin dalla nascita, ed è costituita sia dalle barriere del corpo, come la pelle, le mucose, le secrezioni, sia da cellule circolanti che agiscono da mediatori e regolano la risposta infiammatoria dell’organismo. In pratica se l’agente estraneo fende questa prima barriera, il nostro organismo risponde producendo e mobilizzando sostanze per fronteggiare l’intrusione.
  • Immunità acquisita: questo sistema si sviluppa nel corso del primo anno di vita e si struttura e potenzia in maniera esperienziale, in virtù delle risposte alle infezioni che affronta. E’ un sistema a reazione rapida ed efficace, molto più di quello dell’immunità innata, perché è mirato e possiede una memoria nei confronti degli antigeni incontrati. In questo sistema vengono inserite le informazioni aggiuntive portate dalle vaccinazioni, una sorta di library preziosa. L’immunità acquisita risponde grazie ai linfociti T e B.
     

I linfociti T si sviluppano nel timo e viaggiano nel sistema sanguigno e linfatico, sanno distinguere e riconoscono le cellule dell’organismo quindi non le aggrediscono, mentre si attivano quando i recettori di cui dispongono intercettano degli antigeni. Per riconoscerli i linfociti T devono entrare in contatto con altre cellule come i macrofagi, i linfociti B o cellule dendritiche in grado di presentare quell'antigene.

Per esempio i macrofagi, che sono le nostre cellule spazzine, dopo aver inglobato l’agente estraneo, presentano in superficie tracce di antigene, in modo tale che i linfociti T le intercettino e inizino a secernere citochine, sostanze che informano tutti gli altri tipi di linfociti e che intervengono insieme a loro ad eliminare l’elemento estraneo, con un’attività citotossica.

I linfociti B si sviluppano nel midollo osseo e si dislocano nei linfonodi. A contatto con l’antigene il linfocita B si duplica in cellule cloni, alcune delle quali diventano plasmacellule, progenitori di anticorpi specifici, mentre gli altri linfociti B si comportano da cellule della memoria, a rimpolpare la nostra library in caso di attacchi futuri dello stesso antigene.

Questa spiegazione è doverosa per farci capire che il nostro sistema immunitario è molto complesso e non è così semplice intervenire per modificarlo. E per fortuna potremmo aggiungere.

Lo strumento per arricchire la “library” del sistema acquisito è dato dai vaccini, più o meno contestati, senza entrare nel merito di giudizio.
I vaccini antinfluenzali ogni anno vengono erogati a soggetti a rischio come persone anziane, operatori sanitari, cardiopatici: sono previsti proprio per ampliare il patrimonio delle cellule memoria e proteggere da eventuali epidemie.

Su quali sistemi è nelle nostre possibilità agire allora per supportare il nostro sistema immunitario in questo periodo di sedentarietà forzata?

Sentiamo tanto parlare di Microbioma e Microbiota e la sua attività per sostenere il sistema immunitario. Vediamo di cosa si tratta.

 

Microbiota e Microbioma

ll Microbiota umano è la totalità dei singoli microorganismi, come virus, batteri, funghi, protozoi che vivono in simbiosi con il corpo umano. Il Microbiota è soprattutto concentrato nel tratto intestinale, ma anche in tutto il corpo fatta esclusione per cervello e sistema circolatorio.

Il Microbiota esercita influenza sull’attività metabolica, sugli stati psicologici attraverso l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e il sistema serotoninergico e sul sistema immunitario.

Il microbiota può essere influenzato da numerosi fattori come l’alimentazione, l’ambiente, gli stati infiammatori.

La condizione di equilibrio del microbiota è chiamata eubiosi, quella alterata disbiosi. Un microbiota in equilibrio è in grado di aiutare il sistema immunitario a proteggerci perché arricchito da batteri “buoni” che irrobustiscono la flora intestinale.

Il Microbioma è il patrimonio genetico che il microbiota possiede. Un numero per tutti per farci capire dell’importanza del macrobioma: il 99% della nostra componente genetica deriva dai batteri, una sorta di secondo genoma e di conseguenza come non considerare il microbiota come un ulteriore organo endocrino fondamentale per la nostra salute.

Il Microbioma e i suoi geni sono complementari al DNA e al sistema di apparati per mantenere lo stato di salute o per intervenire in casi di patologia: supporta il sistema gastrointestinale, quello immunitario.

Questo ci fa capire che se sappiamo nutrire nel modo corretto il nostro microbiota, possiamo supportare il nostro organismo e le sue difese contro agenti patogeni esterni.

 

Alimentazione sana al tempo del CoVid19

L’alimentazione è la nostra medicina!

Mangiamo dalle 3 alle 5 volte al giorno, tutti i giorni della nostra vita! Introiettiamo “elementi esterni” nel nostro microcosmo interno.

Mangiamo con gran parte dei nostri sensi: con gli occhi, con l’olfatto, col gusto, a volte col tatto. Ci inebriamo della buona cucina e del buon bere. E’ davvero la nostra medicina e allora deve essere una medicina buona, sana.

Adesso che siamo tutti in casa è importante darci delle regole per non cadere in facili tentazioni di gola o per non ammazzare il tempo con il cibo.

Scandiamo la giornata in 5 pasti e differenziamoli per quantità, sapori e alimenti:


Per lo spuntino di metà mattina scegliamo un frutto: mela, kiwi, banana, anche arancia, per  l'apporto vitaminico che è importante come lo è non consumare frutta a fine pranzo, per mantenere in equilibrio il nostro sistema gastrointestinale senza incorrere in rischi di fermentazione.

Per la merenda possiamo concederci un tè caldo o una tisana rilassante con tiglio, passiflora, rosa canina. In questo modo aiutiamo il nostro sistema nervoso a rimanere rilassato, apportiamo vitamina C per supportare le nostre difese immunitarie e una bevanda calda che aiuta lo stomaco e i reni. Possiamo accompagnare il tutto con un frutto.
 

Se riusciamo ad instaurare un corretto regime alimentare senza “pasticciare” tra un pasto e l’altro e senza affogare le nostre ansie nel cibo, avremo già dato un buon supporto al nostro sistema immunitario.
 

Rimedi naturali da integrare

Possiamo ricorrere a qualche aiuto che Madre Natura ci elargisce generosamente per supportare le nostre difese immunitarie e per arricchire il microbiota.

Per farlo il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un professionista o al medico di base che possa valutare la specifica situazione del paziente.

Gli integratori dalle proprietà antiossidanti aiutano a difenderci dall’attacco di elementi nocivi e dallo stress ossidativo.

Eccone alcuni:

  • Vitamina C: è contenuta in alimenti come peperoni, peperoncino, ribes nero, rucola, crucifere, kiwi, agrumi, fragole. Possiamo assumerne una quota suppletiva attraverso estratti secchi di rosa canina, acerola titolati in Acido L-Ascorbico, il valore nutritivo giornaliero di riferimento è di 500 mg. La vitamina C è una vitamina idrosolubile non accumulabile nell’organismo. Partecipa alle reazioni metaboliche e alla sintesi di molti elementi quali gli aminoacidi, il collagene, gli ormoni. Svolge attività antiossidante, struttura le barriere difensive e contrasta la formazione di radicali liberi.
  • Spirulina: un superfood dalle proprietà remineralizzanti, antiossidanti e immunostimolanti. L’Alga Spirulina è un superconcentrato di elementi utili al benessere dell’organismo a rafforzare le difese immunitarie: potassio, magnesio, calcio, ferro, fosforo, manganese, selenio, sodio, zinco sono i sali minerali che aiutano a strutturarci, oltre alle vitamine del gruppo B, vitamina A, C, D, E. E’ utile in caso di astenia, dopo lunghi periodi di convalescenza. La Ficocianina, che conferisce il tipico colore verdastro alla Spirulina sostiene il sistema immunitario poiché promuove la produzione di linfociti, possiede proprietà antiossidanti, pare addirittura in maniera molto più potente dell’acido ascorbico e dei tocoferoli, interrompendo in particolar modo l’azione pro-ossidativa delle cellule epatiche e svolge azione antinfiammatoria.
  • Pelargonium Sidoides: è il nome botanico del geranio africano, di cui si utilizzano le radici per ottenere l’estratto secco. Il Pelargonium è ricco di polifenoli, come i tannini e le proantocianidine A e B, e cumarine. Possiede proprietà immunomodulanti, grazie alla presenza di acido gallico che regola la risposta immunitaria contro le infezioni, antibatteriche verso i batteri Gram positivi e Gram negativi, antivirali grazie alla capacità del fitocomplesso di inibire la penetrazione del virus nella cellula, e di bloccarne la replicazione. Svolge attività fluidificante del muco ed espettorante, indicato in caso di bronchite, faringite.
  • Probiotici: componenti probiotici che possono arrivare intonsi nell’intestino, magari sotto forma di spore sono utili per arricchire la flora batterica intestinale, sostenere il microbiota e quindi supportare le difese immunitarie. Sono in grado di favorire l’assorbimento dei principi vaccinali, di aiutare a contrastare le malattie infettive, proteggono l’organismo nella reazione alle intolleranze alimentari. I probiotici più utilizzati sono i fermenti lattici vivi provenienti da ceppi batterici come i lactobacilli, gli streptococchi, i lactococchi e i bifidobatteri. I probiotici esercitano un’azione immunomodulante ed antinfiammatoria interagendo con le cellule epiteliali, i dendriti, e i follicoli linfoidi dell’intestino, anche a livello del sistema immunitario sistemico. Promuovono infatti la produzione di citochine da specifici linfociti e a livello intestinale la secrezione di immunoglobuline A, anticorpi, da parte dei linfociti B, nella cui membrana poi agiscono da recettori dell’antigene stimolando le reazioni.
  • Vitamina D: gli alimenti che contengono vitamina D sono pochi, come i pesci grassi quali salmone, aringhe, tonno, sgombro, uova, olio di fegato di merluzzo. Un apporto di vitamina D è utile non solo per il supporto osseo attraverso i processi metabolici di calcio e fosfato, ma anche per modulare l’attività del sistema immunitario. Regola quindi gli eccessi reattivi e li promuove quando sono deficitari, grazie alla presenza di recettori in grado di legare un suo metabolita (1,25OH2D) su molte cellule del sistema immunitario (macrofagi, cellule del timo e monociti) e lo stesso metabolita può stimolare la produzione di antimicrobici sia a livello del sistema immunitario sia a livello dell’epitelio che riveste le vie respiratorie.