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Microbiota intestinale e cervello, come e perché sono collegati

L'intestino costituisce un vero sistema nervoso autonomo e dialoga continuamente con il cervello attraverso il nervo vago.

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© Natallia Areshka - 123RF

Intestino, un secondo cervello

Si sente ormai spesso parlare di microbiota e cervello come due parti del corpo strettamente collegate tra  loro, che hanno un forte impatto sulla salute in generale.

Non a caso il Dr. Michal D. Gershon professore di patologia e biologia cellulare della Columbia University, coniò il termine “secondo cervello” proprio a indicare l'intestino, sede del microbiota.

Quest' organo infatti, spesso trascurato, svolge funzioni importanti che contribuiscono non solo al benessere fisico, ma anche a quello psicologico.
 

Microbiota e cervello, una relazione a doppio senso

L’intestino contiene milioni di cellule e fibre neuronali che costituiscono un vero e proprio sistema nervoso autonomo.

Oltre ad assimilare le sostanze nutritive vitali per la nostra salute, l'intestino è in grado di elaborare stimoli esterni e interni ricevuti dal corpo, interagendo con il sistema nervoso centrale attraverso uno scambio di informazioni.

La comunicazione tra intestino e cervello avviene lungo il nervo vago per mezzo di neurotrasmettitori, come la serotonina, che svolge un ruolo fondamentale per la regolazione dell’umore e viene prodotta per il 95% dalle cellule che si trovano nella mucosa intestinale.
Questa comunicazione ha il compito di mediare funzioni come la peristalsi e la secrezione, così come il senso di nausea.

Attraverso il nervo vago questi segnali vengono trasmessi dalla serotonina al cervello che li associa, per esempio, alla sensazione di sazietà.

E' importante sottolineare che la relazione tra i due organi è assolutamente biunivoca: lo stato di salute del cervello si riflette infatti anche sull'intestino.

Forte stress, ansia e paura provocano un aumento della motilità e della sensibilità intestinale con alterazioni della peristalsi e conseguenti episodi di stipsi, colite e produzione di acidi, enzimi, ormoni.

Anche diete troppo restrittive, per esempio, alternano l’umore aumentando il livello di stress, con conseguenti ripercussioni sull'apparato intestinale.
 

Cosa si intende per microbiota intestinale

Il microbiota intestinale è l’insieme dei microorganismi presenti nel tubo digerente dove si trovano  quattro milioni di tipi diversi di batteri, che vivono in stretto contatto con la mucosa intestinale.  

La sua composizione è fortemente influenzata dall'alimentazione già a partire dal tipo di allattamento (seno o artificiale), dallo svezzamento e, in seguito, dalle abitudini alimentari quotidiane. 


I principali batteri che fanno parte del microbiota sono i bifidobatteri, i lattobacilli e gli eubacterium, ma ve ne sono di numerose altre specie, e tutti insieme conducono funzioni essenziali come:

  • Sostenere la peristalsi intestinale;
  • proteggere la mucosa intestinale da aggressioni di microrganismi patogeni;
  • agevolare la disponibilità di alcuni nutrienti e la metabolizzazione delle calorie;
  • sintetizzare le vitamine;
  • regolare il sistema immunitario nella mucosa intestinale.


L’epitelio intestinale (la superficie che ricopre le pareti dell’intestino) lavora in stretto contatto con il microbiota.

Insieme formano una vera e propria barriera, il cui stato di salute è strettamente correlato con il nostro benessere: una barriera intestinale sana permetterà uno scambio funzionale, mentre una danneggiata o sofferente non sarà in grado di svolgere le sue funzioni vitali al meglio, con conseguenti processi di malassorbimento e con ripercussioni sulla salute.

Per esempio, un’alimentazione sbilanciata, cibi poco tollerati dall’intestino, squilibri della flora batterica intestinale, stress psico-fisici e stili di vita non equilibrati sono tutti fattori che possono provocare disbiosi, ovvero alterazioni anche importanti del microbiota.
 

Prendersi cura dell'intestino: alimentazione, stile di vita e probiotici

Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”: già ben oltre 400 anni prima della nascita di Cristo, Ippocrate, padre della medicina, aveva compreso l’importanza dell’alimentazione in rapporto al benessere psico-fisico. 

Ed è proprio così: alimentazione e stile di vita sono i principali responsabili per il mantenimento dell’equilibrio della flora intestinale.  È quindi fondamentale seguire una dieta sana e bilanciata e prestare attenzione anche alla reazione dell’intestino verso determinati cibi o bevande che possono irritarlo maggiormente (fritti, grassi, acidi, bevande gasate e zuccherate).

Un’alimentazione corretta con il giusto apporto di fibre permette di mantenere l’equilibrio del microbiota intestinale. In ogni caso, se questo non fosse sufficiente, può essere utile ricorrere a integratori alimentari a base di probiotici, validi alleati sia per ripristinare la flora batterica che per sostenere il sistema immunitario.


Anche il cervello vuole la sua parte: svolgere regolare attività fisica e avere un corretto ritmo sonno-veglia, oltre a mantenere in salute il corpo, ha effetti positivi sull'umore, aiutando a ridurre ansia e stress e di conseguenza a tenere sotto controllo l’apparato gastrointestinale.
 

Per approfondire

> "It takes guts"- an interview with Dr. Micheal D. Gershon