Dervisci, i monaci islamici

L’inebriamento amoroso col Divino nascosto dietro ogni cosa è il segreto della vita di un derviscio, che subordina tutto a questi rapporti mistici. Chi sono, dove vivono e quali sono le peculiarità dei monaci islamici dervisci.

Dervisci, monaci islamici

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©Aliaksandr Mazurkevich / 123rf.com

 

L'antichità del sufismo

Mentre per noi la figura del derviscio rotante è rimasta nell’immaginario collettivo come qualcosa di vagamente mistico ed esotico al contempo, in Africa ed in Oriente questa figura sta vivendo una nuova stagione di riscoperta degli antichi valori perduti. 

 

I dervisci sufi sono spesso definiti come l’aspetto mistico ed esoterico dell’Islam, ma a ben vedere molti di essi hanno detto che è l’Islam a rappresentare un lato circoscritto e superficiale della verità dei sufi, che in accordo con alcune tradizioni, esisteva ben prima di Maometto.

 

Studiando l’iconografia classica del sufi viene infatti da chiedersi se siano stati i sufi ad aver influenzato alcuni mistici indiani o viceversa. O forse entrambi derivano da un ordine che li precede entrambi, sorto in Asia Centrale, capace di influenzare anche lo zoroastrismo, lo gnosticismo, gli esseni e gli yurodivy del cristianesimo ortodosso.

 

Vari tipi di dervisci

In realtà esistono diversi tipi di dervisci o fachiri. Non tutti hanno l’aspetto del folle mendicante che lascia tutto per il Divino. Oltre a questi mendicanti vagabondi ci sono anche quelli che mettono su ordini sedentari, quelli che mantengono una parvenza di vita comune con tanto di moglie (o marito) e lavoro, quelli che si dedicano all’arte per tramandare la conoscenza. Appunto questa conoscenza mistica del
Divino come vero nucleo essenziale di ogni essere umano, che ha la capacità di identificarsi con esso e salire la scala evolutiva, non è sempre stata ben vista dall’ortodossia islamica, che in alcuni casi ha fatto dei maestri dervisci dei martiri. 

 

I dervisci in giro per il mondo

Oggi possiamo trovare dervisci in molti paesi. Anzitutto in IranIraq, considerati i paesi d’origine. La Turchia è sempre stata una nazione che ha offerto al mondo grandi tradizioni di sufismo e ancora oggi alcune delle sue città sono mete di pellegrinaggi. In India i dervisci non hanno mai smesso di praticare sufismo e di tramandare la loro conoscenza sia agli uomini che alle donne, tanto che è una delle nazioni con più festività sufi.  

 

I paesi arabi, che hanno tradotto tutto il materiale sufi dal persiano
all’arabo sin dalle origine, conservano ancora qualche setta di dervisci.

 

Una nuova fioritura del sufismo sta avvenendo in Asia Centrale, dove i governi di Uzbekistan, Tagikistan e Afghanistan stanno investendo in una rinascita culturale sufi. In Cina esistono varie sette dervisce, la più famose delle quali risiede nella città di Urumqi. Possiamo tuttavia trovare comunità sufi anche in alcuni paesi balcanici, in Russia, in Egitto, in Somalia, in Etiopia.

 

La mistica dei dervisci

Essenzialmente i dervisci riconoscono la realtà del Divino, di fronte alla quale il mondo come noi lo percepiamo diviene solo un’espressione relativa della suprema realtà, con la quale è possibile intrecciare varie forme amorose

 

L’inebriamento amoroso col Divino nascosto dietro ogni cosa è il segreto della vita di un derviscio, che subordina tutto a questi rapporti mistici. Esiste solo una ricchezza, una sola conoscenza, una sola retta via: l’Amore per il Divino. Questo può assumere la forma mistica di un contatto diretto o avvenire tramite forme mediate: amare il Divino nella Natura, nell’arte, negli esseri umani, negli animali, nella matematica, nel lavoro, nello straniero, nella poesia, nel vino. 

 

Il derviscio è colui che mantiene un rapporto d’amore con l’assoluto attraverso ogni dettaglio della relatività. 

 

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