Rosa dei venti, origine e descrizione

Strumento antichissimo associato al viaggio e all'orientamento, la rosa dei venti affonda le sue origini in diverse culture e ancora oggi a questo simbolo è associato il significato legato alla "giusta via".

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Andiamo a scoprire l’origine della rosa dei venti, conoscendone i segreti per orientarsi attraverso i nomi e le direzioni che la compongono. Sarà un viaggio che include Cina, cultura grecoromana, Egitto, Libia e mondo Levantino. 

 

 

 

Rosa dei venti: il perché del nome

La rosa è di per sé un bellissimo fiore, il cui nome ha antichissime origini protoindoeruopee legato ai verbi “crescere”, “germogliare”, “espandersi”. Questi significati si sono fissati al suo nome per via del modo in cui i suoi petali si espandono in ogni direzione, dando un senso di crescita circolare. 

 

Per queste ragioni lo stesso nome è stato adottato da un antico strumento universalmente utilizzato per orientarsi: la rosa dei venti, bussola sulla quale possiamo trovare tracciate le direzioni di numerosi venti, disposti come i petali di una rosa. 

 

Anche il piano della bussola su cui sono indicate le varie direzioni e sul quale ruota l’ago, si chiama rosa della bussola, per estensione, il termine rosa ha assunto anche l’accezione di “gamma”, “vasta scelta”.

 

Rosa dei venti tra navigazione e agricoltura

Ma torniamo alla rosa dei venti propriamente detta e alle sue origini. E’ usata da tempi immemorabil nel mondo mediterraneo, dove la navigazione era un’attività vitale all’ordine del giorno. 

 

Grazie a questo strumento, le direzioni geografiche venivano associate ai diversi venti, mentre di notte i marinai usavano affidarsi alle stelle. Come vedremo, gli attuali nomi dei venti e delle direzioni hanno origine greco-latina, in quanto furono principalmente queste due culture a stabilire i canoni della navigazione basata sui venti. 

 

Ma da dove i navigatori dell’antico mondo mediterrano presero l’idea di prestare attenzione ai venti? L’ipotesi che va per la maggiore teorizza che la vera origine fosse agricola, in quanto per gli agricoltori era vitale conoscere i venti e adattare coltivazioni e raccolti in base a questi.

 

Ancora oggi i contadini conoscono benissimo le qualità positive e negative dei venti caldi, di quelli feddi, di quelli umidi o di quelli secchi. 

 

Venti, mezzi venti e quarti di vento

Col tempo e l’esperienza notarono che certi venti avevano un’origine geografica precisa, e notando questa era facile predire come adattarsi.
In questo modo i venti furono associati indissolubilmente alle direzioni cardinali e a tutte le direzioni intermedie, tanto che in alcune rose dei venti cinesi (luogo di orgine della bussola) i punti menzionati
arrivavano ad essere 32:

  • quattro punti cardinali e
  • quattro intersezioni ordinali,
  • otto punti legati ai “mezzi venti” (che nella bussola prendono nomi come “nord-nordest” (greco-tramontana) o “sud-sudovest” (nostro-libeccio),
  • sedici ulteriori “quarti di vento”, in cui si definisce se un vento cardinale tende verso il precedente o il seguente.

 

Sono esistite ed esistono numerose versioni della rosa dei venti, dalla succitata versione cinese a quelle ebraiche, passando per le arabe, le armene e quella addirittura menzionata da Omero. 

 

Ognuna nomina i punti cardinali dal proprio punto di vista, facendo riferimento a punti geografici circoscritti. Per esempio nella rosa dei venti di Omero (ed in quella aristotelica) il vento d’ovest è lo zefiro e non il ponente, mentre quello del nord è il boreale (“della neve” in semitico) e non la tramontana (“che traversa i monti” in latino).

 

Gli otto venti principali della rosa dei venti

Vediamo per concludere i principali venti della rosa dei venti moderna, basata su quella latina. 

 

Partendo da nord in senso orario: tramontana; grecale, dalla posizione della Grecia rispetto al Mediterraneo; levante, dalla posizione della regione Mediorientale; scirocco, dall’arabo suluq, vento di origine egiziana per i parametri mediterranei; ostro, dal latino auster (“sud” e “bruciante”) che ritroviamo anche in Australia; libeccio, dal nome della regione libica; ponente, vento del tramonto in quanto il sole si “pone” o appoggia sull’orizzonte; maestrale, da maestro nel senso di principale (come in “albero maestro”) in quanto il più potente.