Trimurti, cos'è

E' la figurazione divina dell'uno e trino, tipica delle religioni monoteiste, soprattutto nel cattolicesimo. L'origine però è indiana e fa riferimento a Brahma, Vishnu e Shiva.

Trimurti

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©dinodia / 123rf.com

Brahma, Vishnu e Shiva non sono solo all’origine del bramanesimo, del vishnuismo e dello shivaismo, essi sono tre aspetti supremi della realtà ultima, che collaborano tra loro non solo per mantenere gli universi in armonia ma anche per dar loro nascita infinitamente. 

 

 

 

Trimurti: "Uno e trino"

Esiste una espressione religiosa cristiana che, benché rappresenti un dogma e un mistero incomprensibile, è diventata a noi familiare: “Uno e trino”. Tale formula e simbolo non si limita solo al mondo cristiano o comunque a quello delle religioni occidentali, e infatti possiamo trovare in India il concetto di Trimurti, termine divenuto d’uso corrente anche in lingua italiana per indicare un potere esercitato da tre differenti ruoli.

 

Letteralmente Trimurti significa “dal triplice aspetto” o “dalla triplice
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”, tipica qualità assunta dal Supremo quando decide di manifestarsi.

 

La Trimurti e la Realtà Suprema

Analizziamo il concetto di Essere supremo nel contesto della tradizione sapienziale indiana. Esso può essere irrappresentabile e privo di attributi, oppure può assumerne alcuni, divenendo attivo, appunto quando si mobilita per manifestare il cosmo tramite quella che siamo abituati a chiamare la “Creazione”. 

 

Questo cosmo nel quale anche noi esseri umani esistiamo, da noi percepito come tridimensionale, è un movimento dinamico del tessuto spaziotemporale, una pulsazione che, per metterla in termini un po’ più scientifici, “nasce” appunto con un Big Bang e si ipotizza che andrà a conflagrare in un Big Crunch. Tali fasi di questa pulsazione spaziotemporale, di questo respiro cosmico, sono viste dalla cultura indù come personalità cosmiche, dove la creazione del cosmo è dovuta al potere creativo del dio Brahma, la preservazione bilanciata delle sue forme è dovuta al potere conservatore del dio Vishnu, e infine la capacità di ricondurre tutto alla condizione originale di riassorbimento è dovuta al potere del dio Shiva. Tre diverse dinamiche o personalita’ di un’entita’ unica.

 

Macrocosmo e microcosmo

Sappiamo che macrocosmo e microcosmo non solo si riflettono ma sono diverse configurazioni della medesima realtà di fondo. In questo senso, i tre poteri sopradescritti, personificati negli dei Brahma, Vishnu e Shiva, sono all’opera anche in noi

 

Dopo la creazione di ogni indivoduo (Brahma), esistono forze opposte che collaborano per la sua esistenza. Da un lato esiste una forza centripeta che tende a mantenere costante la configurazione dei suoi atomi e dei suoi elementi psicologici, una forza che quindi preserva (Vishnu), dall’altro lato vediamo gli effetti di una forza centrifuga che invece tende a scomporre la forma fissa e che ne permette crescita ed evoluzione dinamica (Shiva). 

 

La Trimurti come ciclo

In termini scientifici potremmo identificare queste due forze con i processi anabolici e con quelli catabolici. Vediamo dunque che la sapienza indiana riconosce a ognuna di queste forze un ruolo supremo e una divinità di fondo, differentemente da molti approcci superficiali, specie di epoca moderna, che celebrano solo il rigoglio della vita ed il godimento della giovinezza. 

 

Non solo, non si tratta infetti di venerare tanto la forza che distrugge e riassorbe le forme come quella che le crea e quella che se ne prende cura, si tratta anche di riconoscere che esse sono una sola realtà e che non possono essere separate: non si può avere creazione senza un riassorbimento, e ogni riassorbimento va a concludersi in uno zero ricco di tutto il potenziale di dare il via a nuove infinite creazioni.

 

Brahma, Vishnu e Shiva

Il dio Brahma, dalla radice Br, ovvero “far crescere”, è una figura di origine vedica, legata all’antico dio Brihaspati, il dio della vastità, e a Brahman in quanto realtà assoluta. Il dio Vishnu, colui che pervade ogni cosa, ovvero l’aspetto immanente del Brahman, è il dio che di era in era si incarna e discende sulla Terra per preservarne l’esistenza. Infine Shiva, che unisce in sé il distruttivo dio vedico Rudra e l’antico Chiva dei popoli Tamil, significa “propizio”, ma anche “colui che non è”, ovvero colui che non ha forma poiché nessuna forma può rendersi stabile attorno alla sua essenza, essendo colui che dissolve le forme, per riassorbirle e dare il via ad un nuovo ciclo. 

 

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