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Sequenza di Fibonacci: il numero aureo

Un numero irrazionale per esprimere l'inesprimibile, la quintessenza della bellezza, dell'armonia, della vita. Un numero che unisce la trascendenza l'individuo ed il cosmo.

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La proporzione divina

Alla fine del Quattrocento Luca Pacioli e Leonardo Da Vinci componevano De Divina Proportione, uno studio sulla sezione aurea in cui se ne esalta la “divina” semplicità, il suo sviluppo nelle tre dimensioni, la sua inestricabile irrazionalità, la sua autosimilarità interscalare, e il suo rapporto col dodecaedro.

Tali qualità, riservate alla sezione aurea derivata dalla rappresentazione della sequenza di Fibonacci, rimandavano ai tempi a specifiche qualità divine: il suo essere uno e trino, la sua incomprensibilità di fondo, l’onnipresenza e la quintessenza.

Ma la sequenza che porta il nome di Fibonacci era già conosciuta in tempi ancestrali: essa esiste e si esprime nell’universo da prima dell’avvento dell'uomo, la troviamo infatti anche nella vita animale, nelle piante, nel mondo minerale, nelle particelle dunque e nei rapporti tra gli universi.
 

Rapporto armonico tra due forze

La sequenza di Fibonacci e il numero aureo che ne deriva sono la chiave di una divina e perpetua prosperità. E non è un caso che la divina cornucopia, che ne è il simbolo, abbia un aspetto spiraliforme.

La sezione aurea può infatti essere visualizzata come un rapporto tra due energie che devono mantenersi in armonia, vita e morte, Brahma e Shiva, Yin e Yang, luce e oscurità.

In fondo bisogna ricordare che la sequenza di Fibonacci determina ogni aspetto della materia che ci compone e non è  un mero concetto astratto, essa si manifesta in biologia tramite due precisi processi: quello anabolico e quello catabolico
 

La fine dell'Età dell'oro

Fin dalla nostra nascita osserviamo ilcontinuo sviluppo del nostro corpo, delle nostre cellule, dei nostri apparati e della nostra psiche.

Questo è il processo anabolico o biosintesi, che crea qualcosa di grande e più ordinato a partire da elementi piccoli e/o semplici.

Il suo processo opposto è il catabolismo, che distrugge o divide i complessi in elementi semplici e piccoli, processo che in ultima istanza produce invecchiamento e morte biologica.

Arriviamo ad un età, non più aurea, in cui i processi catabolici prendono il sopravvento nel nostro corpo e nella nostra mente, cessiamo di crescere e di imparare, l’armonia si rompe e ci avviciniamo alla morte, la fine. Che è un nuovo inizio del frattale eterno.
 

Il numero aureo fuori dal tempo

La consapevolezza di di tale legge arriva dal passato.

Talvolta, in periodi di corruzione, l'utilizzo non è stato ortodosso ma funzionale all'ottenimento di un vantaggio.
 La legge, dai maestri provenienti dalla Siberia e dall'Asia Centrale passò ai druidi e ai sacerdoti Egizi.

Questi la consegnarono ai poeti e agli architetti, che la riformularono durante i periodi di rinascimento e illuminismo.

Ma trattandosi di una legge che è alla base dei frattali, sistemi infiniti, nessun sistema potrà mai esprimerla in modo completo e una continua creazione è l’unica possibilità di espressione.

I momenti più alti di espressione delle proporzioni auree o divine vedono la natura protagonista e toccano l’eterno, divenendo classici.