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Le confetture di luglio

Due confetture per una crostata e tre ricette da leccarsi i baffi con frutta di stagione nostrana ma ricercata: la pesca merendella tipica della Calabria e le amarene, cugine acide delle più comuni ciliegie.

Le confetture di luglio

Nel mese di luglio vediamo aumentare le varietà frutta disponibili, arricchiti da quelle varietà tipiche della calda primavera, come le albicocche, le pesche e le susine che perdurano. Inoltre sono presenti i frutti di bosco, dal mirtillo al lampone passando per la fragola, alcuni frutti esotici cui si aggiunge la frutta già presente tutto l’anno.

Escludendo però la frutta esotica che richiede spreco di risorse per l’importazione e la frutta che troviamo bene o male tutto l’anno come mele, pere e kiwi, proviamo a porre la nostra lente di ingrandimento su due specialità nostrane e di stagione. 

Invece della classica ciliegia ci concentreremo sull’amarena, Prunus cerasus, cugina acida della comune ciliegia, e infine sulla merendella, una varietà rara e pregiata di pesca liscia (come la pescanoce) tipica del versante ionico della Calabria.

Studieremo due ricette di confetture da preparare in luglio e da godere per tutto l’anno. Infine proveremo a dare un’occhiata alla possibilità di preparare una crostata vegan.

 

Confettura di pesca merendella

Fino a qualche anno fa pochi ne avevano sentito parlare: la pesca merendella, di piccolo taglio, dalla buccia verde chiaro, di rado maculata di rosso, liscia, soda e dal dolce sapore inconfondibile, è una prelibatezza tutta italiana, per la precisione calabrese.

Serviranno un chilogrammo di pesche che laveremo, snoccioleremo e taglieremo a pezzi. Se di origine biologica le utilizzeremo con tutta la buccia. Una volta messo il tutto in un pentola assieme al succo di due limoni e a una tazza di acqua, faremo andare il tutto a fuoco lento.

Quando le nostre pesche cominceranno a liquefarsi, aggiungeremo 400 grammi di zucchero e una mela sbucciata, che aiuterà a gelificare senza modificare il sapore.

Continuare la cottura girando costantemente il tutto ed infine versare in vasetti sterili che chiuderemo, e conserveremo al buio a testa all’ingiù.

 

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Confettura di amarena

Le amarene, una varietà di ciliegio acido assieme alle visciole e alle marasche, non sono solo buone per i gelati e gli sciroppi da guarnizione, sotto eccezionali anche per le confetture, specie da consumare al mattino con una bella fetta di pane scuro, ricco di crusca.

Da aprile a luglio questi frutti sono spesso lasciati sugli alberi dei giardini. Per una buona confettura di amarene non serve molto, se non la pazienza di andarle a raccogliere (in fondo, un piacere), lavarle, togliere i piccioli e i noccioli.

Utilizzando 800 grammi di zucchero per ogni chilo di amarene, metteremo tutto in una pentola a cuocere a fiamma bassa, per circa mezz’ora, dando il tempo alla nostra frutta di condensare.

Per aumentare il contrasto dolce-acido, si può aggiungere una bacca di vaniglia. Infine travasare nei vasetti sterili come detto per la confettura di merendella.

 

Crostata vegan

Sia la dolce confettura di pesche merendella che quella acidognola di amarene, sono ottime sui dolci: uno dei più classici è senza dubbio la crostata. Specie da fine autunno a inizio primavera. Proporremo una corstata tutta vegan, leggera e a prova di scettici, ovvero piacevolmente gustosa. 

 

Ingredienti
> Farina bianca;
> farina integrale;
> sale;
> zucchero;
> olio di oliva;
> succo di arancia.

Preparazione
Mescolare tutti gli ingredienti solidi in una zuppiera: una tazza di farina bianca e una tazza di farina integrale), mezzo cucchiaio di sale, due cucchiai di zucchero (del tipo che preferite).

Aggiungeremo in seguito mezza tazza di olio e due cucchiai di succo di arancia (sostituibile con del latte di soia).

Mescolare a fondo il tutto e una volta raggiunta una consistenza omogenea metteremo a cuocere per 10 minuti circa a 450 gradi in una teglia per crostate, stendendola in modo da avere un bordo adatto a contenere le nostre crostate di merendella o di amarena.

 

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