Dieta paleo: come funziona, benefici e controindicazioni

Una dieta paleo è un piano dietetico basato su alimenti simili a quelli che avrebbero potuto essere mangiati durante l'era paleolitica, che risale a circa 2,5 milioni a 10.000 anni fa.

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©magone / 123rf.com

Indice: 

 

>  Scopo del regime Paleo

 

> Gli alimenti da mangiare

 

> Gli alimenti da evitare

 

> Paleo dieta: scienza o mito?

 

> Paleo dieta: le controindicazioni

 

Scopo del regime Paleo
Lo scopo di una dieta paleo è di tornare a un modo di mangiare più simile a quello che mangiavano i primi umani. Il ragionamento della dieta è che il corpo umano è geneticamente incompatibile con la dieta moderna emersa con le pratiche agricole - un'idea nota come ipotesi di discordanza. 

 

L'agricoltura ha cambiato ciò che le persone hanno mangiato e ha creato prodotti lattiero-caseari, cereali e legumi come elementi fondamentali nella dieta umana. Questo cambiamento relativamente recente e rapido nella dieta, secondo l'potesi, ha superato la capacità del corpo di adattarsi.

 

Si ritiene che questa discrepanza sia un fattore che contribuisce alla prevalenza di obesitàdiabete e malattie cardiache oggi.

 

Gli alimenti da mangiare

Capire cosa e come mangiare in una paleo dieta non è cosa semplice: i nostri antenati che cacciavano nella savana purtroppo non ci hanno lasciato libri di ricette e i dati che abbiamo si basano sulla raccolta e sull’esame dei rifiuti di antichi insediamenti, su deduzioni relative alle caratteristiche anatomiche modificatesi nel corso dell’evoluzione, sull’analisi della dieta delle poche popolazioni di cacciatori
raccoglitori rimasti in qualche sperduto angolo del pianeta. 

 

Il consenso attuale prevede che una dieta paleo sia basata sul consumo di questi alimenti: carne, pesce, vegetali, frutta, semi oleosi e noci, oli e grassi. 

 

Nella maggior parte dei casi non si parla di percentuali relative ai vari nutrienti: l’esperienza suggerisce infatti che l’introito di carni e pesce possa andare da un 20 al 40-60% in popolazioni diverse.

 

Sicuramente la maggior parte del piatto dovrebbe essere occupata da vegetali, con un buon apporto di frutta e di grassi. L’idea finale è quella di avere un buon apporto di proteine di elevata qualità, intorno a 1,2-1,5 grammi per kg di peso corporeo contro gli 0,9 g/kg peso delle linee guida, un buon apporto di carboidrati – dal 25 al 50% – provenienti soprattutto da frutta e verdura, e da un apporto di grassi tra il 30 e il 40%, con un rapporto tra omega6 e omega 3 spostato verso questi ultimi.

 

Gli alimenti da evitare

Gli alimenti da evitare sono quelli comparsi sulla nostra tavola con il passaggio all’agricoltura, alimenti consumati in maniera molto occasionale nel paleolitico, domesticati e divenuti cardini dell’alimentazione nel neolitico. 

 

Tra questi, i principali sono: cereali, legumi e tuberi e cibi ultraprocessati

 


Paleo dieta: scienza o mito?

Le tesi su cui si basa la dieta paleo sono indubbiamente suggestive, ma non molto solide e basate su assunti poco precisi e spesso discutibili. 

 

In primo luogo tutte le affermazione relative alla dieta dei nostri antenati sono difficili da verificare, si tratta al massimo di ipotesi ben circostanziate, mentre le poche tribù superstiti di cacciatori-
raccoglitori presentano regimi alimentari molto difformi tra loro e strettamente dipendenti dalla natura del territorio

 

Per quello che riguarda i cereali, è noto il contributo positivo di cereali, specie integrali e legumi legati a un buon stato di salute. Risultano rare invece le deficienze imputabili a fitati e altri antinutrienti presenti, che possono diventare significative soltanto in diete molto limitate con
consumo ridotto o completa assenza di alimenti di origine animale. 

 

E ha poco senso affermare che il consumo di cereali e legumi di per sé causi infiammazione e quindi sia alla radice di ogni male. 

 

L’infiammazione in genere è un sintomo non una patologia, e numerosi studi hanno mostrato che mentre esagerato consumo di cereali raffinati può contribuire a uno stato di infiammazione sistemica un adeguato consumo di cereali integrali sembra invece avere effetto protettivo.

 

Paleo dieta: le controindicazioni

Non esistono, per ora, studi relativi a patologie diverse da diabete e sindrome metabolica per cui i fautori della paleo intravedono rapidi risultati: non ci sono lavori che riguardino l’effetto di una dieta paleolitica in soggetti affetti da cancro o in pazienti con malattie autoimmuni. 

 

In rete circolano protocolli per il trattamento dei tumori o di malattie come la Sclerosi Multipla con diete di ispirazione paleo: si tratta
di protocolli che non hanno alcuna validazione scientifica e nei confronti dei quali non sono stati svolti studi di sorta.

 

È bene quindi diffidarne, almeno fino a quando non avremo a disposizione dati reali e misurabili. Così come sarebbe bene non fidarsi di
resoconti entusiasti di soggetti che grazie alla paleo hanno ottenuti risultati a loro dire miracolosi: spesso si tratti di individui il cui stile di vita e d’alimentazione era così compromesso che la semplice introduzione in buone quantità di verdura e frutta e la riduzione complessiva dell’introito calorico che si associa a una paleo ben condotta
possono dare un sensibile miglioramento delle condizioni iniziali. 

 

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